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Parto del cane: quanto dura il travaglio e come puoi aiutare il cane a partorire

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© Pixabay

Non solo per gli umani, ma anche il parto del cane è un momento di forte agitazione, soprattutto per il padrone. Scopri tutto quello che devi sapere sul travaglio e come puoi aiutare il tuo cane a partorire.

Di Letizia Rogolino

aggiornato il 30/01/20, 18:41

Il parto del cane, oltre ad essere una delle esperienze più emozionanti nella vita della propria amica a quattro zampe, è anche una delle più complesse per cui il padrone deve essere preparato. Il parto, infatti, richiede molta attenzione nell'osservare i sintomi e i comportamenti della cagnolina incinta, che può mostrare nervosismo, ma anche perdita di appetito e una grande necessità di tranquillità quando si avvicina il momento del parto. Cercando il posto adatto per poter far nascere i propri cuccioli in tutta sicurezza, il cane spesso sceglie gli armadi o un letto. Ma quanto dura il travaglio? E come aiutare un cane a partorire?

Cosa succede durante il travaglio del cane

Il travaglio del cane inizia nel momento in cui si manifestano sintomi come l’abbassamento della temperatura corporea e il nervosismo. Da quel momento il parto potrebbe avvenire nel periodo successivo che si estende dalle 12 alle 24 ore, periodo di tempo durante il quale la cagnolina avrà alcune contrazioni uterine per la dilatazione della cervice e sarà molto agitata dalla situazione.

Arrivato il momento della rottura delle acque, cioè dopo la fine delle contrazioni, i cuccioli inizieranno a uscire dopo un periodo che va dai trenta ai sessanta minuti. Il travaglio è un momento di grande tranquillità, infatti il cane non va disturbato assolutamente e si devono creare presupposti ideali affinché venga rispettata la sua quiete. Solo durante il parto vero e proprio bisogna stargli vicino per far sì che tutto vada per il meglio, senza incontrare complicazioni sconvenienti e fastidiose.

Parto del cane: come gestirlo

Il parto è sicuramente la parte più difficile da affrontare per un cane, che si ritrova a dover espellere tutta da sola i propri cuccioli, un'operazione che comporta molto dolore. Infatti, una volta rotte le acque, il cane inizierà a partorire spingendo fuori i piccoli della sua specie e in seguito, sempre da sola, provvederà a tagliare coi denti il cordone ombelicale di ogni cucciolo appena nato. Ovviamente usciranno prima tutti i cuccioli, in seguito la mamma espellerà le placente di ognuno. Se il cordone ombelicale dei cuccioli lo taglia lei da sola, non c’è bisogno di intervenire. Altrimenti è richiesto un aiuto umano.

La cagnolina, una volta espulse le placente, inizierà a mangiarle. Nessuna preoccupazione però, è del tutto naturale e anzi, deve farlo assolutamente. Le placente infatti, contengono per il cane dei sali minerali che deve recuperare quanto prima, quindi è bene evitare di impedirglielo per non provocare mancanza di forza nell’organismo della neo mamma. I cuccioli che escono per prima sono abbastanza rapidi, ma in seguito essi iniziano a uscire a intervalli di un’ora, ma anche due. Quindi è consigliato rimanere quanto più vicino al cane.

Come aiutare un cane a partorire

Il supporto durante il parto del cane è un ruolo fondamentale dei padroni, che devono assistere l'amica a quattro zampe per evitare complicazioni o spiacevoli conseguenze. La prima cosa da fare è preparare il giaciglio dove il cane ha scelto di partorire, mettendo preferibilmente coperte per farlo stare comodo e accogliere meglio i cuccioli in arrivo. Durante il parto favorire la nascita dei cuccioli è importante, raccogliendoli e stipandoli  vicino alla mamma, ma lontano dalla vagina, intenta a espellere gli altri fratellini.

Se tagliare i cordoni ombelicali tocca al padrone, si deve legare il cordone con uno spago a circa un centimetro di distanza dal cane e poi con le forbici tagliare la parte materna del cordone. Rimuovere in seguito il sacco in cui si trovano i cuccioli. Tra l’altro, se non si è rimosso da solo, passare un dito tra la bocca e il musetto del cucciolo per rimuovere il liquido allantoideo, in modo da permettergli di respirare correttamente. Come già detto, ogni cucciolo nato va disposto vicino alla madre, perché sarà naturale che ella vorrà leccarli dopo la nascita.

Bisogna restare molto vicini alla neo mamma in caso ci fossero difficoltà nella nascita dei cuccioli, dato che il tempo massimo di espulsione è di quattro ore, oltre quello bisogna chiamare il veterinario. Dopo che è avvenuto tutto il parto, le si può lasciare l’acqua per abbeverarsi, ma bisogna lasciare i cuccioli nelle sue zampe, perché provvederà da sola ad avvicinarli alle mammelle e nutrirli. I padroni al massimo possono pulirli con un asciugamano per permettere, come già detto, la respirazione. Giusto anche che si lascino dei cuscini, in modo da far recuperare la temperatura ai cuccioli.

Non bisogna dare da mangiare alla mamma perché si è già nutrita con le placente. Inoltre, fino a che non vi è stato il primo allattamento, è bene non toccare i cuccioli. In seguito, bisogna portare la mamma a fare i propri bisogni e poi festeggiare l'impresa.