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cane a Milo

Pronto il regolamento comunale sui cani di quartiere.

© Agenzia Melamedia - Ufficio Stampa/Youtube

Randagismo, a Milo arriva il regolamento sui cani di quartiere: un modello di convivenza e tutela

Di Anna Paola Bellini Redattrice | Traduttrice

Pubblicato il

Dal volontariato nasce un regolamento comunale che tutela cani, cittadini e territorio: Milo fa scuola nella lotta al randagismo. Le informazioni sull'iniziativa.

Il contrasto al randagismo può partire dal basso e diventare una buona pratica istituzionale. È quanto sta accadendo a Milo, in Sicilia, dove l’impegno quotidiano di volontari, tutor e famiglie adottanti si è trasformato in un vero e proprio Regolamento comunale per la prevenzione e la gestione dei cani randagi. Un documento che riconosce, valorizza e disciplina l’esperienza dei cosiddetti “cani di quartiere”, animali liberi ma seguiti, accuditi e tutelati, diventati parte integrante della comunità locale. 

Il regolamento, redatto dall’assessora al randagismo Imma Sciara e presentato pubblicamente dal sindaco Alfio Cosentino, nasce da anni di lavoro sul territorio, in particolare nelle aree attorno all’Etna, dove l’abbandono di cucciolate indesiderate rappresenta ancora una criticità. A coordinare molte delle attività sono stati i volontari dell’associazione Trucioli, nell’ambito del progetto “Pedaliamo”, sostenuto da Fondazione con il Sud.

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Cani di quartiere: cosa prevede il regolamento

Il regolamento riconosce ufficialmente lo status di “cane di quartiere” agli animali sterilizzati e microchippati che vivono liberi sul territorio ma sotto la responsabilità di un tutor. Questi cani sono identificabili grazie a un collarino rosso con medaglietta e numero di telefono del volontario di riferimento. Una soluzione che consente di garantire benessere agli animali e sicurezza ai cittadini, promuovendo al tempo stesso una convivenza rispettosa e consapevole.

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Il testo disciplina anche gli obblighi dei proprietari di animali, introducendo regole chiare su vaccinazioni, controllo della riproduzione, cure veterinarie e gestione responsabile negli spazi pubblici. Ampio spazio è dedicato alla prevenzione di maltrattamenti, violenze e abbandoni, con un richiamo esplicito ai principi della Dichiarazione Universale dei Diritti degli Animali.

Un progetto che unisce istituzioni, scuole e ricerca

Il percorso che ha portato al regolamento è stato condiviso con la cittadinanza durante l’incontro pubblico “Le 4 zampe di Milo”, che ha coinvolto anche le scuole e diverse realtà istituzionali. Hanno partecipato rappresentanti dell’Asp veterinaria di Giarre e dell’OIPA, sottolineando l’importanza della prevenzione dei reati contro gli animali.

Tra le storie simbolo c’è quella di Mongolfiera, cagnetta di quartiere inserita in un progetto di ricerca dell’Università di Costanza, monitorata con un collare GPS per studiare i movimenti animali in relazione all’attività vulcanica. Un esempio concreto di come la tutela degli animali possa dialogare con la scienza, l’educazione e la cittadinanza attiva.

Con questo regolamento, Milo si propone come modello replicabile per altri comuni, dimostrando che il randagismo può essere affrontato non solo come emergenza, ma come responsabilità collettiva e culturale.
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