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Secondo la normativa europea non si dovrebbero lasciare i gatti domestici liberi

Gatto all'aperto

I gatti liberi di uscire costituiscono un rischio per centinaia di specie: come controllare questo delicatissimo equilibrio ecologico?

© Pixabay

I gatti domestici che vivono liberi di uscire mettono a rischio la biodiversità degli ambienti che occupano, a causa del loro istinto predatore: centinaia di specie selvatiche di uccelli, topi e insetti rischiano così di scomparire.

Di Serena Esposito, 29 nov 2019

Sembra impossibile che i gesti di singoli gatti domestici liberi di esplorare l’ambiente esterno, possano influenzare così tanto un delicato equilibrio ecologico, eppure è così.

Lo dimostra uno studio appena pubblicato sul Journal of Environmental Law, ma scopriamo qualcosa in più.

Lo studio

Arie Trouwborst e Han Somsen dell’Università di Tilburg hanno messo in evidenza nel loro studio, l’effetto dei gatti domestici sulla biodiversità: sembra che il gatto domestico (Felis catus) costituisca una minaccia per ben 367 specie.

Oltre alla sua attività di predatore naturale difatti, il gatto domestico rappresenta un veicolo di diffusione delle malattie, e crea competizione interspecie che causa scomparsa dei gatti selvatici.

Un danno ecologico di una certa gravità che, ai tempi che corrono, dovrebbe essere debitamente tenuto sotto controllo di modo da prevenire l’impatto ambientale che ha.

La normativa europea

Gli autori dello studio, avvocati, hanno messo in luce anche un aspetto particolare della regolamentazione europea a riguardo: sebbene si propongano di tutelare la fauna selvatica, le leggi in merito non sembrano porre limiti alle attività dei gatti domestici, nonostante il loro importante impatto sull’ecosistema.

Per fare un esempio: se un uomo uccide un uccello che appartiene ad una specie protetta è perseguibile penalmente, ma il possesso di un gatto e la scelta di lasciarlo libero, con tutte le conseguenze che esso ha sull’ecosistema, non costituisce reato.

Nonostante ciò, le normative europee per la salvaguardia della fauna selvatica impongono una gestione dei propri animali domestici tale da non inficiare specie selvatiche quali uccelli, roditori e insetti.

All’interno dello studio sono quindi state esaminate le Direttive 148 e 43 rispettivamente del 2009 e del 1992: ebbene, quello che è emerso è che i padroni di gatti non dovrebbero consentire loro di uscire di casa. Lasciandoli uscire, difatti, si violano le normative suddette e si può essere perseguibili legalmente: 

«I gatti domestici liberi (Felis catus) hanno un impatto sulla biodiversità attraverso predazione, disturbo, competizione, malattie e ibridazione. Le conoscenze scientifiche su questi impatti sono recentemente aumentate. Questo articolo interpreta le Direttive degli uccelli e degli habitat dell'Unione Europea alla luce di questa conoscenza. Il risultato indica che vari obblighi previsti dalle direttive, hanno implicazioni significative per la gestione dei gatti domestici in libertà. Per quanto riguarda i gatti randagi e selvatici (non noti), questi devono essere rimossi o controllati quando rappresentano una minaccia per specie e / o siti protetti. Per quanto riguarda i gatti (di proprietà) da compagnia, le direttive sulla natura impongono agli Stati membri dell'UE di garantire che sia proibito ed efficacemente impedito che i gatti siano liberi di vagare all'aperto».

Ma come tenere un gatto senza lasciarlo uscire?

Certamente chiudere in casa un animale come il gatto non dev’essere piacevole, né per il padrone, né tantomeno per il povero micio. Eppure ci sono tante accortezze che possono essere messe in atto per migliorare la vita indoor del proprio gatto.

Prima tra tutte, la presenza di uno spazio esterno che faccia parte dell’abitazione può essere un’ottima soluzione, che consente al gatto quella libertà di cui ha bisogno seppur tra le mura domestiche.

Ma che dire del loro bisogno di cacciare? Consentire questo comportamento è di vitale importanza e ciò include la capacità felina di cercare cibo, di trovarlo e mangiarlo. La ricerca di cibo di solito comporta brevi scatti di attività e lunghi periodi di attesa nei gatti, mentre la parte che riguarda l’alimentazione è complessa, poiché è il gatto a decidere come e dove mangiare.

Come aiutare il gatto e il suo istinto predatorio?

Per ricreare un ambiente più simile possibile alla caccia in natura, si può spargere il cibo sul pavimento o nasconderlo in ciotole che ricordano i puzzle. Si può anche variare il luogo in cui si dà da mangiare al proprio gatto e incoraggiarlo a esplorare e manipolare oggetti. Fare in modo che il gatto si muova di più e mangi regolarmente piccole quantità di cibo, può prevenire il rischio di obesità.

Anche il gioco può essere usato per imitare la caccia senza bisogno di cibo: inventare brevi sessioni di gioco, incoraggiando il gatto a saltare e inseguire giocattoli che imitano la forma, la trama e il movimento delle prede vive.