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Animali, esseri senzienti: l’Onorevole Flati risponde alle nostre domande

cane e gatto in un prato advice

L'Onorevole Francesca Flati ci parla della proposta di legge Animali, esseri senzienti.

© Shutterstock

Il Movimento 5 Stelle ha presentato la proposta di legge Animali, esseri senzienti. Abbiamo incontrato la deputata Francesca Flati, prima firmataria del testo, per capirne di più.

Di Anna Paola Bellini

Dalla presa di coscienza che l’attuale normativa non tutela a sufficienza i nostri amici animali, il Movimento 5 Stelle ha presentato una proposta di legge dal titolo Animali, esseri senzienti.

L’Onorevole Francesca Flati, prima firmataria della proposta, ha risposto alle nostre domande su questa iniziativa che mira a fornire la tutela necessaria agli animali e a prevenire casi di maltrattamento, abbandono o reati contro gli stessi.

Ricordiamo che Wamiz non ha nessun credo politico. Per noi l’unica cosa che conta è il benessere dei nostri amici animali.

Le modifiche alla normativa vigente

La proposta di legge Animali, esseri senzienti - poiché gli animali sono dotati di sensibilità - si propone di modificare la legge del 14 agosto 1991, n. 281 in materia di animali di affezione e di prevenzione del randagismo. Ad oggi obsoleta.

Perché questa volontà di cambiamento?

«Da un punto di vista giuridico - spiega l’Onorevole Flati - in Italia, gli animali sono considerati come beni mobili, proprietà, esseri inanimati.

La legislazione nazionale in materia di animali è decisamente obsoleta poiché è ormai riconosciuto che gli animali siano esseri senzienti, e non semplici oggetti».

In Europa quest’idea è affermata all’interno del Trattato di Lisbona (2007), al quale alcuni Paesi europei si sono nel tempo allineati.

«La legge italiana, però - ci dice l’Onorevole - considera ancora oggi gli animali alla stregua di oggetti e deve, quindi, essere aggiornata con la massima urgenza».

Ma non è tutto.

A questo si deve aggiungere che «la disciplina specifica è demandata alle singole Regioni, pertanto, nel corso degli anni si è assistito ad una frammentazione legislativa che ha reso la normativa poco organica e disomogenea».

Insomma, la normativa vigente non permetterebbe, dunque, di poter affrontare delle problematiche concrete e che sono purtroppo sotto gli occhi di tutti. Prima tra tutte quella del randagismo.

Il problema del randagismo

Il randagismo sul nostro territorio porta con sé una serie di conseguenze negative, ci spiega l’Onorevole Flati: «questo fenomeno non solo ha ripercussioni negative da un punto di vista etico, ma anche da un punto di vista economico». Come mai?

«Ogni anno la mala gestio del randagismo pesa moltissimo sulle casse dello Stato, sulle spalle dei volontari e sulle coscienze di tutti noi. Troppo spesso siamo messi di fronte a casi di cronaca dovuti ad abbandoni, maltrattamenti, canili «lager», strutture di ricovero non adeguate».

Da qui nasce la necessità di rendere il nostro Stato più etico e «avveduto nella gestione delle sue risorse».

Per questo uno dei punti fondamentali è la creazione di «nuovi meccanismi per la gestione del randagismo, anche attraverso la realizzazione di periodiche campagne per la sterilizzazione di cani e di gatti e per la loro adozione, con verifica nel tempo del buon esito della stessa».

Oltre alla sterilizzazione e al controllo demografico degli animali sul territorio, le Regioni dovranno anche essere «promotrici di campagne di sensibilizzazione in ambito scolastico, di corsi di aggiornamento o di formazione per il personale degli enti locali e delle aziende sanitarie locali addetto ai servizi, nonché per le guardie zoofile volontarie che collaborano con le aziende sanitarie locali e con gli tali enti».

I pilastri della proposta di legge

I problemi della normativa attuale sono quindi chiari. Ma allora come questa proposta di legge intende modificarli? Eccone i pilastri fondamentali:

  • Istituzione di un’anagrafe nazionale canina e felina (art. 2 ter). Attualmente, infatti, tali dati vengono gestiti a livello solo regionale.
  • Creazione di un registro delle generalità di coloro che si sono macchiati di reati contro gli animali (art. 2 quater), per evitare che possano acquistare animali, adottarli o «far parte di realtà che si occupano di animali».
  • Obbligo di campagne di sensibilizzazione e di promozione delle adozioni «con particolare attenzione anche alla scuola - dice l’Onorevole - affinché venga trasmesso e insegnato sin dalla tenera età il rispetto per gli animali (art. 3). È importantissimo educare ad una nuova considerazione dei nostri amici animali».

Tra le novità, inoltre, ci spiega l’Onorevole Flati:

  • «vengono disposti controlli periodici all’interno delle strutture di ricovero in modo da verificare lo stato di salute degli ospiti;
  • viene garantito il libero ingresso dei volontari e assicurata la presenza di un veterinario e di un custode sempre reperibili;
  • sono previsti e incentivati massicci interventi di sterilizzazione;
  • è richiesta la trasparenza nella gestione dei fondi pubblici e vengono fissati requisiti strutturali minimi che i ricoveri devono rispettare (artt. 4 bis e 4 ter)».

Da proposta a Legge: i tempi dell’applicazione

Dopo essere stata presentata, la proposta di legge attende ora di passare in esame nella Commissione Affari Sociali, per arrivare in Aula per il voto, in seguito all’analisi delle proposte.

Ciò fatto, dalla Camera il testo passerà al Senato dove, ci spiega l’Onorevole Flati, «seguirà lo stesso iter per tornare di nuovo alla Camera. Il voto sarà definitivo quando Camera e Senato licenzieranno lo stesso testo». E in seguito?

«Una volta che questa proposta sarà diventata legge, le Regioni avranno a disposizione un periodo di tempo, che la proposta stessa individua in 6 mesi, per recepirla nei singoli territori. A quel punto la sua applicazione sarà completa».

L’iter è quindi abbastanza lungo, ma l’Onorevole è determinata:

«Mi batterò - dice in conclusione - con determinazione, insieme ai miei colleghi, affinché l’esame sia avviato il prima possibile. La legge 281/1991 va aggiornata al più presto, è arrivato il momento di colmare 30 anni di inattività sulla materia».