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Giornata della Memoria: l'orrore vissuto dagli animali

Nella Giornata della Memoria non bisogna dimenticare neppure l'orrore che gli animali sono stati costretti a vivere. I contenuti possono essere forti.

Di Nina Segatori

Pubblicato il 27/01/21, 13:55, aggiornato il 08/02/21, 15:38

Il 27 gennaio si celebra la Giornata della Memoria, per non dimenticare le vittime dell'Olocausto, della guerra e tutti coloro che hanno perso la loro vita. Cani e gatti compresi.

Non tutti sanno, infatti, gli orrori a cui gli animali furono sottoposti in quel periodo storico. Se avete il cuore fragile, tenetevi forte, perché il racconto non è per nulla facile da digerire.

La Shoah e i cani

L'Olocausto è il termine con il quale si indica il terribile genocidio degli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale. Tutto sembrava concesso, anche le più atroci torture.

Non solo sugli uomini, ma anche sugli animali e in particolare sul cane, che da miglior amico dell'uomo diventò, in mano ai soldati, il peggior strumento di morte, per se stesso e per gli altri.

Cani kamikaze, usati come traino, strappati alle madri appena nati: sono tante e crudeli le torture inflitte agli animali, che meritano di avere un posto nella Giornata della Memoria, affinché un simile orrore non venga mai più ripetuto.

Le torture animali

Nel libro A Higher Form of Killing di Robert Harris e Jeremy Paxman, vengono descritte con onestà di particolari le pratiche a cui i cani furono sottoposti. 

Venivano, non solo tolti alle madri, ma anche costretti al digiuno. Il cibo era loro servito solo sotto i carri armati. Poi, prima di ogni attacco, li facevano digiunare, gli legavano l'esplosivo sulla schiena e li liberavano di fronte a un campo di battaglia.

I poveri animali, affamati, non appena vedevano un carro armato, si lanciavano sotto alla ricerca di cibo, come d'abitudine e l'antenna dell'esplosivo, a contatto con il ferro, faceva esplodere la bomba. Uccidendo uomini e animale.

Inoltre venivano anche utilizzati come traino per le slitte, in mancanza di cavalli e muli.

Non solo cani

Triste sorte anche per i gatti, sfruttati per cacciare i topi nelle trincee e mandati in avanscoperta per rilevare la presenza di gas nervino. Con la conseguenza che molti trovarono la morte, proprio in quel modo.

Tutto questo, per quanto sia terribile non solo da leggere, ma anche da raccontare, serve per non dimenticare mai che un orrore così grande, non dovrà mai essere rivissuto.

 

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Posted by Tiziana Mancinelli on Monday, February 17, 2020