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Cos'è il latte in polvere per gattini?

Gattino piccolo rosso advice

Alla scoperta del latte in polvere per gattini.

© Unsplash

Il latte in polvere per gattini: cos’è e dove si compra? Ecco spiegato come utilizzarlo per poter aiutare i gattini orfani appena nati, molto piccoli, abbandonati a sopravvivere.

Di Claudia Scarciolla

Pubblicato il 21/07/20, 21:51

Il latte in polvere per gattini è la soluzione ideale per accompagnare un gattino orfano di pochi giorni o settimane allo svezzamento.

Costituito seguendo le percentuali nutrizionali necessarie al fabbisogno nutrizionale di un gatto molto piccolo, questo latte specifico per felini è la risposta adatta in mancanza di una mamma gatta in allattamento (soluzione da preferire, ove questo è possibile, perché non sempre le gatte adottano piccoli di altre cucciolate).

In alcuni casi è possibile tentare di "attaccare" il micetto ad una cagnolina in allattamento o che abbia appena partorito. Il successo non è garantito ma è stato sperimentato più volte che l'istinto materno anche interspecifico abbia dato buoni esiti, permettendo l'allevamento di cuccioli di altre specie animali da parte di mamme adottive.

Percentuali nutrizionali presenti nel latte per gattini

Il latte specifico per gattini è composto da proteine (9 grammi per 100 gr di latte), grassi (5 grammi), acqua (80 grammi) e lattosio (5 grammi).

Si tratta di percentuali che rispettano il fabbisogno del cucciolo nei suoi primi mesi di vita e che, a differenza di altri tipi di latte è meno ricco di lattosio e più proteico. 

A quale latte bisogna fare attenzione?

Erroneamente si tende ad offrire ad un gattino trovatello subito il latte che si ha in casa, in genere, vaccino.

Nulla di più sbagliato, dunque, poiché questo latte è meno ricco di proteine, più ricco di lattosio che potrebbe provocare fastidi intestinali (diarrea o vomito) che per un gattino molto piccolo potrebbero anche essergli fatali.

Dove comprare il latte in polvere per gattini?

Il latte in polvere per gattini è un preparato facile da usare. Lo si acquista nei negozi specializzati per animali o in farmacia e, a differenza del latte per gattini liquido, lo si può conservare a lungo.

Sul mercato ce ne sono di diverso tipo e formulazione. Basterà scegliere quello più adatto alle proprie tasche, sentendo anche il parere del proprio veterinario o negoziante di fiducia.

Se ne siete sprovvisti o se il negozio per animali è chiuso potete preparare un "latte
di emergenza"
miscelando 100 ml di latte vaccino, 100 ml di panna con 12% di
componente grassa e 1 tuorlo d'uovo. Il link qui sotto vi guiderà passo passo in questa
operazione.

Quanto latte deve bere un gattino appena nato?

Indicativamente ad un gattino di pochi giorni vengono somministrati tra i 2.5 e i 5 ml di latte, dose che viene aumentata gradualmente con il passare delle settimane, fino a circa 20 ml di latte al compimento del primo mese di vita.

Le poppate sono più frequenti nei primi giorni di vita fino a 21 giorni, circa ogni due ore (e anche di notte), poi ogni 3 o 4 ore fino ai 40 giorni.

Successivamente, assieme al latte per gattini, fornitogli due volte al giorno, inizia la fase di svezzamento e quindi si può proporre al gattino, ormai di quasi due mesi, altri tipi di cibo, umido o secco.

Per favorire la suzione, il composto viene offerto al gatto con un biberon piccolo o una siringa senz’ago che favorisca la suzione.

Il latte in polvere per gattini può essere somministrato anche a gatti in crescita o adulti convalescenti e a gatte in allattamento.

In questi casi specifici è bene chiedere consiglio al proprio veterinario sulle dosi e le modalità di somministrazione.

Come dare da mangiare a un gattino appena nato?

Ogni poppata dovrà essere consumata dal gattino “fresca”. Quando, infatti, il gatto non succhia più è bene non utilizzare lo stesso latte per la poppata successiva, ma preparargli una nuova dose.

Un gattino piccolo non deve essere allattato come gli umani a pancia in sù ma bisognerà rispettare la posizione naturale dell’allattamento felino a pancia in giù.

lI gattino, fragilissimo, dovrebbe essere coperto o sistemato su una borsa dell’acqua calda, per esempio, a simulare il calore della mamma

Il biberon, dunque, dovrà essergli dato in posizione orizzontale accertandosi che il latte fuoriesca lentamente e goccia dopo goccia.

Bisognerà premunirsi di un panno soffice, umido, e magari anche di uno spazzolino da denti per stimolare il gatto nella zona genitale (aiutandolo a fargli espellere gli escrementi).

Con lo spazzolino, simile alla lingua ispida tipica dei gatti, si potrà accarezzare il gatto in modo leggero sul capo, a simulare le carezze di mamma gatta. In questo modo l’allattamento artificiale sarà completato dal contatto fisico di cui il gattino ha bisogno.

Aiutare un gattino a sopravvivere è una sfida costante con la natura. Non sempre la si vince, purtroppo, perché in alcuni casi si tratta di gattini abbandonati dalla mamma perchè malati.

In ogni caso, la prima cosa da fare, resta sempre portare il cucciolo da un veterinario che saprà non solo consigliarvi al meglio, ma anche valutare la presenza di malattie o disturbi tipici dei cuccioli che possono compromettere ogni sforzo se non adeguatamente corretti.

Esempio tipico è la palatoschisi, una fessura longitudinale nel palato che impedisce la nutrizione. In tale caso si ricorre alla chirurgia intorno ai 4 mesi d'età e, fino ad allora, dovrà essere nutrito con molta attenzione o per via parenterale.

L’impegno, però, a volte viene premiato da un gatto in salute e forte che non sarà un semplice gatto ma un vero e proprio figlio adottivo grato e da voi inseparabile! Provare a salvargli la vita, varrà comunque sempre la pena!

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Articolo revisionato da





Francesco Reina

Assistente veterinario