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Come gestire gli ascaridi nel cane?

cane con ascaridi tra gli arbusti

Cosa sono gli ascaridi nel cane e come si gestiscono?

© Pixabay

Tra i parassiti intestinali, gli ascaridi nel cane sono particolarmente frequenti ed insidiosi. Scopriamo insieme cosa sono e come si eliminano.

Di Serena Esposito

Pubblicato il 23/04/21, 18:00

I microrganismi nemici di Fido sono numerosi e ciascuno di essi ha un proprio ciclo vitale e una propria strategia di sopravvivenza nell’organismo dell’ospite: stiamo parlando di parassiti.

In questo articolo faremo un viaggio per conoscere meglio gli ascaridi nel cane e le loro implicazioni sulla salute di Fido quando ne diventano parassiti.

Cosa sono gli ascaridi nei cani?

Iniziamo col dire che gli ascaridi rappresentano la famiglia degli Ascarididae, vermi cilindrici rientranti nel phylum dei nematodi, classe Phasmidia (cioè che possiedono fasmidi, organi chemiorecettori sulla estremità posteriore del corpo) e possono vivere sia come parassiti che condurre vita libera.

Ma come fanno questi organismi ad entrare in contatto con i nostri amici a quattro zampe?

Come si sviluppano gli ascaridi nel cane?

L’infezione da ascaridi nel cane insorge in seguito all’ingestione di uova del parassita da parte di Fido.

L’ascaridiasi è diffusa in zone caratterizzate da scarse condizioni igieniche, dove magari vengono utilizzate feci contaminate come concime per terriccio agricolo, ma tutti i cani, anche coloro che vivono in zone ad igiene più curata, possono contrarre l’infezione.

Come?

  • Ingerendo carcasse di animali infetti quali piccoli roditori o uccelli;
  • attraverso trasmissione verticale dall’allattamento ai cuccioli, se la mamma è infetta/non vaccinata;
  • per via transplacentare, dalla mamma ai piccoli feti (se la mamma non è vaccinata).

In generale quindi, i cani esposti a maggior rischio di contrarre infezione da ascaridi sono i cuccioli, specialmente se la loro mamma non è stata vaccinata, e quelli più anziani in cui il sistema immunitario risulta pigro e inefficiente.

Le specie di ascaridi più frequentemente infestanti i cani sono Toxoscaris leonina e Toxocara canis: essi svolgono la maggior parte del loro ciclo vitale tra stomaco ed intestino tenue del cane, dove si riproducono e ogni giorno le femmine depongono migliaia di uova estremamente longeve e resistenti, che vengono poi disperse nell’ambiente per via fecale: in questo modo la diffusione del parassita risulta esponenziale.

A seconda dell’età del cane, il ciclo vitale del nematode può svilupparsi in due modi: completo o interrotto.

Il ciclo vitale completo degli ascaridi nel cane

Quando è un cucciolo ad infettarsi, le uova si schiudono nel suo stomaco e le larve si spostano attraverso il circolo sanguigno, verso le vie aeree, dalle quali vengono espulse mediante colpi di tosse.

In alternativa, una volta nella gola, le larve possono essere re-ingerite per tornare tra stomaco e intestino tenue, dove diventeranno adulte e il ciclo si ripeterà.

Le femmine deporranno quindi uova che saranno immesse nell’ambiente per via fecale.

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Il ciclo vitale interrotto degli ascaridi

Quando gli ascaridi entrano in contatto con cani di età superiore ai sei mesi, questi ultimi riescono a mostrare maggiore resistenza nei loro confronti, pertanto le larve rimediano accumulandosi in piccole cisti tra i tessuti dell’ospite, senza completare il ciclo vitale.

Quando si verifica questa condizione è difficile debellare le larve incistate, che andranno ad attivarsi nel momento in cui il cane, eventualmente femmina, inizia una gravidanza, migrando verso placenta e mammelle, per approdare negli organismi dei cuccioli nascituri.

Come si manifesta l’infezione?

L’impatto dell’infezione da ascaridi nel cane è diverso a seconda dell’età dell’ospite:

  • nei cuccioli appena nati l’infezione si manifesta in maniera severa e può essere facilmente fatale;
  • in cuccioli tra i due e i sei mesi d’età l’infezione mostra sintomi moderati, con prognosi anche positiva;
  • in cani adolescenti e adulti l’infezione è spesso asintomatica o dai sintomi molto lievi e di difficile constatazione (è questo che la rende particolarmente insidiosa).

Nelle forme sintomatiche dell’infezione, i segnali più comuni sono:

  • vomito;
  • diarrea;
  • tosse;
  • dolore addominale;
  • inappetenza;
  • decremento ponderale;
  • crescita limitata;
  • letargia;
  • anemia;
  • difficoltà respiratorie;
  • polmonite parassitaria (in cuccioli con alto numero di larve);
  • danni epatici (fatali nei cuccioli);
  • occlusione o perforazione enterica (in caso di parassiti già adulti).

La diagnosi si basa principalmente sull’esame delle feci, in particolare sulla metodica denominata flottazione fecale, sebbene gli ascardi nelle feci del cane in alcuni casi risultino visibili anche ad occhio nudo, ma è una eventualità abbastanza rara.

Come debellare gli ascaridi nel cane?

L’infezione da ascaridi nel cane è fronteggiata mediante la somministrazione, da parte del medico veterinario di specifici antiparassitari vermifughi, detti appunto antielmintici.

La somministrazione del vermifugo dura almeno un paio di settimane per avere la certezza di aver eliminato tutte le forme di vita parassite, ai loro vari stadi di sviluppo dall’organismo del cane.

Nei casi più gravi può rendersi necessaria terapia di supporto (nutrizione parenterale).

È inoltre indicato trattare le femmine in procinto di avere una gravidanza con vermifughi in modo da scongiurare la trasmissione dell’infezione ai cuccioli.

Infine, una volta debellata la presenza di ascaridi nel cane, sarà opportuno effettuare una profonda sanificazione delle aree dove il cane vive e trascorre il suo tempo (cuccia, pavimento, divano, giardino) per scongiurare una reinfezione del cane e una eventuale infezione dei suoi familiari umani, trattandosi di una zoonosi (malattia trasmissibile attraverso specie diverse).