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Si può dare il salame ai gatti?

gatto sul tavolo advice

Cerchiamo di capire se i gatti possono mangiare il salame.

© Pixabay

Se lo chiedono in molti: i gatti possono mangiare il salame? Ecco a cosa bisogna fare attenzione quando si parla di insaccati per animali da compagnia.

Di Eleonora Chiais

Pubblicato il 29/01/20, 22:50

La tentazione di condividere con il gattino domestico le prelibatezze che noi umani amiamo tanto è forte e, prima o poi, tutti i padroni si chiedono tra l’altro se i gatti possono mangiare il salame.

La faccia implorante del nostro amico peloso, infatti, può far sorgere qualche perplessità e il desiderio di condividere con lui una fettina dell’insaccato (o qualsiasi cosa proveniente dall'alimentazione umana!) che stiamo consumando con gran gusto può essere forte.

Attenzione, però, perché il salame fa male ai gatti e quindi la risposta alla domanda è no, non si può dare il salame al gatto. Meglio, però, comprendere bene il perché di questo divieto.

Perché non si può dare il salame ai gatti?

Non si può dare il salame ai gatti perché si tratta di un alimento molto salato che, quindi, va evitato (esattamente come accade per le pietanze con molto zucchero) nella dieta felina corretta.

Il salame può causare nel micio episodi di vomito o diarrea ma anche problemi digestivi e, sul lungo periodo, ipertensione e insufficienza renale nel gatto.

Oltre a questo, poi, si deve considerare che normalmente il salame è punteggiato da granelli di pepe (un ingrediente da escludere assolutamente dall’alimentazione del gatto) e contiene una quantità di grassi troppo elevata che può addirittura provocare la pancreatite nell’amato micetto.

Cosa possono mangiare i gatti come alternative al salame?

A questo punto sarà ovvio che la risposta alla domanda “il gatto può mangiare salame” è un bel no deciso anche se è bene ricordare che i rischi diventano maggiori quando l’alimentazione è sbagliata in modo prolungato; quindi se una volta il gatto ruba una fetta di salame sarà bene tenerlo attentamente sotto controllo ma non ci si dovrà agitare in maniera eccessiva.
 
Detto questo, comunque, se si decide di fare qualche strappo alla regola offrendo (davvero raramente, in quantità limitate ed essendo ben consapevoli dei rischi concreti di simili vizi) un assaggio di affettato al gatto di casa, sarà bene evitare sempre il salame (e anche il prosciutto crudo, lo speck e la pancetta) orientandosi piuttosto verso altre tipologie di salumi.

Tra questi i “meno peggio” sono gli affettati che non contengono pepe e hanno il minor contenuto di sale possibile come:

  • le fette di petto di tacchino;
  • il prosciutto cotto;
  • i wurstel di pollo o di tacchino (che, però, dovranno essere sbollentati in padella prima di finire nella ciotola del pelosetto di casa).

Tutti questi alimenti, è chiaro, dovranno essere scelti di buona qualità e – a proposito del prosciutto cotto – è bene ricordare che, in generale, nella dieta corretta e bilanciata del gattino domestico la carne di maiale sarebbe in ogni caso da escludere completamente preferendo pollo, tacchino o coniglio.

Detto questo, comunque, è bene ricordare sempre che, al di là del loro gusto che può risultare “goloso” anche per i gusti felini, si tratta di alimenti che non hanno alcun beneficio sull’organismo del micio e quindi è preferibile evitare di cedere alla tentazione di somministrarglieli.

Quanto tempo serve perché il gatto digerisca una fetta di salame?

Se, però, malgrado le precauzioni e la vigile attenzione dei suoi padroni il micio è riuscito a rubare una fettina di insaccato quanto tempo serve perché il gatto digerisca una fetta di salame?

Rispondere in maniera assoluta a una simile domanda è molto difficile ma conoscere almeno un po’ il funzionamento dell’apparato digestivo del nostro amico peloso può essere utile.

La digestione del gatto

La prima cosa da sapere è che, nei gatti, la digestione – a differenza di quanto non succede per gli uomini – non inizia nella bocca perché qui il micio si limita a strappare i pezzi di cibo (senza masticarli come facciamo noi) facendoli poi scivolare nell’esofago attraverso la mucosa della bocca (che è molto diversa dalla nostra saliva).

A questo punto se il pezzo ingerito è troppo grande il gatto lo rigurgita grazie alla sua muscolatura esofagea che è molto potente, altrimenti il cibo continua la sua corsa verso lo stomaco (che è molto molto grande oltre che estremamente più acido per consentirgli di digerire, in natura, anche piume e ossa delle sue prede) quindi attraversa l’intestino e viene poi espulso tramite le feci.

Il tempo necessario per tutto questo percorso è variabile e dipende sostanzialmente dalle dimensioni del cibo ingerito ma, in maniera molto approssimativa, si aggira attorno alle 12/14 ore.