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L'importanza dei cani da salvataggio: chi sono e cosa fanno

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I cani da salvataggio in acqua della Sics.

© Facebook @Ferruccio Pilenga / SICS - Squadra Italiana Cani Salvataggio - Scuola Italiana Cani Salvataggio

I cani hanno tante virtù, tra cui quella di riuscire a salvare vite. Oggi vi parliamo dell'importanza dei cani da salvataggio in acqua.

Di Ilenia Colombo

aggiornato il 24/08/21, 17:42

La Giornata Mondiale del cane da soccorso nasce per celebrare la grande importanza che hanno i cani da salvataggio, aiuto indispendabile per l'uomo.

Sono tanti gli eroi a quattro zampe che sono riusciti a salvare vite, dimostrando grandi capacità, altruismo e un coraggio indescrivibile.

In questo articolo ci soffermeremo sui cani da soccorso acqua, in particolare sui compiti dei cani da soccorso in mare.

Inoltre, Serenella Loreti, Responsabile della Sics (Scuola Italiana Cani Salvataggio) del settore Tirreno-Sicilia, ci racconterà di come lei e la sua squadra stanno affrontando questo periodo difficle a causa del Coronavirus.

Chi sono e cosa fanno i cani da salvataggio in acqua?

La categoria dei cani da soccorso in acqua è composta da una specifica unità cinofila da soccorso, che non si occupa di ricerca attraverso l'olfatto, ma prevede come obiettivo primario un atto di supporto fisico al soccorritore.

I cani da soccorso non sono quindi i soli a lavorare, ma collaborano insieme al loro addestratore, che li guida e li aiuta a recuperare l'infortunato o la persona con difficoltà in acqua.

I cani da salvataggio in acqua sono suddivisi in unità di soccorso che supportano la Protezione Civile e la Guardia Costiera. Alcune unità sono addestrate per operare su elicotteri o svolgere operazioni di soccorso a bordo di veicoli di soccorso.

In pratica, i cani bagnini nuotano fino alla persona che richiede aiuto, vegliano il bagnante in difficoltà, portano a riva una o più persone contemporaneamente, lavorando sia su brevi che su lunghe distanze.

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Quali razze di cani da salvataggio vengono addestrate?

Inizialmente, i cani da salvataggio in acqua erano il Terranova e il Labrador Retriever. Negli anni, lo sviluppo di studi sull'educazione canina e sulle reali capacità delle varie razze ha fatto sì che centinaia di cani di altre razze siano diventati operativi in questo ambito.

Oltre alle due razze canine elencate precedentemente, ecco le altre principali razze addestrate come cani da salvataggio (anche se l'elenco potrebbe essere ben più lungo):

I requisiti e l'addestramento dei cani da soccorso in mare

L'addestramento per cani da soccorso in acqua (i cosiddetti cani bagnino) è molto importante per salvare vite umane.

Permette a un cane e al suo addestratore di diventare una vera squadra, con un rapporto che garantisce il lavoro in acqua in armonia e sicurezza.

I requisiti per essere considerato idoneo

Anche se la maggior parte dei nostri fedeli amici ama l'acqua, non tutti i cani però sono adatti a questa attività. Per essere considerato idoneo al salvataggio in acqua, un aspirante cane da soccorso deve:

  • Avere un peso minimo di 20 kg, una certa resistenza fisica e una pelliccia abbastanza spessa;
  • Essere predisposto al nuoto: il cane deve amare l'acqua e nuotare;
  • Essere particolarmente obbediente: l'animale dovrà imparare dei comandi e rispondere ad essi.
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L'addestramento dei cani da salvataggio in acqua

L'addestramento di un cane bagnino inizia in genere tra il primo e il secondo anno di vita dell'animale, quando comincia ad imparare i richiami potendo così essere sottoposto alle varie prove di salvataggio.

Tali prove prevedono sport acquatici e giochi in mare oltre che all'esercitazione al salvataggio e all'esplorazione.

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Serenella Loreti della Sics risponde alle nostre domande

La Sics, Scuola Italiana Cani Salvataggio, presente in Italia da circa 30 anni, è il principale ente nazionale per la formazione dei cani e dei loro istruttori volontari al salvataggio in mare.

Questa estate sarà un'altra estate diversa quella dei cani della Sics e le Unità Cinofile.

Nonostante le difficoltà dovute al Covid-19 e alle relative norme di sicurezza, alle restirizioni e al distanziamento sociale, gli angeli a due e a quattro zampe non si fermano e sono pronti per la stagione estiva 2021.

Un'altra estate diversa per la Sics

L'estate 2021 si prevede difficile come quella passata, afferma Serenella Loreti. Durante l'ultimo anno, non è cambiato molto: le restrizioni hanno avuto un forte impatto sull'organizzazione del lavoro dei cani da soccorso, sul loro addestramento e sulla formazione delle unità cinofile.

Nonostante ciò, il prezioso lavoro dei cani della Sics e dei loro addestratori non si è fermato e anche quest'estate offriranno il loro aiuto ai bagnanti delle coste italiane.

Tra lockdown e restrizioni, come è andata la stagione estiva 2020?

«La stagione estiva 2020 è andata piuttosto bene, in particolare a Mondello (Palermo, ndr) dove c'era tanta gente. Tuttavia, in linea generale, si è trattato di un bilancio alquanto difficile a causa della pandemia».

Come state affrontando questo periodo difficile?

«I cani continuano a fare la preparazione a terra, sempre col rispetto delle distanziamento sociale. A mare, ci sono gruppi più piccoli.

Le persone invece si sono allenate nelle piscine comunali (essendo aperte per loro che sono della Protezione Civile, ndr).

Ci sono state delle lezioni online e formazioni per gli allievi per il salvataggio con i cani, sia teoriche che pratiche.

Quest'anno sono stati usati i manichini e i pesi per le simulazioni del salvataggio in acqua, per non mettere in rischio la persona che collabora nell’addestramento e rispettare quindi regole sanitarie».

E per quanto riguarda i progetti didattici e sociali?

«La conoscenza dei rischi del mare è importante per i bambini, per questo i Sics avevano già appuntamenti fissati con le scuole.

Purtroppo il progetto scolastico è rimasto bloccato e, anche nei momenti in cui le scuole hanno aperto, si è preferito non fare entrare le persone esterne alla scuola, sempre per ridurre i rischi di contagio».

Che progetti avete per il futuro?

«Essendo i cani da salvataggio molto richiesti, prevediamo un aumento delle unità cinofili e quindi dei campi di addestramento (tra cui a Giardini Naxos, in Sicilia)».

Insomma, i Sics non si fermano, neanche durante un periodo difficile come questo che stiamo vivendo tutti.