Una storia che lascia senza parole arriva dall’aeroporto internazionale di Orlando, in Florida: una donna americana ha affogato il suo cane in un bagno pubblico dell’aeroporto, dopo che le era stato impedito di portarlo con sé su un volo internazionale.
La crudeltà del gesto ha scosso l’opinione pubblica statunitense e rilanciato il dibattito sulla tutela degli animali nei luoghi pubblici e sui controlli nei trasporti.
Il gesto estremo per non perdere l’aereo
La protagonista della vicenda è Alison L., 57 anni, residente a Kenner, in Louisiana. Il 16 dicembre 2024 si era recata all’aeroporto di Orlando per imbarcarsi su un volo diretto in Colombia, in compagnia del suo Schnauzer nano bianco di 9 anni, Tywinn.
Tuttavia, a causa di problemi burocratici relativi alla documentazione sanitaria richiesta per l’ingresso del cane nel Paese di destinazione, la compagnia aerea ha vietato l’imbarco dell’animale.
Secondo quanto ricostruito dalle autorità, dopo un’accesa discussione con gli addetti della Latam Airlines, la donna si è diretta verso i bagni vicino all’area dei check-in, dove avrebbe annegato il cane nel WC. Il tutto è avvenuto sotto gli occhi delle telecamere di sorveglianza. Poco dopo, è tornata ai controlli e ha preso il volo, come se nulla fosse.
Il ritrovamento e l’arresto
Un addetto alle pulizie ha scoperto la scena: acqua e cibo sparsi sul pavimento, poi, in un sacco della spazzatura, il corpo di Tywinn con collare, microchip, medaglietta e persino la pettorina da cane da compagnia.
La polizia ha aperto un’indagine, confermata dalla necroscopia: il cane è morto per annegamento.
Alison L. è stata arrestata solo mesi dopo, al suo rientro negli Stati Uniti. Ora dovrà affrontare l’accusa di maltrattamento aggravato su animali, un crimine di terzo grado in Florida. È stata rilasciata su cauzione di 5.000 dollari, ma il processo è ancora in corso.
Un caso che solleva domande
Oltre all’orrore per la crudeltà dell’atto, questo caso solleva interrogativi importanti: come è possibile che una persona possa compiere un gesto simile in un luogo pubblico e salire comunque a bordo di un aereo? I controlli negli aeroporti sono sufficienti? E, soprattutto, come possiamo prevenire tragedie simili?
Tywinn non era solo un animale domestico: era un essere vivente. La sua morte ha indignato animalisti e cittadini, e ha rimesso al centro l’urgenza di regole più severe per la tutela degli animali da compagnia, anche negli spostamenti internazionali.