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Intervista a Federico Fiori, fondatore de "Il cane istruito"

cane e umano advice
© Instagram @Ilcaneistruito

Il 26 agosto è la Giornata Mondiale del Cane. In occasione di questo giorno speciale proponiamo un’intervista a Federico Fiori fondatore dell'azienda Il cane istruito e istruttore cinofilo professionista.

Di Anna Paola Bellini

Federico Fiori è sì un istruttore cinofilo fondatore dell’azienda Il cane istruito, ma è soprattutto un amante e conoscitore dei cani. Il suo metodo è concepito e strutturato grazie ad anni di studi non solo in Italia (Federico è laureato in Scienze animali con specializzazione animali selvatici presso l'università di Udine), ma anche all’estero: ha vissuto a Vienna dove ha lavorato presso la facoltà di Veterinaria indirizzo selvatici e seguito lezioni di etologia (scienza che studia il comportamento animale) presso il Konrad Lorenz Institute. Sempre a Vienna si è qualificato per collaborare come assistente agli istruttori della più grande associazione di pet therapy austriaca, Thiere als Therapie.

Una volta terminati gli studi, Federico si è dedicato al perfezionamento tecnico frequentando un corso istruttori, un corso formativo come operatore di pet therapy, numerosi stage tecnici e di approfondimento sulla comunicazione e training del cane con esperti cinofili nazionali e internazionali.

Questo percorso formativo così importante tra l’Italia e l’estero, lo ha portato a sviluppare un metodo formativo specifico e a diventare uno dei principali diffusori della cultura cinofila nel nostro paese. 

Il metodo e l’azienda

La profonda formazione diventa, quindi, un’azienda: Il cane istruito. Di cosa si tratta? L’idea de Il cane istruito nasce dall’osservazione del cane e dalla volontà di superare dei vecchi schemi d’insegnamento in cui al centro dell’educazione non figura il cane.

Federico spiega che Fido «è un animale molto attento a cogliere ogni sfumatura del contesto che ha attorno. Nelle relazioni è un acutissimo osservatore: studia ogni mossa del suo interlocutore, non lascia nulla al caso. Da qui l'idea del cane "istruito", un cane che studia e ci studia. Volendo lavorare sulla psicologia del cane ho voluto creare un marchio che gli renda omaggio, che lo consideri per l’enorme potenziale di adattamento e apprendimento che dimostra quotidianamente».

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Questo marchio rappresenta il metodo di lavoro che Federico ha creato. «Sotto questo marchio – continua Federico - lavorano in modo coordinato tra loro Istruttori e Dog sitter professionisti che puntano a educare e gestire i cani con una scelta totalmente incentrata sul benessere del cane e la soddisfazione massima del cliente. Una squadra che cresce attraverso la fondazione della Dog Sitter Academy che forma costantemente nuovi professionisti. Un'azienda che punta a crescere nei numeri e nella diffusione sul territorio per portare servizi di qualità a cani e proprietari e divulgare una sana cultura cinofila in Italia».

Che tipi di formazioni sono proposte?

«Il nostro percorso prevede molto più della formazione. Si tratta di una vera e propria partnership tra l'allievo e l'azienda. Per chi vuole seriamente realizzare il proprio sogno e lavorare come dog sitter professionista offriamo una formazione completa basata sui 3 cardini della mente del cane: psicologia, comunicazione e apprendimento.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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A queste, bisogna aggiungere poi anche tra le altre cose nozioni di profilassi veterinaria, alimentazione, fisiologia del cane, relazione con il cliente, comunicazione e strategie di pianificazione dei propri impegni lavorativi. Questo perché un bravo professionista deve sapersi gestire su più fronti, non solo nella relazione con il cane.

Mentre l’allievo si forma segue dog sitter esperti che lo vanno a guidare sotto il profilo dell’applicazione pratica dei concetti appresi. Svolge, inoltre, numerose ore di tirocinio pratico presso le nostre strutture sotto la guida dei nostri formatori. Quando l’allievo è pronto, la nostra squadra di marketers si mette all’opera per curare la comunicazione e la pubblicità nella nuova zona da assegnargli e comincia la sua avventura nel mondo del lavoro».

Il dog sitter viene poi lasciato solo?

«No. Il dog sitter viene costantemente monitorato nei casi che segue è tutorato sotto tutti i profili, continuando così a crescere nella qualità del suo lavoro. L’azienda fa crescere ogni professionista e ogni allievo, con la sua maturazione, consente anche all’azienda di portare il proprio marchio di qualità a nuovi clienti.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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È questa la formula vincente che portiamo avanti con il nostro progetto di affiliazione. Proprio come in un branco canino dove le capacità del singolo trovano massima espressione nel lavoro di gruppo in un contesto sicuro e affidabile dove il risultato comune porta vantaggi a tutti».

La domanda è d’obbligo: come si forma un buon dog sitter?

«Con molte ore di teoria e di pratica guidate da un team esperto. La nostra filosofia è semplice, ma consolidata nel tempo: per poter accudire e gestire un cane al meglio è necessario conoscere come ragiona, comunica e apprende. Oltre a questo, è necessaria molta esperienza pratica per acquisire manualità e fluidità nella comunicazione e nelle tecniche di insegnamento. Infine, ma non meno importante, è necessario acquisire la programmazione mentale corretta. Si tratta di avere un preciso metodo di analisi e uno schema affidabile di lavoro.

Vedere tanti cani non è sufficiente. Si devono avere le idee chiare perché i cani non fanno nulla "a caso". Attribuiscono valore ad ogni loro azione e lo stesso pensano di noi e dei nostri comportamenti.
Ci vuole, quindi, allenamento per imparare a comprendere e padroneggiare una "lingua diversa".

Questo percorso è possibile se viene adeguatamente studiato e programmato. Un buon dog sitter avrà chiari tutti questi punti e li saprà spendere nella giusta dose nel suo lavoro quotidiano. 
C’è infine un ultimo punto che a molti che intendono lavorare nel mondo cinofilo risulta piuttosto ostico e su cui ben pochi si focalizzano: il rapporto con il proprietario. Sebbene il dog sitter lavori la maggior parte del tempo con il cane deve guadagnarsi la fiducia del proprietario. Deve sapere il fatto suo e saper comunicare in modo professionale ed empatico per risultare un vero riferimento affidabile anche per il proprietario».

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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