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La task force di Istanbul per cani e gatti randagi

Due gatti randagi
© Pixabay

420 impiegati comunali si occupano degli animali randagi a Istanbul, che si conferma così una della città più pet-friendly del mondo.

Di Nina Segatori, 25 feb 2019

A Istanbul una task force di 420 impiegati comunali si occupa dei cani e dei gatti randagi, munendo loro di microchip, fornendo cibo e assicurandosi che siano sempre in salute. La Turchia, infatti, è un paese con un altissimo tasso di animali abbadonati e randagi che ogni giorno affolano le strade delle città. Così nella capitale è stato deciso di fare qualcosa per garantirne la salvaguardia, istutuendo una task force apposita, che si occupa di tanti servizi pensati apposta per cani e gatti randagi. Il tutto per assicurare il benessere non solo loro, ma di tutta la città.

La task force

A Istanbul ci sono circa 145 mila randagi e la città si è riscopertà pet-friendly come poche al mondo, soprattutto in proporzione al numero di animali che vivono in strada. Così è stata creata una task force di 420 impiegati del Municipio per occuparsi di loro.

Tra le attività pensate c'è un bus veterinario con cui i medici si spostano per controllare se c'è qualcosa che non va. Se i veterinari notano un animale in difficoltà, il bus si ferma per far sì che venga soccorso. Inoltre tutti gli animali sono dotati di microchip di riconoscimento e protetti con l'antiparassitario. Una scelta non casuale, come ha raccontato una veterinaria: «Questo lavoro è molto importante anche per gli esseri umani. Perché se i cani o i gatti hanno qualche malattia, la possono trasmettere a noi. Quindi è fondamentale che i randagi siano in salute».

«Grazie ai chip conosciamo ogni singolo animale che vive in strada. Scansionando il numero possiamo avere tutte le informazioni necessarie per ogni singolo cane» ha spiegato un'altra veterinaria.

Cibo per cani e gatti 

Non solo, agli animali viene anche distribuito del cibo, circa una tonnellata al giorno, lasciato in varie parti della città. A raccontarlo è il veterinario, Umut Demir, che ha spiegato la ragione al di là della necessità di evitare che cani e gatti rovistino nei rifuti: «In Turchia, per la nostra religione, dobbiamo essere misericordiosi verso tutti gli esseri viventi. Anche per questo non vogliamo abbandonare gli animali».

Un aiuto importante e un'organizzazione ben funzionante che tutela non solo i randagi, ma anche gli abitanti della città, soprattutto dalle malattie. Chissà che anche in altri paesi non venga presto seguito l'esempio.