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Cosa dice la legge sul maltrattamento degli animali?

mani e zampa di gatto advice © Shutterstock

Quali sono i numeri da chiamare per denunciare degli animali maltrattati? Cosa dice la Legge italiana in merito al maltrattamento degli animali? In questo articolo rispondiamo a queste ed altre domande sul maltrattmento degli animali.

Di Anna Paola Bellini

Oggi, 12 agosto 2019 è la Giornata mondiale contro la crudeltà verso gli animali. In occasione di questo giorno speciale - che viene celebrato una volta l'anno, ma dovrebbe essere la consuetudine! - noi di Wamiz abbiamo deciso di proporre ai nostri lettori cosa dice la legislazione italiana sui maltrattamenti animali. Ma non solo.

Purtroppo, nel nostro paese gli abusi sugli animali rimangono frequenti. Ne sono un esempio il caso del piccolo Pocho, preso a bastonate in strada in provincia di Napoli, i numerosi casi di cani lasciati sui balconi durante l'estate (per cui fortunatamente le multe sono più che salate!) o ancora, i cani abbandonati in auto sotto il sole. Si tende erroneamente a pensare che l'abuso sia solo un certo tipo di violenza fisica (percosse, bastonate...), ma in realtà anche la completa negligenza dell'animale può essere chiamata tale. Vediamo, quindi, di seguito cosa la nostra legislazione (europea e italiana) dice in merito al maltrattamento animali e quali sono i gesti giusti da mettere in atto quando si è a conoscenza di un animale oggetto di abusi.

La legge contro il maltrattamento di animali

Nel nostro Codice penale la legge n ° 189 del 20 luglio 2004 chiamata Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate, fortemente voluta dalla LAV  (Lega italiana Antivivisezione), è stata un grande passo in materia di diritto degli animali. Grazie a questa legge, infatti, nel 2004 si è assistito a diverse svolte: prima tra tutte è stata l'elevare la "punizione" per  il reato di maltrattamento da una semplice multa a una vera e propria pena (se prima di questa norma il maltrattamento era considerato contravenzione, dal 2004 si parla di vero e proprio delitto).

Sul sito della LAV si legge:

«Sono state centinaia le sentenze di condanna ottenute in questi anni grazie alla Legge 189 contro maltrattatori “occasionali”, seriali e anche contro attività economiche, come i circhi. Solo per fare un esempio, senza la Legge 189 non avremmo potuto accusare Green Hill, l’allevamento di beagle destinati alla vivisezione, per il maltrattamento degli animali, e nemmeno quindi iniziare il processo e liberare gli animali.
Dunque, la Legge 189 è stata e resta un presidio di civiltà giuridica essenziale. Questa norma ha rappresentato, per LAV e per chiunque abbia a cuore la tutela degli animali, uno strumento capace di sottrarre al maltrattamento e con essa riuscire a salvare tanti animali ottenendo il loro sequestro».

Delitti contro il sentimento

Ma non è tutto. Grazie alle battaglie della LAV è stato possibile inseriere all'interno della nostra legislazione anche gli articoli 544 bis al 544 sexies (Delitti contro il sentimento), del Libro II (Dei delitti in particolare), in cui si legge 

«Chiunque, per crudelta' o senza necessita', cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da quattro mesi a due anni».

o ancora 

«Chiunque, per crudelta' o senza necessita', cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche ecologiche è punito con la reclusione da tre a diciotto mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro.
Stessa identica pena per chi sottopone animali a trattamenti non necessari che ne procura danno alla loro salute».   

Chi punisce la legge? 

La legge punisce:

  • chi provoca la morte dell'animale
  • chi lo lesiona 
  • chi lo sottopone a sevizie
  • chi lo sottopone a sforzi inadeguanti alle sue caratteristiche etologiche
  • chi gli somministra sostanze stupefacenti 
  • chi organizza combattimenti o competizioni non autorizzate, mettendo a rischio l'integrità fisica dell'animale
  • chi abbandona gli animali domestici, ormai abituati alla cattività
  • chi tiene gli animali in condizioni inadatte alla loro natura. 


Maltrattamento e crudeltà verso gli animali: i numeri 

«Nel 2017 sono stati aperti circa 26 fascicoli al giorno per reati contro gli animali, uno ogni 55 minuti, (circa 9500 l’anno). Ogni 90 minuti circa è stata indagata una persona (circa 5850 indagati l’anno).
L'incidenza dei reati contro gli animali, in Italia, è pari a 15,38 procedimenti ogni 100.000 abitanti, con un tasso di 9,60 indagati ogni 100.000 abitanti».

Ecco gli ultimi numeri della LAV sul maltrattamento e la crudeltà verso gli animali. La Lega italiana antivivisezione continua le sue battaglie per inasprire le pene. Perché se è vero che le pene sono più dure rispetto a più di 10 anni fa e la presa di coscienza è collettiva, è anche vero che i maltrattamenti e le violenze gratuite nei confronti degli animali (domestici e non) continuano.

La domanda è, possono veramente pene più severe far sì che le sevizie finiscano? O forse, bisognerebbe investire di più sull'educazione delle persone, per far loro comprendere che l'uomo è parte della natura e non ne é né architetto, né creatore? La risposta è ancora tutta da scrivere.

Se vedo degli animali maltrattati chi devo chiamare?

Abbiamo parlato di cosa dice la legge, ma come bisogna agire se si assiste ad un maltrattamento? Il primo buon gesto da fare, ed è l'ENPA (Ente Italiana Protezione Animali) a dircelo, è rivolgersi alle forze dell'ordine (nello specifico di polizia) che sono obbligate giuridicamente ad intervenire. I casi sono diversi a seconda dell'animale:

  • se si tratta di un animale selvatico rivolgersi alla Polizia di Stato o ai Carabinieri, unità Forestale. 
  • se si tratta di un animale domestico segnalare ai Carabinieri o alla Polizia locale. 

In alcune zone del nostro paese è possibile denunciare eventuali maltrattamenti anche alle Guardie Zoofile ENPA.