La morte del gatto è un momento incredibilmente triste per tutta la sua famiglia, spesso difficile quanto la perdita di un membro della famiglia. Tuttavia, se si osserva con attenzione il proprio animale e si colgono alcuni segnali, è possibile anticipare questo momento difficile e comprendere che al gatto restano solo poche ore o pochi giorni di vita.
I gatti sono consapevoli che la loro morte è vicina?
Nonostante le numerose storie che circolano sul web e che sembrano suggerire che quando la morte del gatto è vicina, l’animale lo sappia. La maggior parte degli scienziati concorda sul fatto che il gatto non comprenda la morte in sé, come invece accade agli esseri umani.
Quali sono i comportamenti di un gatto che sta per morire?
La debolezza, il dolore, la malattia e i cambiamenti nella chimica del corpo, come ad esempio un odore diverso, sono tutti elementi che un gatto può percepire meglio di un essere umano. I sensi dei felini sono molto più sviluppati e sensibili dei nostri.
Di conseguenza, il gatto avverte cambiamenti nel proprio corpo che prima non conosceva e arriva a capire che qualcosa non va. Come dimostrano diversi studi scientifici, pur non conoscendo il concetto di morte, la maggior parte degli animali prova paura di queste trasformazioni.
Il gatto ha bisogno di un rifugio sicuro
Gli animali di specie diverse si comportano in modo differente nei momenti di debolezza, come durante una malattia, una ferita, il parto o l’accudimento dei piccoli. Il gatto, piccolo predatore solitario che può anche diventare preda di animali più grandi, tende a cercare un rifugio sicuro in questi momenti. In caso di malattia, si tratta di un modo per affrontare il peggio in un luogo in cui può recuperare energie e non è esposto ad attacchi.
Esiste anche un’altra ragione per cui un gatto può cercare un nascondiglio per trascorrere i suoi ultimi istanti. Quando si sente molto debole ed entra in uno stato di agonia, diventa estremamente sensibile agli stimoli ambientali. I suoni vengono percepiti in modo più intenso, la luce può infastidirlo e il contatto fisico può provocare reazioni eccessive. Per questo motivo cerca un luogo in cui proteggersi da tali stimoli.

Non vuole più essere solo
Tuttavia, i gatti, in quanto animali legati all’uomo da secoli, possono comportarsi in modo molto diverso di fronte a una morte imminente o a una malattia cronica particolarmente dolorosa.
A differenza di un animale selvatico che cercherebbe un rifugio inaccessibile, molti gatti domestici hanno un forte bisogno dell’attenzione e delle cure del loro umano in questi momenti. Contrariamente a quanto si sente dire spesso, alcuni gatti preferiscono non restare soli quando capiscono che qualcosa non va e cercano la presenza rassicurante delle persone a cui sono legati.
Quali sono i segnali di una morte imminente del gatto?
- Cambiamenti evidenti nel comportamento, con il gatto che può nascondere il malessere oppure cercare più del solito il supporto umano.
- Alterazioni della personalità: un gatto sofferente o molto sensibile agli stimoli può diventare improvvisamente aggressivo, soprattutto se viene toccato.
- Chiusura emotiva e rifiuto del contatto fisico, anche in animali normalmente affettuosi, perché il contatto viene associato al dolore.
- Aumento significativo del tempo dedicato al sonno, come avviene nei gatti anziani che necessitano di più riposo per recuperare energie.
- Perdita di appetito o rifiuto del cibo; il digiuno oltre le 24 ore, soprattutto in un gatto anziano, rappresenta un segnale allarmante.
- Diminuzione delle cure per l’igiene personale, con il pelo che appare più opaco e trascurato.
- Abbassamento della temperatura corporea e ricerca di luoghi caldi per riposare; orecchie, zampe e coda risultano più fredde.
- Indebolimento del cuore, con polso debole e circolazione rallentata.
- Respirazione più lenta, difficoltosa e affannosa, dovuta alla ridotta capacità dei polmoni di inspirare aria.
- Comparsa, in alcuni casi e poche ore prima della morte, di convulsioni accompagnate da brevi periodi di incoscienza.
- Progressiva perdita di sensibilità e di coscienza, con disorientamento e mancato riconoscimento dell’ambiente e delle persone, segno che il gatto potrebbe trovarsi nelle ultime ore di vita.
Come prendersi cura di un gatto negli ultimi momenti della sua vita?

È fondamentale assicurarsi che l’animale non soffra e consultare un veterinario. Il ruolo del proprietario sarà soprattutto quello di restare accanto al proprio gatto e circondarlo di amore, anche se è emotivamente difficile.
È importante continuare a somministrare eventuali terapie prescritte per mantenerlo il più confortevole possibile. Se il gatto cerca più attenzioni e carezze del solito, è bene concedergliele.
Occorre preparargli un giaciglio comodo in un luogo caldo dove possa riposare serenamente.
Se ha ancora appetito, si possono offrire i suoi bocconcini preferiti. In caso di difficoltà motorie, è utile ridurre la distanza tra il luogo in cui dorme, l’acqua e il cibo, facilitando anche l’accesso ai suoi posti preferiti.
Dire addio a un animale da compagnia non è facile e nessun proprietario vorrebbe affrontare questa prova. Nessuno desidera lasciar andare un essere amato. Tuttavia, in questi momenti è necessario mettere da parte il proprio egoismo e dare priorità al benessere dell’animale che ha dedicato la sua vita a rendere felici i suoi umani. Se il gatto soffre e non esiste alcun modo per alleviare il dolore, può essere necessario prendere la decisione difficile, ma talvolta indispensabile, di ricorrere all’eutanasia