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Enognatismo nel cane: dalla causa al trattamento

Cane con enognatismo corre in un campo

L'enognatismo nel cane non è solo un difetto estetico.

© Ekaterina Brusnika / Shutterstock

L'enognatismo nel cane è una malformazione dentaria e mandibolare congenita che trova origine nella difettosa chiusura dentaria: ma si può curare?

Di Giuseppe Terlizzi

Pubblicato il 19/04/21, 20:02

L'enognatismo nel cane rappresenta l'evidenza clinica di un difetto genetico che comporta gravi malfunzionamenti del primo tratto dell'apparato gastro-intestinale. Com'è noto, le problematiche malformative su base genetica iniziano a dare chiari segni in tenerissima età con tutte le conseguenze ipotizzabili.

Naturalmente la diagnosi di tali patologie la deve emettere un veterinario che, dopo un'accurata visita clinica, ci presenterà i problemi e le soluzioni possibili per rendere la vita del malcapitato cucciolo più dignitosa possibile. 

Le cause di enognatismo nel cane

L'enognatismo del cane è una problematica conformazionale ossea identificata nel rostro dei cani. I problemi che provoca sono di natura biomeccanica: cosa significa?

La biomeccanica studia l'interazione dei tessuti e delle forze a cui essi sono sottoposti nei sistemi viventi. Essendo l’apparato locomotore il protagonista meccanico degli organismi animali, esso è al centro dell’interesse degli studi di biomeccanica.

La capacità dell’osso a sopportare forze meccaniche che su di esso si scaricano continuamente, è conseguenza della sua organizzazione interna, mutevole nel tempo, adattata a garantire la funzione nel miglior modo possibile, attraverso il perfetto equilibrio tra rigidità, elasticità e leggerezza.

In particolare, la rigidità dell’osso gli permette di assolvere alla sua funzione di sostegno, mentre l’elasticità e la leggerezza consentono l’ottenimento del massimo vantaggio meccanico. Ma cosa accade quando la forma e la consistenza di determinati segmenti ossei è deficitario? Scopriamolo in questo articolo!

La chiusura dentale: cos'è?

L'enognatismo nel cane l'abbiamo definita una malformazione ossea, ma sarebbe più giusto specificare che si tratta di una mancata chiusura dentale.

Nel periodo di accerescimento osseo (dalla nascita all'anno di vita circa) il cane sviluppa la propria impalcatura corporea in tutti i distretti ed in modo proporzionato.

Esistono dei casi in cui lo sviluppo osseo incontra dei problemi: nell'enognatismo del cane riguarda la conformazione e la lunghezza della mascella e della mandibola.

Quest'ultima dovrebbe avere un'andamento definito "a forbice" in cui le pareti interne degli incisivi superiori devono toccare le superfici esterne degli incisivi appartenenti all'arcata inferiore.

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Come valutare una corretta chiusura dentale?

In corso di sospetto enognatismo nel cane il medico veterinario osserverà degli importanti dettagli conformazionali del cranio:

  • Il controllo della simmetria di testa, muso e dentatura;
  • Sviluppo dei denti;
  • La perizia dell'occlusione degli incisivi.

L'eruzione dentaria e lo sviluppo mandibolare sono degli elementi cruciali nella definizione della fisionomia cranica del cane. Nello sviluppo dentario il diastema (spazio tra canino e incisivo) ha l'importantissimo compito di equilibrare la lunghezza tra mascella e mandibola.

La mascella per questo motivo si sviluppa in modo più rapido rispetto alla mandibola. Per questi motivi i cuccioli da 3 a 6 mesi possono dare l'impressione di presentare una chiusura dentale leggermente enognata, ma non è sempre così.

Problemi di occlusione dentale: i vari difetti

Prendendo in considerazione la normale chiusura dentale di un cane adulto riscontriamo una conformazione definita ortognatismo (forma fisiologica).

Come già descritto in precedenza in questo caso gli incisivi superiori si sovrappongono sulla faccia interna di quelli inferiori (ortognatismo).

Una qualunque variante di questa disposizione definita " chiusura a forbice" è considerata patologica con vari livelli di gravità:

  • chiusura a tenaglia (gli incisivi delle due arcate dentarie chiudono fra loro direttamente sulla superficie di taglio del dente);
  • chiusura incrociata (gli incisivi presentano degli spazi vuoti);
  • chiusura prognata (gli incisivi dell'arcata inferiore sono prominenti rispetto a quelli dell'arcata superiore);
  • chiusura enognata (gli incisivi dell'arcata superiore sono piú avanzati rispetto a quelli dell'inferiore superiore);

Molto spesso queste deviazioni dalla dentatura a forbice sono impercettibili e di lievissima entità e, per questo, non rappresentano causa di preoccupazione. 

Come riconoscere l'enognatismo nel cane?

L'enognatismo del cane è una patologia congenita ascrivibile al comparto mandibolare, mascellare e dentario a bassa incidenza ma di importante gravità.

Nella valutazione di questo disturbo oltre ad un comprovato difetto estetico abbiamo importanti deficit funzionali:

  • il contenimento linguale nell'incavo orale;
  • il morso con gli incisivi;
  • la prensione degli alimenti;
  • la masticazione;
  • scialorrea;

Questo è il motivo per cui è un disturbo considerato SEMPRE grave.

Sintomatologia secondaria

In molte patologie quelli che vengono definiti "sintomi primari" esitano nel tempo in una sintomatologia secondaria.

Le conseguenze dell'enognatismo nel cane sono inevitabili: il contatto dei denti canini mandibolari con le strutture del palato duro quando il soggetto chiude la bocca.

Questo traumatismo continuo determina l’insorgenza di fistole oronasali con gravi conseguenze sullo stato di salute generale del soggetto.

L'unica strada percorribile è quella della prevenzione dell'insorgenza fistolare tramite la correzione dei difetti conformazionali.

A che mesi si può dire di avere enognatismo nel cane?

Come descritto più volte si tratta di una patologia su base genetica che è possibile diagnosticare sin dai primissimi giorni di vita.

Ovviamente non è il primo pensiero di un proprietario valutare la conformazione mascellare nel momento dell'adozione di un nuovo compagno di vita. Questo è il motivo per cui la diagnosi spesso viene effettuata da un veterinario a partire dall'eruzione della dentizione secondaria (6 mesi circa).

Precisare che prima viene diagnosticata la malformazione e maggiori sono le possibilità di correzione è doveroso.

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Enognatismo del cane: la cura

La rapidità di intervento è cruciale in ogni approccio terapico ad una patologia, ma nel mondo delle patologie congenite questo è particolarmente vero.

Individuare un problema grazie alla segnalazione da parte del proprietario aiuterà il veterinario a capire perfettamente il problema e proporre, di conseguenza, una soluzione che giovi al nostro amico a quattro zampe. Ma nel caso dell'enognatismo nel cane quale sarà la terapia da seguire?

L’obiettivo del trattamento è quello di consentire l’adeguato riposizionamento delle cuspidi dei canini, ma come?

Sarà necessario orientare i canini mandibolari nello spazio del diastema mascellare tra il canino e l’incisivo laterale quando l’animale chiude la bocca. Questo è possibile solo grazie all'apposizione di apparecchi ortodontici, catenelle elastiche per l'allineamento, limatura dei denti o estrazione degli stessi.

Il fine ultimo è, ovviamente, riuscire a dare una conformazione quanto più normale possibile nel periodo in cui i denti sono ancora "manipolabili". Questi trattamenti hanno il maggiore successo quando vengono effettuati durante o subito dopo il completamento della dentizione secondaria.

In alternativa ai trattamenti ortodontici, questi soggetti devono essere trattati con estrazioni dentali o con accorciamenti coronali e pulpectomia vitale.

Non sempre è garantita la riuscita di questi trattamenti ma, di certo, la situazione finale sarà ovviamente migliore di quella iniziale. Non scoraggiarti e supporta il tuo fedele compagno in questo percorso in modo tale da raggiungere presto una dentizione da sorriso irresistibile!