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Come riconoscere e curare il morbo di Addison nel cane?

Cane bianco al guinzaglio

Cos'è il morbo di Addison nel cane?

© Pixabay

Il morbo di Addison nel cane può essere curato anche se il cane dovrà essere monitorato per tutto il resto della sua vita. Scopri i sintomi e le cure.

Di Nina Segatori

aggiornato il 21/04/21, 12:21

Molti proprietari di cani non hanno mai sentito parlare del morbo di Addison. Questo perché è una patologia che colpisce quasi solo alcune razze specifiche, come il Barbone, il cane portoghese d’acqua, il Bearded Collie e il Nova Scotia Duck Tolling Retriever, il Dobermann, il Pastore Tedesco e altri…).

Fare i conti con questa malattia non è semplice, perché molto spesso è cronica, perciò deve essere tenuta sotto controllo giornalmente per tutta la vita.

Non c’è da abbattersi, però: con la giusta terapia si può assicurare una buona qualità della vita al cane malato.

Cos'è il morbo di Addison del cane?

Il morbo di Addison è una malattia a livello endocrino, spesso ereditaria, causata dal cattivo funzionamento delle ghiandole surrenali.

Accade che queste non riescano a produrre nella misura idonea per il benessere dell’intero organismo, gli ormoni surrenalici. La scarsità della produzione causa uno scombussolamento alla salute generale del cane, soprattutto a livello cardiaco, perché provoca uno sballato livello di glucosio, di potassio, ed elettroliti circolanti, che alla lunga danneggiano gli organi vitali.

Si può dire che sia l’esatto opposto di un’altra sindrome piuttosto grave, il morbo di Cushing che, al contrario, appunto, fa sì che venga prodotto un numero troppo elevato di ormoni surrenalici.

C’è una predisposizione genetica ed ereditaria a questo tipo di patologia, quindi benché possa colpire qualunque razza, ce ne sono alcune più predisposte e anche il sesso dell’animale fa la sua parte.

Sono infatti, i cani affetti dal morbo sono maggiormente le femmine, proprio nell’età della crescita, che va dai 4 ai 6 anni.

Quali sono i sintomi del Morbo di Addison?

Tra i vari segni della presenza di tale malattia, ci sono bradicardia, diarrea emorragica, nausea, apatia e letargia, ma anche un elevato desiderio di bere e quindi una maggiore necessità di urinare più spesso. Non mancano poi dermatiti improvvise e tremore generale senza un apparente motivo.

La presenza di molti di questi sintomi indica quasi con certezza il morbo e attraverso analisi del sangue e delle urine (nel caso appaiano sballati i livelli di glucosio potassio e sodio) a cui seguono altre indagini specifiche, il veterinario potrà diagnosticarla senza alcun dubbio.

I sintomi del morbo di Addison, purché non conoscendo la malattia nello specifico siano difficili da attribuire proprio a questa sindrome, sono piuttosto evidenti perché causano un forte malessere soprattutto nei momenti di grande stress.

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Crisi addisoniana, cos’è?

Quando si tratta del morbo di Addison, si parla anche di crisi addisoniana, che è un momento acuto di questa patologia, che può presentarsi improvvisamente e richiede un trattamento tempestivo, perché può portare alla morte del cane.

Si tratta di una sorta di shock in cui i vari squilibri provocati dalle ghiandole surrenali si concentrano tutti insieme in un unico momento, causando pressione bassa, alterazione di sodio e potassio nel sangue, anemia e acidosi.

Il Morbo di Addison porta alla morte?

Il morbo di Addison può portare alla morte del cane se non riconosciuto in tempo e quindi trascurato o se la crisi addisoniana non viene trattata tempestivamente.

A parte queste due circostanze si può assicurare un buono stile di vita all’animale attraverso una terapia farmacologica a base di corticosteroidi e mineralcorticoidi, da assumere per sempre.

Questo significa che questa malattia non porta necessariamente alla morte, ma anche che il cane malato non potrà vivere come uno sano, perché anche se tenuto sotto controllo richiede che l’animale si sottoponga ad esami di sangue e urine periodiche per vederne l’andamento e, nel caso sia necessario, adeguare e aggiustare la terapia.

Morbo di Addison e alimentazione

L’alimentazione può aiutare a ridurre i sintomi, ma soprattutto a gestire le fasi più acute che si presentano nei momenti di stress. Quest’ultimo, infatti, acutizza la sindrome e rende tutto più complicato.

L’apporto di vitamine B5, C, E, ma anche di zinco, potassio e magnesio possono rivelarsi molto utili, sia per la gestione del cortisolo nei periodi di agitazione, per regolarizzare la produzione di globuli rossi e sia per migliorare sintomi come la stanchezza, la nausea e i dolori.

Fondamentale, quindi, integrare la dieta del cane con alimenti ricchi di queste vitamine e minerali, sarà lo stesso veterinario a consigliarvi il miglior regime alimentare da adottare, una volta scoperta la presenza di questa patologia.

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Articolo revisionato da:

Francesco Reina
Assistente veterinario