La scomparsa di James Van Der Beek ha colpito profondamente il pubblico che lo aveva amato nei panni di Dawson Leery. Ma dietro il volto iconico della televisione anni Novanta c’era anche un uomo che aveva scelto di mettere la propria notorietà al servizio degli animali più fragili. La sua morte non segna soltanto la fine di una carriera amata: lascia anche l’eredità di un impegno autentico verso i cani abbandonati e i rifugi.
Una famiglia costruita anche sull’adozione
Diventato celebre grazie alla serie Dawson’s Creek, Van Der Beek aveva raccontato pubblicamente di aver affrontato un tumore al colon-retto con grande riservatezza, circondato dall’affetto della moglie Kimberly e dei loro sei figli. Accanto alla famiglia, però, c’erano anche cinque cani, tutti adottati e accolti dopo esperienze difficili.
L’attore non si limitava a sostenere campagne di sensibilizzazione: apriva la sua casa. Tra i suoi animali c’era un mix di Chihuahua “vinto” durante un’asta benefica organizzata da un rifugio, un gesto simbolico ma anche concreto, che dimostrava la volontà di offrire una seconda possibilità a chi rischiava di restare senza famiglia.
Le immagini condivise sui social lo ritraevano spesso in momenti quotidiani, immerso nella natura del Texas, con i figli e i cani sempre presenti. Non semplici comparse, ma membri effettivi della famiglia.
Theo e l’ultimo gesto d’amore
L’ultimo arrivato era Theo, un Husky bianco salvato da un canile di Los Angeles nel 2021. Inizialmente James e Kimberly avevano lanciato un appello per trovargli una casa, sfruttando la propria visibilità per aumentare le possibilità di adozione. Poi il legame è diventato troppo forte e Theo è rimasto con loro.
Anche PETA ha voluto ricordare pubblicamente l’attore, sottolineando come avesse usato la sua voce per promuovere l’adozione e incoraggiare altri a fare lo stesso. Un riconoscimento che racconta un impegno coerente nel tempo.
Oggi, mentre il mondo dello spettacolo piange la perdita di un interprete che ha segnato un’epoca, il ricordo di James Van Der Beek passa anche attraverso le storie dei cani che ha scelto di salvare. In un panorama in cui spesso l’adozione resta uno slogan, lui l’aveva trasformata in pratica quotidiana. E forse è proprio questa la lezione più silenziosa e potente che lascia dietro di sé.