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Come trattare la puntura di zecca nel cane e il gonfiore?

primo piano di cane advice

Perché dopo la puntura di zecca nel cane c'è gonfiore?

© Pixabay

Il gonfiore dopo la puntura di zecca nel cane può essere evitato con delle accortezze: scopriamo insieme come scongiurare la sua insorgenza.

Di Serena Esposito

Pubblicato il 14/01/21, 19:39

Sebbene siano più diffuse nei mesi caldi, le zecche possono colpire anche d’inverno. La puntura di zecca nel cane e il gonfiore da essa generato vanno trattati nel modo adeguato ad evitare problematiche al nostro amico a quattro zampe.

Ma la prima domanda a cui vogliamo rispondere è: perché in seguito alla puntura di zecca nel cane, c’è gonfiore cutaneo localizzato?

Puntura di zecca nel cane e gonfiore: cosa accade?

Quando una zecca approda sul manto di un cane scoperto contro i parassiti, utilizza il suo apparato boccale sviluppato ad hoc per agganciare la cute dell’ospite come un uncino: è così che funziona il rostro, la corona di ganci organici che circonda la testa della zecca e le permette di succhiare il sangue del malcapitato animale.

È proprio il rostro, che in caso di errori nell’estrazione della zecca dalla cute del cane, può restare sull’animale, andando a generare gonfiore.

Il gonfiore è una reazione immunitaria

La testa della zecca, infatti, può restare ancorata alla cute del cane grazie al suo potente rostro e indurre, giorni dopo la rimozione, una reazione immunitaria da parte dell’organismo dell’ospite.

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Quello che accade è che la testa della zecca viene riconosciuta dall’organismo del cane come un corpo estraneo, e per questa ragione, il sistema immunitario dell’animale produce attorno ad essa un granuloma.

Il granuloma è, in questo caso, una formazione costituita da macrofagi, cellule del sistema immunitario altamente specializzate nella fagocitosi, vale a dire l’abilità di incorporare ed assorbire all’interno del proprio citoplasma, particelle e corpuscoli estranei, come può essere appunto un residuo di zecca, e distruggerli.

In genere, quindi, il gonfiore dimostra che il sistema immunitario del cane sta provvedendo da sé alla rimozione e alla neutralizzazione del residuo di zecca rimasto sulla cute, e scompare nel giro di un mese massimo.

Quando preoccuparsi?

Può capitare però che nel mordere il cane, la zecca lo abbia infettato con qualche batterio, che stavolta determinerà la formazione non più di un semplice granuloma, bensì di un vero e proprio ascesso, con tanto di infezione.

In questo caso, il gonfiore dopo la puntura di zecca nel cane andrà trattato dal veterinario con la dovuta attenzione, in genere si effettuano un drenaggio dello stesso ed una successiva somministrazione di antibiotico.

L’importanza di una buona estrazione

Viene da sé dunque che, al fine di evitare l’insorgenza di qualsivoglia tipo di gonfiore dopo la puntura di zecca nel cane, sia necessaria una attenta ed oculata estrazione del parassita.

L’estrazione della zecca va effettuata con delle pinzette apposite, che andranno posizionate ed afferrate il più vicino possibile alla cute di Fido, applicando una lieve rotazione nel momento dell’asportazione.

Questo dovrebbe scongiurare il distacco del rostro dal resto del parassita. Ma le insidie delle zecche non finiscono qui.

Il gonfiore dopo la puntura di zecca nel cane è il problema minore

È importante sottolineare, che sebbene già sufficientemente insidiose, le zecche non determinano solo granulomi ed ascessi.

Esse, infatti, sono la causa di una serie di malattie nel cane, anche gravi e talvolta fatali, risultando vettori di molteplici agenti patogeni:

  • Ehrlichiosi, provocata dal batterio ehrlichia canis;
  • Piroplasmosi, provocata dal protozoo babesia canis;
  • Malattia di Lyme, provocata da diverse tipologie del batterio borrelia;
  • Encefalite da zecche, provocata da un flavivirus, trasmesso dalla specie di zecche Ixoides;
  • Rickettsiosi, provocata dal batterio rickettsia conori e rickettsia rickettsii;
  • Anaplasmosi, provocata dal batterio anaplasma phagocytophilum;
  • Paralisi da zecche, causata da una neurotossina tipica delle zecche del legno, che compromette l’interazione tra l’acetilcolina (neurotrasmettitore) e la giunzione neuromuscolare, responsabile del movimento.

Pertanto, sarà fondamentale fare attenzione alla salute generale del cane durante il periodo successivo al morso di zecca, per almeno un mese. 

Unitamente all’attenzione ai sintomi sistemici e locali dovuti ad una qualsiasi malattia da zecca, sarà opportuno effettuare indagini ed analisi del sangue ad hoc per valutare la presenza di eventuali anticorpi sviluppati dal cane.

È importante, tuttavia, evitare di eseguire tali indagini troppo presto, per dare la possibilità agli anticorpi di esser rilevati, scongiurando così dei pericolosi falsi negativi.

In conclusione, sebbene la puntura di zecca nel cane e gonfiore relativo possano preoccupare noi padroni, il problema va evitato a monte, fornendo il nostro Fido di un valido antiparassitario.