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Come lasciare l'eredità al cane o al gatto? Il testamento perfetto

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Si può lasciare un'eredità al cane o al gatto?

© Shutterstock

Si può lasciare l'eredità al cane o al gatto? In questo articolo analizzeremo la questione relativa ai lasciti testamentari in favore degli animali domestici e ciò che la Legge consente e vieta.

Di Francesco Reina

Pubblicato il 02/07/20, 21:09

Alzi la mano chi di voi non ha mai visto gli Aristogatti, il famoso cartone animato di Walt Disney in cui la cara anzianza signora Adelaide lascia la sua ricchissima eredità ai suoi adorati mici (Duchessa e figli, Minou, Matisse e Bizet) scatenando l'ira del perfido maggiordomo Edgar! Ma si può lasciare un'eredità al cane o al gatto?

Ebbene, se lo scopo dell'indimenticabile lungometraggio era quello di emozionare e divertire il pubblico di bambini e adulti, la questione ha assunto, ai giorni nostri, una rilevanza notevole, tanto che il Legislatore (termine generico con cui viene indicato chiunque abbia titolo a promulgare leggi) è dovuto intervenire ed emanare normative nel merito.

Il Diritto italiano

Nell'articolo sui diritti degli animali domestici abbiamo visto come, per parte del diritto (essenzialmente il Codice Penale) essi siano trattati come esseri senzienti, cioè in grado di provare emozioni e sentimenti e pertanto meritevoli di particolare tutela, al pari di categorie deboli e potenzialmente indifese.

Per quanto concerne il discorso sulla possibilità di nominare erede il proprio o i propri animali domestici dobbiamo prendere in esame un'altra parte del diritto ossia le norme contenute nel Codice Civile e nello specifico quelle che regolano le successioni ereditarie.

Si può lasciare un'eredità al cane o al gatto?

La premessa assolutamente fondamentale è che gli animali non possono essere nominati eredi diretti dal defunto, cioè non possono essere destinatari diretti di beni economici, mobili o immobili (quindi non possiamo emulare la signora Adelaide!).

Essi, infatti, non rivestono la qualifica di soggetti giuridici cioè non hanno capacità giuridica al pari di persone fisiche (ad esempio chiunque di noi) o persone giuridiche (ad esempio Enti o Aziende) e pertanto non sono portatori di diritti e doveri in senso stretto.

In questo ramo della Giurisprudenza, infatti, essi stessi sono equiparati a "beni" e pertanto vengono trattati come tali, ma ciò non significa che non siano importanti o contemplati nelle normative in merito.

Quindi non si può fare niente per far sì che Fido o Micio possano avere parte della nostra eredità al momento del decesso?

Per fortuna non è affatto così! Se è vero che il nostro pet non possiede capacità giuridica e non può ereditare direttamente i nostri beni, il proprietario può redigere un testamento olografo (cioè scritto di proprio pugno) o pubblico (cioè redatto da un Notaio) in cui nomina un Ente o una Associazione o una persona di fiducia (amico, parente, conoscente) che, dopo la morte, amministri l'eredità e si prenda cura dei propri animali domestici disponendo delle risorse economiche lasciate appositamente a tale scopo.

Si tratta di un vero e proprio onere che viene posto in capo a questa persona o Ente o Associazione e che pertanto è soggetto a controlli da parte di chiunque abbia interesse a che la disposizione testamentaria venga rispettata.

Infatti il testatore (colui che redige il testamento) può anche nominare un esecutore testamentario, ossia un soggetto che controlli che le sue volontà vengano rispettate.

Quindi, come abbiamo visto, aggirare l'ostacolo è piuttosto semplice e assolutamente legittimo per chiunque decida che i propri compagni di vita a quattro zampe abbiano la giusta tutela dopo la propria morte rendendoli destinatari indiretti di beni economici per tutto ciò che possa loro occorrere!

Eredità al cane: ciò che non può essere fatto

È necessario, però, fare una importantissima precisazione. Il testatore non può assolutamente lasciare tutta la propria eredità a favore della persona o dell'Ente che si occupi dei pet (per buona pace del nostro maggiordomo Edgar!). 

Per legge, infatti, gli eredi legittimi (coniuge, figli o genitori) non possono essere esclusi dall'eredità (o diseredati) in alcun caso, altrimenti il testamento può essere impugnato. Ad essi, infatti, spettano le parti di eredità a loro riservate dalla Legge e solo la restante quota può essere destinata ai nostri amici pelosi.

Insomma come abbiamo potuto vedere sono stati fatti grandi passi avanti anche in questo campo, riuscendo a tutelare davvero tutte le figure in gioco ed emanando normative precise e facilmente applicabili per garantire il benessere dell'animale.

Coloro che non hanno voce sono stati tutelati dalla legge italiana.