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Epilessia del gatto: consigli su come affrontarla al meglio

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© Pixabay

L'epilessia del gatto è un disturbo molto invasivo e pericoloso; solo un veterinario sa come trattarla al meglio, ecco perché abbiamo chiesto aiuto ad un esperto per capire di più come affrontare questa problematica e limitarne i danni.

Di Anna Paola Bellini

L’epilessia del gatto è un disturbo che invalida l’animale e rende ancor più necessaria una certa attenzione nei suoi confronti. Questa malattia può colpire anche i cani, in cui si manifesta più frequentemente rispetto ai felini. Vediamo in questo articolo, prima di tutto, cosa vuol dire epilessia, come si manifesta e come comportarsi per rendere più semplice la vita del nostro coinquilino peloso. 

Che cos’è l’epilessia del gatto?

L’epilessia è una sindrome che colpisce gli animali (come anche l’uomo) e tra questi, anche se con poca frequenza, le nostre piccole tigri domestiche. L’epilessia del gatto è un disturbo neurologico (una disfunzione cerebrale) che porta l’animale ad avere delle crisi convulsive (crisi epilettiche) nel corso delle quali è importante che il gatto resti tranquillo e non venga toccato.  

Sintomi dell’epilessia del gatto

I sintomi dell’epilessia del gatto, inizialmente, sono espressioni di paura e di ansia da parte del felino. Nella prima fase della malattia il gatto si comporta in maniera inabituale, miagola molto, molto forte, ha difficoltà a camminare, è iperattivo, nervoso e appare disorientato e sfuggente.

Crisi epilettiche nel gatto

Il sintomo principale, però, sono delle crisi epilettiche che si manifestano in una fase più consolidata della malattia. Si tratta di convulsioni con contrazioni muscolari intense, ipersalivazione o minzione involontaria.

Queste crisi possono persistere per alcuni minuti ed è importante non cercare di tenere il gatto che, involontariamente può graffiare o mordere. Il micio si presenta riverso in terra parzialmente vigile mentre perde urina, saliva e, raramente, feci, presentando degli spasmi che possono essere più o meno violenti. In alcuni casi l’animale può anche perdere conoscenza o, al contrario, manifestare una crisi semplicemente con degli spasmi. 

Cause dell’epilessia nei gatti

Le cause dell’epilessia nel gatto possono essere diverse. Il disturbo neurologico può infatti trovare la sua origine in dei fattori ereditari, una causa idiomatica o in uno shock come un colpo alla testa o un incidente che ha portato il micio ad avere un trauma. In ogni caso è il veterinario il solo a poter determinare qual è l’origine del disturbo neurologico del gatto.

Epilessia del gatto anziano

L’epilessia del gatto è un disturbo che può apparire fin dai primi anni di vita del felino e avere anche un’origine congenita. Se però la malattia appare tardivamente, come nel gatto anziano, le sue cause possono essere da ricercare in un trauma, un tumore o nelle sequele di un incidente.

Come si effettua la diagnosi di epilessia del gatto?

La diagnosi di epilessia del gatto viene effettuata dal veterinario che prenderà in considerazione l’età, il peso e le manifestazioni convulsive dell’animale per poi praticare gli esami del sangue e delle urine, una radiografia e l’elettroencefalogramma (aneddotico). 

Terapia per l’epilessia dei gatti

Il trattamento per l’epilessia del gatto dev’essere stabilito dal veterinario in base ai risultati dei test effettuati sul micio. La strada da percorrere può essere quella di un trattamento tradizionale a base di benzodiazepine (tipo Valium®).

Come prendersi cura di un gatto epilettico?

Abbiamo parlato dei trattamenti per l’epilessia del gatto, ma come ci si può prendere cura di un micio affetto da epilessia nel quotidiano? Per prima cosa bisogna cercar di far vivere il nostro coinquilino felino in un ambiente calmo e sereno e ridurre al minimo le situazioni che possono generare stress. Per questo motivo è bene evitare di sottoporre il micio a cambiamenti (traslochi, cambio di ambiente, ecc.) o a traumi. È, inoltre, importante stimolarlo a giocare, nutrirlo adeguatamente seguendo i consigli del veterinario e, naturalmente, dargli tutto il nostro affetto. 

Quanto vive un gatto epilettico? 

Un gatto affetto da epilessia non ha una vita semplice, ma se il nostro fedele compagno peloso è accudito al meglio e vive in un ambiente tranquillo può avere una speranza di vita anche di 20 anni. Per far sì che ciò avvenga bisogna evitare di lasciare finestre aperte, evitare che gatto possa accedere a scale o a un ambiente esterno senza supervisione e non cambiare posto ai suoi oggetti (scodelle, lettiera, ecc.) in modo da non causargli stress.