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Cos'è l'Animal Hoarding, l'accumulo compulsivo di animali?

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Tutto quello che bisogna sapere sull'Animal Hoarding, anche chiamato sindrome di Noè.

© ChocoPie / Shutterstock

L’accumulo compulsivo di animali viene definito Animal Hoarding o Sindrome di Noè. Ecco cos’è questa malattia e perché è importante trovare le cure.

Di Grazia Fontana

aggiornato il 14/05/21, 14:35

La sindrome di Noè (o Animal Hoarding) è una forma di maltrattamento animale totalmente sottoestimata: consiste nell’accumulo compulsivo di animali senza rendersi conto che non si riesce a far fronte alle loro esigenze.

Il termine metaforico di sindrome di Noè trae origine da un testo della Bibbia che troviamo nel libro della Genesi: Dio ordina a Noè di raccogliere nella sua arca una coppia di ogni specie animale col fine di ripopolare il pianeta dopo il Diluvio universale.

Spesso, le associazioni di protezione animale devono recuperare gli animali tenuti in cattive condizioni da accumulatori seriali che soffrono di Animal Hoarding.

La Dottoressa Sarah Jeannin, psicologa clinica e dottoressa in etologia, ci spiega cos’è questa malattia psichiatrica.

Cosa accade quando si soffre di Animal Hoarding?

Le persone affette da disturbo da accumulo di animali sono implicate in una missione di salvataggio: hanno un bisogno irreversibile di ottenere e controllare sempre più animali (di ogni tipo) senza avere modo di accoglierli in condizioni decenti.

Questo bisogno è associato ad una negazione della loro sofferenza. Dopo aver tirato fuori gli animali dalla "miseria", queste persone non cessano di accoglierne altri al punto da non poter più riuscire a gestire la responsabilità.

Un atto di responsabilità? Vaccinare il cane. Info utili

Questi individui, anche chiamati "collezionisti" (in inglese "animal hoarders"), si considerano come dei benefattori, ma spesso il loro bisogno di animali viene da una sofferenza negata.

La negazione è uno dei principali sintomi. Il colmo di questo problema è che la persona affetta da questa malattia si trasforma poco a poco in quello che odiava in partenza: qualcuno che maltratta gli animali.

Come riconoscere un profilo tipo affetto da Sindrome di Noè?

L'hoarder, l'accumulatore seriale, può ritrovarsi a tutte le età, qualunque sia il sesso o la condizione socioeconomica della persona, ma studi recenti mostrano che tocca maggiormente le donne, le persone sole e in particolare le persone anziane.

Nuovi studi stanno cercando di capire al meglio questo problema e come curarlo. Da un lato perché senza cure adatte la recidiva dei malati arriva quasi al 100% e dall’altro perché i malati, privati dei loro animali, possono tentare il suicidio.

Cosa fare se si sospettano casi di animal hoarding?

L'Animal Hoarding è una malattia molto diffusa, che causa sofferenza agli animali al pari di tutti gli atti crudeli intenzionali.

È essenziale quindi educare e sensibilizzare le persone per fermare la deriva di questa patologia ed evitare il maltrattamento animale.

Nel 2020 c'è stata la prima condanna per animal hoarding in Italia

Le conseguenze per gli animali di accumulatori seriali

Scoperti affamati e ammalati, tantissimi animali devono essere soppressi ad ogni intervento delle associazioni. In altre situazioni meno "drammatiche", gli animali hanno difficoltà a sopportare questa situazione "promiscua" e, anche se la loro salute fisica non è messa in pericolo, queste condizioni di vita non gli danno certo il benessere desiderato.

Non sono più liberi di evitare le interazioni con altri animali, non possono esplorare liberamente il loro territorio, ecc. Un divieto da parte di un umano estremamente protettivo.

Porsi le domande giuste prima di adottare!

Così, le persone che soffrono della sindrome di Noè, presentano un bisogno frenetico di aiutare gli animali e dimenticano la realtà fino al punto di scordare anche i bisogni vitali degli animali che salvano.

Questo ci ricorda che non sempre l’amore basta: per rispettare il benessere degli animali è necessario rispondere ai loro bisogni etologici (fisici e psichici).

L’animale deve essere considerato per quel che è e non solo per quello che ci apporta (colmare una carenza affettiva, risolvere un trauma, ecc.).

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Articolo revisionato da:

Francesco Reina
Assistente veterinario