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No, i nazisti non erano animalisti: false ideologie svelate nel Giorno della Memoria

campo di auschwitz dog-cat-sad

Nella giornata della memoria, ricordiamo anche gli animali vittime della follia nazi-fascista.

© Stefano Zaccaria / Shutterstock

Il 27 gennaio è la Giornata della Memoria per non dimenticare le vittime dell'Olocausto. Con il regime di Hitler anche i pet furono vittime dirette e indirette.

Di Grazia Fontana

Pubblicato il , aggiornato il

"Hitler ha soppresso la vivisezione", "I primi veri animalisti furono i nazisti". Sono alcune delle false credenze che hanno fatto da fulcro nella campagna nazista, ma non solo.

Per molti anni, infatti, queste credenze continuarono a mistificare la figura del Führer, ma andando ad analizzare testi e studi a riguardo si capisce bene che il tutto è stato fatto solo per un tornaconto della campagna hitleriana.

Cani e gatti, ma di chi?

Se Blondie, il cane di Adolf Hitler, considerato il suo migliore amico, era venerato come un essere supremo, lo stesso non si può dire per i cani e i gatti degli ebrei.

Secondo quanto raccontato da alcuni sopravvissuti (e riportato da Victor Klemperer ne La Lingua del Terzo Reich) agli ebrei era stato vietato, in un primo momento, di fare donazioni ai rifugi di animali sino ad arrivare, in un secondo momento, a sequestrare e poi uccidere gli animali domestici di tutti coloro considerati come "esseri inferiori".

No, i nazisti non hanno abolito la vivisezione

E poi il più assurdo dei falsi miti: quello secondo cui i nazisti appena arrivati al potere, nel 1933, abolirono la vivisezione.

È vero, il testo della legge dice chiaramente che qualsiasi forma di tortura e maltrattamento sarebbe stata punita ma, secondo quanto riportato da un interessante studio del 2002 della ricercatrice Elisabeth Hardouin-Fugier, basterebbe semplicemente andare ad analizzare quanto descritto poi dagli stessi nazisti nel Kommentar della legge.

L'animale, infatti, non veniva considerato in quanto essere giuridico: colui che ne detiene i diritti resta comunque l'uomo. L'animale, quindi, resta una "cosa" (als Sache gewertet). In altre parole: se si tratta di un animale appartenente ad un "ariano", questo detiene gli stessi diritti del padrone, altrimenti addio ai buoni principi contro il maltrattamento.

Per non parlare delle leggi contro la macellazione, che erano dirette soltanto contro le pratiche Kosher, quindi contro la comunità ebraica. Nessuna limitazione, al contrario, sembra sia stata esposta contro i rituali musulmani all'epoca.

Per non dimenticare: il libro del giorno

Il 27 gennaio ricordiamo così tutte le vittime della follia nazi-fascista, ma non dimentichiamoci neanche di tutte le vite degli animali domestici che furono distrutte: animali rimasti soli, impauriti, con l'immagine del proprio padrone maltrattato e deportato sotto gli occhi, che sicuramente non avrebbero mai più rivisto.

Ansia da separazione di cani e gatti. Ecco 5 rimedi per alleviarla

Nei racconti dei sopravvissuti si ritrovano anche storie tristi o a lieto fine sui fedeli cani e gatti che per anni hanno aspettato il loro ritorno

Se la tematica vi interessa, vi consigliamo la lettura di Amici per sempre. Storie di deportati della Shoah e dei fedeli cani che non hanno smesso di aspettarli, di Susan Bulanda.

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