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cane in piscina

Fido e Micio sempre più di lusso!

© Anthony Duran/Unsplash

I nostri cari animali domestici? Secondo uno studio sono…sempre più viziati!

Di Anna Paola Bellini Redattrice | Traduttrice

Pubblicato il

Negli ultimi dieci anni la spesa per cani e gatti è aumentata drasticamente: ecco perché gli animali sono sempre più al centro di un vero e proprio business.

 

Negli ultimi anni il rapporto tra esseri umani e animali domestici è cambiato profondamente. Cani e gatti non sono più soltanto compagni di vita, ma membri effettivi della famiglia, destinatari di attenzioni, cure e investimenti economici sempre più consistenti. 

Come riportato da Tgcom24, il risultato è sotto gli occhi di tutti: ristoranti con menù degustazione dedicati, piscine per la riabilitazione, centri benessere e perfino gelaterie pensate appositamente per gli amici a quattro zampe. Un fenomeno in rapida crescita che racconta molto delle trasformazioni sociali in atto.

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Dal menù gourmet alla spa: quando il lusso diventa pet-friendly

Uno degli esempi più emblematici arriva da Cortina d’Ampezzo, dove ha aperto un ristorante di lusso che propone un menù degustazione per cani dal costo che può arrivare fino a 120 euro. 

Piatti come sushi di pollo bollito, tonno con riso e hamburger testimoniano come l’esperienza gastronomica venga ormai estesa anche agli animali. Non si tratta però di un caso isolato: in diverse città italiane sono sempre più diffusi locali, gelaterie e centri benessere che offrono servizi non essenziali dedicati esclusivamente ai pet.

Questa tendenza riflette una doppia spinta. Da un lato cresce la sensibilità verso il benessere animale, dall’altro emerge una forma di antropomorfizzazione che porta a trattare i cani come piccoli umani, applicando loro abitudini e rituali tipicamente umani.

Numeri in crescita e nuove abitudini di spesa

I dati confermano che non si tratta di una moda passeggera. 

Secondo Unioncamere, dal 2020 il numero di imprese che offrono servizi di cura per animali è aumentato di circa un terzo, con oltre 1.300 nuove attività. Parallelamente è cresciuta anche l’assistenza veterinaria, mentre sono diminuiti i negozi che vendono animali, sostituiti da asili, centri di fisioterapia e strutture specializzate. A Milano, per esempio, ha recentemente aperto la prima piscina per cani pensata per la riabilitazione post-operatoria o per animali anziani.

Anche la spesa media annua delle famiglie è aumentata sensibilmente, passando da circa 600-700 euro a oltre 900 euro per animale. Un incremento legato non solo all’inflazione, ma soprattutto alla maggiore attenzione verso la qualità del cibo e dei servizi offerti.

Secondo sociologi e psicologi, alla base di questo fenomeno c’è anche il calo delle nascite nei Paesi occidentali: una parte delle energie affettive e di cura, un tempo riservate ai figli, si è riversata sugli animali domestici. 

Un cambiamento che apre nuove opportunità economiche, ma che invita anche a riflettere sui limiti da non superare per garantire il vero benessere degli animali, evitando di imporre loro bisogni che appartengono più agli umani che ai pet stessi.

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