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In che modo i gatti riconoscono il padrone?

gatto che si struscia sulle gambe del padrone

Oggi rispondiamo alla domanda: i gatti riconoscono il padrone?

© Shutterstock

Rientrando in casa, Micio ci corre incontro miagolando. Ma fa lo stesso con tutti? Oggi rispondiamo alla domanda: ma i gatti riconoscono il padrone?

Di Anna Paola Bellini

aggiornato il 08/02/21, 15:38

Dopo una dura giornata di lavoro non c’è niente di meglio che rientrare a casa dal nostro fedele amico baffuto che ci attende. Ma il nostro Micio sa chi siamo? E più in generale, i gatti riconoscono il padrone?

Oggi cerchiamo di rispondere a questo difficile quesito sui nostri animali domestici ed il loro rapporto con l’essere umano. Cercheremo anche di capire in base a cosa Micio sceglie un padrone e come cerca di mostrargli l’instaurarsi di una relazione privilegiata loro due.

Per rispondere a tutte queste domande non bisogna dimenticare un elemento essenziale: il gatto reagisce principalmente agli odori. Questa è la base stessa del suo modo di comunicare.

Quelli che noi chiamiamo semplicemente odori sono in realtà dei feromoni, sostanze emesse (e recepite) per orientarsi e agire in base all'ambiente.

I gatti riconoscono il padrone?

Sì, i gatti riconoscono il padrone grazie all’odore. Come un'impronta digitale, ogni individuo umano ha un profumo, una sorta di impronta olfattiva propria.

Quando un gatto è il nostro gatto e ci riconosce come suo padrone saprà che un odore specifico ci appartiene. Grazie a questo odore può riconoscere il suo umano in mezzo agli altri.

Allo stesso modo, ogni gatto ha la sua impronta olfattiva che permetterà a tutti gli individui di riconoscersi l'un l'altro attraverso l’olfatto.

I gatti riconoscono il padrone dopo anni?

Si i gatti riconoscono il padrone anche a distanza di anni. Tutto quello che il gatto deve fare è annusare il proprio umano che non vedeva da anni e nella memoria torna vivo il ricordo olfattivo di quella persona.

Inoltre, ogni giorno, il vostro gatto sa chi siete. Ha, infatti, imparato con il tempo qual è il vostro odore, ma anche il vostro tono di voce e l’aspetto fisico.

Tutti questi elementi gli permettono di sapere che le gambe contro cui si sta strusciando sono proprio quelle di colei (o colui) che ogni giorno lo nutre e lo coccola!

Come i gatti scelgono il padrone...

Chiarito quindi come il gatto riconosce il suo padrone, possiamo passare ad una domanda ancor più complessa: come i gatti il loro padrone lo scelgano!

Contrariamente al cane, naturalmente portato ad ubbidire al capobranco, il gatto è più difficile da addomesticare, probabilmente a causa del fatto che si tratta di un predatore solitario.

Come spiegare allora il fatto che stabilisca un legame speciale con un umano? Le ragioni di questo avvicinamento sono diverse. Vediamole nello specifico.

Il gatto ci sceglie per il cibo…

I gatti possono sopravvivere nutrendosi di piccole prede e condividendo il territorio con altri gatti se ci sono cibo e spazio a sufficienza per tutti. Proprio il cibo ha permesso agli esseri umani di avvicinarsi al misterioso felino e di “utilizzarlo” per la caccia serpenti e topi.

Oltre a questa collaborazione reciproca, il gatto si avvicina ad una persona per creare un vero e proprio rapporto di amicizia basata su uno scambio egualitario. La scelta del gatto è decisiva e dipende dagli stessi fattori: comportamento, posture e odori.

Per esempio, un tono di voce alto, urla o movimenti rapidi verso il gatto possono essere interpretati come minacce e far sì che il gatto si allontani.

Al contrario, una voce calma, movimenti rilassati e occhi semichiusi avranno l'effetto opposto, garantendo la fiducia e l'amicizia dell’animale.

…e non solo!

I gatti si basano anche sull'umore delle persone per capire se ci può essere simpatica con un umano o meno. Come? Attraverso un’attenta osservazione fatta con lo sguardo e (ancora una volta) l’olfatto:

  • se vedono o fiutano nervosismo possono fuggire o mostrarsi aggressivi;
  • se avvertono tristezza possono, proprio come farebbe un buon amico, cercare di attirare la nostra attenzione e rincuorarci.

L'amicizia tra l'uomo e il gatto, proprio come quella tra gli esseri umani, si basa su dei sani principi: se le condizioni non sono soddisfatte o se non vengono rispettate le regole, il legame può rompersi.

Per evitare questa possibilità, dobbiamo iniziare ad abbandonare la visione antropocentrica del rapporto uomo-animale domestico, proprio come direbbe il filosofo Leonardo Caffo.

Il nostro gatto non è un subordinato, ma un amico!

I gatti soffrono la perdita del padrone?

Un gatto abbandonato, o un gatto il cui proprietario è scomparso, soffre di solitudine ed è alla ricerca del suo padrone scomparso. La mancanza di una persona amata e conosciuta provoca una certa forma di tristezza, a volte anche di depressione.

Questo dolore può essere somatizzato e far sì che Micio sviluppi dei disturbi fisici soprattutto a livello dei reni.

Può capitare, infatti, che dopo un lutto, il gatto cominci a soffrire di calcoli o insufficienza renale. È quindi ovvio che il gatto riconosca il suo padrone, non necessariamente un rapporto animale-padrone, ma almeno una paritaria relazione di amicizia.