Pubblicità

Gatti nella letteratura: Micio d’autore

gatto con libro

Scopriamo insieme la zampa di Micio in poesia e non solo. Ecco a voi i gatti nella letteratura.

© Shutterstock-Impact Photography

I gatti nella lettaratura sono presenti da secoli e secoli. Scrittori e poeti ne hanno tessuto le lodi, ma non solo. 

Di Anna Paola Bellini

Pubblicato il

I felini sono animali seducenti e affascinanti. I loro movimenti sinuosi e i loro sguardi profondi hanno ammaliato più di un autore, filosofo o letterato che fosse.

Oggi parliamo dei gatti nella letteratura seguendo le impronte lasciate da Micio in opere letterarie più o meno famose.

I gatti nella letteratura

Micio è il grande amico di scrittori e poeti, spesso fonte di ispirazione. Li ha affascinati e loro gli hanno reso omaggio rendendolo protagonista o comunque figura centrale dei loro scritti.

E come dar loro torto? Queste creature dal fascino misterioso sanno catturarci, sedurci e ammaliarci. A metà strada tra fisico e metafisico il gatto racchiude in sé un mistero che può essere svelato solo attraverso le delicate parole di un poeta.

Il gatto nella storia della letteratura

Sono secoli e secoli che i felini popolano il mondo della letteratura come protagonisti di poesie, racconti e romanzi o come amici e compagni di artisti, scrittori e illustri poeti.

Li ritroviamo presenti in tanti scritti e alcune autrici e alcuni autori sono noti per la loro sfrenata passione felina: da Elsa Morante a Doris Lessing, da Ernest Hemingway a Charles Bukowski i gatti hanno lasciato una zampa nella letteratura con i loro atteggiamenti misteriosi, enigmatici, languidi e indipendenti.

E questi atteggiamenti ci sono ricordati anche da poeti come Pablo Neruda (come non citare la sua Ode al gatto), Umberto Saba che ne ha tessuto le lodi in La gatta e il francese Charles Baudelaire ne Il gatto.

Micio nel mondo antico

Come detto sono ormai secoli che Micio occupa fantasie e scritti di grandi letterati. Al di là delle leggende sui gatti, ci sono favole da tutto il mondo che fin dall’antichità raccontano di Micio.

Tali storie provengono da ogni parte del mondo: Russia, Giappone, Americhe, Scandinavia e l’Antica Roma. Del gatto scrissero Cicerone, Erodoto e Plinio il Vecchio.

Il gatto nelle favole

I primi a scrivere favole sull’elegante garbo felino sono il greco Esopo e il latino Fedro, due grandi scrittori di favole.  Esopo, in particolare, fece del gatto un personaggio arricchito di simbologie allegoriche riferibili al genere umano e ai suoi difetti.

Verso la fine del 1600, il favolista La Fontaine, ha dedicato ampio spazio al gatto che rappresenta personaggi falsi, ipocriti, ladri e fannulloni.

Il gatto con gli stivali

Nel celebre Il gatto con gli stivali di Charles Perrault, scrittore contemporaneo di La Fontaine, Micio riacquista simpatia grazie al suo fare elegante e all’abito da galantuomo.

Alice nel paese delle meraviglie

Con Lewis Carroll, il gatto di Cheshire (Ghignagatto nella versione italiana o lo Stregatto nella versione animata firmata Disney) personaggio principale delle Avventure di Alice nel pese delle meraviglie, raggiunge l’apice del mistero e dell’enigma.

Lo Stregatto sorride sornione e sembra prendere in giro tutti quelli con cui ha a che fare. Si tratta di un personaggio stralunato e strambo a cui non ci si può non affezionare.

La storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare

Luis Sepúlveda, invece, racconta la storia di un’amicizia decisamente speciale tra il gatto nero Zorba, a cui viene affidato un uovo di gabbiano. Il gatto si prenderà cura del piccolo gabbiano che nascerà insegnandogli a volare.

La storia ci presenta diversi gatti: Zorba non è il solo rappresentato, ma è certamente quello che più resta nel cuore per la sua bontà e la sua capacità di mantenere le promesse.

Il gatto nero di Edgar Allan Poe

E come non citare il celebre Gatto Nero di Edgar Allan Poe? Si tratta di uno dei racconti che si trova nella raccolta Racconti del grottesco e dell’arabesco.

Il felino protagonista è Pluto, un gatto nero molto grande e dotato di un’intelligenza senza pari. All’interno del racconto, Pluto diventa simbolo di astuzia, malvagità, terrore e morte.

Considerazioni filosofiche del Gatto Murr 

Concludiamo questa carrellata di felini con il gatto più erudito di tutti: Murr. Nel suo Considerazioni filosofiche del gatto Murr, Ernst Theodor Amadeus Hoffmann da voce proprio a Murr, gatto grigio ben educato che legge i grandi classici e compone scritti in prosa e in versi. 

Grazie a lui abbiamo uno sguardo filosofico sulla vita, con considerazioni aggraziate e profonde e insegnamenti preziosi tratti dall'arte e dalla letteratura. È possibile immaginare un gatto più gatto di così? Per noi di Wamiz proprio no!

Lascia un commento
0 commenti
Conferma della rimozione

Sei sicuro di voler cancellare il commento?

Collegati per commentare