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zampe di cane

Il dolore della perdita di un animale equivale a quella di un familiare;

© Ruby Schmank/Unsplash

Perdere un cane o un gatto può far soffrire quanto un lutto familiare: lo studio che cambia prospettiva

Di Anna Paola Bellini Redattrice | Traduttrice

Pubblicato il

Uno studio rivela che la morte di un animale domestico può causare un lutto clinicamente significativo, simile a quello per un familiare.
 

Chi ha vissuto la perdita di un cane o di un gatto lo sa: il dolore può essere travolgente, profondo, difficile da spiegare a chi non ha mai condiviso la vita con un animale. Eppure, troppo spesso, questo tipo di sofferenza viene minimizzato, come se fosse “meno legittimo” rispetto alla morte di una persona.

Ora una ricerca scientifica riporta il tema al centro del dibattito, mostrando che il lutto per un animale domestico può attivare dinamiche psicologiche paragonabili a quelle di una perdita familiare.

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Il lutto per un animale può diventare patologico

Uno studio pubblicato su PLOS One e condotto su 975 persone nel Regno Unito ha analizzato le reazioni emotive alla perdita di un animale da compagnia. I risultati mostrano che il 7,5% di chi aveva perso un pet soddisfaceva i criteri per il disturbo da lutto prolungato (Prolonged Grief Disorder, PGD) .

Il disturbo da lutto prolungato è una condizione clinica in cui il dolore per la perdita persiste per mesi o anni, con un senso intenso di mancanza, disperazione e difficoltà a riprendere le normali attività quotidiane. Attualmente, però, le linee guida diagnostiche consentono di formulare questa diagnosi solo in caso di morte di una persona.

Eppure i numeri parlano chiaro. La percentuale di PGD tra chi perde un animale è simile a quella registrata per la perdita di un amico (7,5% contro valori analoghi) e poco inferiore a quella legata alla morte di un nonno (8,3%), di un fratello (8,9%) o di un partner (9,1%)  . Solo la perdita di un genitore o di un figlio presenta tassi nettamente più alti.

Un “dolore invisibile” che chiede riconoscimento

Secondo l’autore della ricerca, Philip Hyland, se ulteriori studi confermassero questi risultati, sarebbe necessario rivedere le linee guida cliniche per includere anche la perdita di un animale domestico tra le possibili cause di disturbo da lutto prolungato.

Il legame con un cane o un gatto non è superficiale: per molte persone rappresenta una relazione quotidiana fatta di contatto, routine condivise, cura reciproca. Quando questa presenza scompare, non si perde solo un animale, ma un punto di riferimento affettivo, una parte della propria vita.

Riconoscere la profondità di questo dolore non significa equiparare ogni perdita, ma accettare che il legame con un animale possa essere emotivamente centrale. Parlare di lutto per un pet, senza vergogna e senza minimizzazioni, è il primo passo per dare dignità a una sofferenza che, per molti, è tutt’altro che “minore”.

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