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Cani pericolosi: la responsabilità del padrone

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Esistono davvero i cani pericolosi?

© Pixabay

Quando si parla di cani pericolosi, raramente la colpa è da attribuire all'animale. Al contrario, spesso e volentieri, è il padrone che ha educato male il proprio cane e, quindi, è giusto che prenda le giuste precauzioni ma anche la propria responsabilità.

Di Letizia Rogolino

Pubblicato il 25/01/20, 21:55

Secondo la legge non esistono razze di cani pericolosi più di altri. La statura e la massa corporea sono solitamente delle “leggende”, perché tutto varia in base al tipo di educazione che hanno ricevuto.

Naturalmente l’aggressività o il morso di un chihuaua saranno differenti da quelli di un pastore tedesco, ma comunque entrambi pericolosi, anche in base alla vittima prescelta. A prescindere da tutte le variabili, nel caso in cui dovesse verificarsi un’aggressione, il diretto responsabile che ne risponderà sarà ovviamente il padrone.

Gli obblighi di un padrone di cani pericolosi di grossa taglia non sono diversi da chi possiede un cane più piccolo, ma naturalmente richiede un po’ più di attenzione. In termini di pericolosità il cane, anche se è considerato tra gli animali più docili e affettuosi, può manifestare dei comportamenti minacciosi.

La normativa vigente in Italia sui cani pericolosi

Le variabili che la Legge tiene presente sono la razza, l’indole mansueta o irrequieta del cane, l’educazione ricevuta ed, eventualmente, un addestramento presso un centro specializzato, la presenza di malattie psichiche che possano alterare il comportamento e il carattere del cane e, infine, eventuali reazioni avute in passato, magari quando l'animale viveva con un altro padrone.

Quando si porta il cane a fare la consueta passeggiata nel parco, per prevenire aggressioni verso altri cani o persone è doveroso far indossare la museruola e un guinzaglio che faccia camminare il cane vicino alla gamba del padrone, per evitare che possa correre verso altri cani e magari aizzare delle lotte.

I rischi che si corrono nella noncuranza di queste direttive, si possono trasformare in responsabilità civili e penali, più il risarcimento dei danni patrimoniali e morali provocati dal cane pericoloso nei confronti della vittima.

L’articolo 2052 del Codice Civile dichiara che «il proprietario di un animale o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso, è responsabile dei danni cagionati dall’animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito».

Il caso milanese

È di pochi giorni la notizia secondo la quale a Milano verranno proposti dei provvedimenti per i proprietari di amici a quattro zampe considerati "pericolosi".

Ma è davvero sempre colpa del padrone?

A spostare l’ago della bilancia è, tuttavia, la responsabilità oggettiva. Riuscire a capire se effettivamente la colpa sia del padrone o meno è importantissimo, perché nel caso in cui l’evento sia avvenuto in maniera fortuita, si potrebbe evitare di pagare il danno alla persona attaccata dal cane.

Nelle opportune sedi legali l’imputato possessore o proprietario del cane, dovrà dimostrare se l’attacco del proprio animale è stato causato da un comportamento provocatorio e nocivo da parte del soggetto attaccato o meno.

Cosa rischia il padrone di un cane pericoloso?

Per far in modo che i padroni di cani pericolosi siano tutelati il più possibile, oltre a dover affiggere il cartello di “Attenti al cane” nei pressi della propria abitazione, magari sul cancello principale, devono entrare nell’ottica che anche in assenza di malafede o senza colpa, la maggior parte dei giudici tendono comunque a condannare il padrone dell’animale, emettendo la sentenza circa il pagamento di danni.

Il padrone del cane, nel caso in cui venga condannato per reato di lesioni colpose dal giudice secondo il Codice Penale all’articolo 590, potrebbe scontare fino a tre mesi di reclusione e una multa di 309,00€. È giusto anche sottolineare che la condanna che prevede il soggiorno in carcere, non viene quasi mai applicata, a meno che non sussistano delle gravi motivazioni.

I danni morali e civili

Per quanto concerne la responsabilità civile, il padrone dovrà risarcire i danni patrimoniali, da intendersi come le spese legali, le cure sostenute per le lesioni provocate dal cane e anche ipotetici redditi venuti meno a seguito dell’infortunio.

In tutto questo discorso, vanno aggiunti anche quei danni definiti non patrimoniali, ma di elevata importanza, conosciuti come danni morali, che verranno addebitati al padrone, per la sofferenza fisica e psicologica subita dal ferito.

È chiaro che se un estraneo dovesse entrare nella proprietà privata del padrone del cane senza il dovuto permesso, superando quindi cancelli, porte, recinzioni e quant’altro, ad essere condannato non sarà il padrone di casa, ma il soggetto attaccato dal cane per difendere la proprietà e la famiglia.

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