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Come si manifestano le crisi epilettiche nel cane anziano?

cane anziano con crisi epilettiche

Le crisi epilettiche nel cane anziano possono arrivare da un momento all'altro.

© Pixabay

Le crisi epilettiche nel cane anziano sono determinate da varie cause. Ecco come gestire l'epilessia del proprio amico a quattro zampe.

Di Claudia Scarciolla

aggiornato il 08/02/21, 15:39

Si sa, proprio come gli esseri umani, anche i cani accusano l’età che avanza e gli acciacchi tipici della maturità non tardano ad arrivare.

Perdita d’udito, cecità, inappetenza, problemi renali e altre patologie possono colpire il cane. Ma come si manifestano le crisi epilettiche nel cane anziano? Tutte le risposte alle vostre domande nel nostro articolo.

Oltre all'epilessia, ecco tutte le malattie dei cani anziani

Crisi epilettiche: definizione 

L’epilessia viene definita come una malattia che interessa l’encefalo ed è caratterizzata da crisi convulsive.

Le crisi epilettiche possono spaventare chi sta ad osservare. Infatti, si tratta di un insieme di movimenti incontrollati, a tratti violenti, causate da un malfunzionamento del cervello che presenta un’attività eccessiva o ipersincrona.

E questo avviene a prescindere dalla causa sottostante, tanto che risulta difficile da diagnosticare. L’epilessia nel cane e le sue crisi non mettono a rischio la vita di Fido, tuttavia è bene tenerle sotto controllo.

Come si manifestano le crisi epilettiche nel cane anziano?

Ogni episodio convulsivo è un evento a sé e si manifesta in modo diverso a seconda della zona del cervello colpita. I sintomi manifestabili possono coinvolgere una o più parti del corpo:

  • l’animale può avere alterazioni del comportamento;
  • perdita di coscienza;
  • può defecare o urinare nel mentre;
  • può manifestare una salivazione eccessiva.

In alcuni casi il cane avvertendo che qualcosa non va, può iniziare ore - ma anche giorni prima - ad agitarsi e a ricercare il proprietario.

Finito l’evento epilettico, poi, il cane prima di ritornare al suo normale stato mentale, attraversa una fase di disorientamento nella quale può risultare impaurito e debole anche per alcuni giorni. 

Il cane anziano è un soggetto maggiormente sensibile agli insulti patologici di ogni genere.

Le convulsioni si presentano come degli eventi estremamente traumatici per un cane sia in termini di dispendio energetico che di conseguenze potenziali. Il cane anziano presenta per sua natura problematiche renali e probabilmente cardiache. Queste carenze di base (perfettamente normali per un cane avanti con gli anni) non sono sempre compatibili con stati epilettici di forte intensità.

Quando le convulsioni si manifestano in modo duraturo e invasivo c'è la possibilità che una delle strutture anatomiche degli apparati vitali del soggetto possa cedere allo sforzo e creare gravi conseguenze che possono condurre a morte del soggetto.

Naturalmente la diagnosi è soggetto specifica e non può valere per TUTTI i cani anziani, soltanto il tuo medico veterinario ti può dare la certezza sugli esiti di una tale condizione.

Quali sono le cause delle convulsioni nel cane?

Le crisi epilettiche nel cane anziano, come quelle dell’uomo, possono avere cause idiopatiche o secondarie.

Nel caso dell'epilessia idiopatica si entra in un mondo non ben definito in cui non si conosce l’origine di questo malessere cerebrale che non permette il corretto funzionamento dei neuroni.

Mentre le crisi secondarie possono esser definite sintomatologiche di altre patologie di cui si conosce la causa soggiacente (tumori cerebrali, traumi, epilessia, ipoglicemia, infezioni, ecc.).

Come viene diagnosticata l'epilessia?

In questo complesso frangente patologico la diagnosi effettuata dal medico veterinario in caso di crisi epilettiche nel cane anziano è molto complessa, in quanto non solo lo specialista dovrà comprendere la causa all’origine, ma non potrà avvalersi di uno strumento importante per la diagnostica dell’epilessia umana: l’elettroencefalogramma, sui cani molto complicato da decifrare.

Quindi, procedendo per tentativi, è solo sulle descrizioni dei proprietari che si basa la diagnosi effettiva delle crisi epilettiche del cane.

Pertanto, visto il ruolo determinante del proprietario è bene comprendere cosa fare e cosa osservare nel caso in cui il proprio cane abbia una crisi epilettica.

Cosa fare in caso di crisi epilettiche nel cane anziano?

Per prima cosa bisogna avere calma e sangue freddo e osservare (o registrando in video) i vari dettagli dell’evento, come ad esempio l’ora d’inizio e fine della crisi.

Le crisi epilettiche nel cane anziano, infatti, potranno essere sporadiche o continue. E questo può determinare diverse conseguenze a livello cerebrale (a seconda del tipo di epilessia di cui soffre l’animale).

I compiti del padrone

Per prevenire eventuali aggressioni da altri animali, allontanarli dal luogo in cui il cane sta avendo la crisi. Nel panico generale potrebbero verificarsi episodi violenti dettati dagli spasmi muscolari che spaventano gli altri animali.

Tenendosi a debita distanza, senza accarezzarlo e/o mettendo le mani in bocca, cercare di porre un cuscino sotto la testa dell’animale. Certamente sarà dura vedere il proprio amico a quattro zampe incosciente e tremante, ma in questi casi bisogna anche pensare alla propria incolumità, poiché, come si è visto, tutto è soggetto a diverse variabili. 

È possibile rinfrescare il cane con dell’acqua se le crisi durano per più di 3 minuti, ma in generale si consiglia di aspettare la fine dell’episodio e di contattare subito il veterinario

La terapia del veterinario

Dopo una crisi epilettica il cane portato al controllo medico verrà sottoposto ad una visita neurologica e ad ulteriori esami atti a confermare la diagnosi di epilessia.

Così facendo sarà possibile determinarne la cura con farmaci antiepilettici e anticonvulsivi. La terapia in questione prevede la prescrizione di farmaci che però dovranno esser somministrati ad intervalli in modo tale da non generare i tipici effetti collaterali (quali la diarrea) che a lungo termine possano risultare inibitori della cura stessa. Importante anche lalimentazione atta a non far affaticare l'organismo, già sottoposto a stress da farmaco.

In conclusione in caso di crisi epilettiche del cane è bene che vi sia una forte interazione tra il proprietario e il veterinario in modo tale che l’animale venga tenuto sotto controllo, a riparo da stress e in un ambiente che riesca ad infondergli una calma emotiva.

Quanto può vivere un cane con epilessia?

L'epilessia è uno stato patologico temporaneo che si può manifestare a diversi gradi di intensità.

Nei casi in cui si parla di convulsioni lievi e poco durature nel tempo non c'è da preoccuparsi: il cane potrà convivere con questo problema per tutta la vita a patto di essere monitorato periodicamente dal veterinario.

Se invece gli episodi epilettici sono di forte intensità e duraturi nel tempo bisognerà fare molta attenzione.

Uno stato epilettico (il tempo in cui il cane permane in uno stato di semi incoscienza fisica e mentale) dura dai 30 ai 60 secondi.

Nel momento in cui la durata è superiore a questa tempistica bisognerà intervenire immediatamente con un farmaco anticonvulsivo che ristabilisca lo stato fisiologico del soggetto.

Durante una crisi epilettica gli spasmi muscolari danno fondo alle riserve di glucosio che per questo motivo non saranno disponibili in quantità sufficienti per cervello e altri organi.

Questo stato ipoglicemico associato ad una durata delle convulsioni esagerata e ad una eventuale immunodepressione del cane possono portare a morte per arresto cardiocircolatorio in qualsiasi momento.

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Articolo revisionato da

giuseppe-terlizzi
Giuseppe Terlizzi
Medico veterinario