Scopri qui come nutrire i cuccioli!

Pubblicità

L'uveite del gatto: cause, sintomi e come curarla

gatto-con-occhi-verdi-e-uveite

La prevenzione gioca un ruolo chiave nel trattamento dell'uveite del gatto.

© Pixabay

L’uveite del gatto è una patologia oculare dolorosa, che può portare alla completa cecità. Scopriamo di che si tratta.

Di Flavia Chianese

aggiornato il 08/02/21, 15:38

L’uveite del gatto è una malattia oculare abbastanza comune nei nostri amici felini, soprattutto di quelli randagi, più esposti ai pericoli esterni e, di conseguenza, più predisposti a contrarre alcuni tipi di malattie. 

Con un’uveite in corso Micio prova dolore, l’occhio può apparire arrossato e presentare scoli di muco o pus.

Bisogna intervenire con prontezza tramite una corretta prassi terapeutica, fondamentale per eliminare il dolore e salvare la vista del nostro gatto: uno dei sensi più preziosi e caratterizzanti della specie felina. 

Cos’è l’uveite?

L’uveite è tra le infiammazioni dell’occhio più comunemente riscontrate nei gatti e negli equidi (uveite equina). Ciò è dovuto ad una particolarità anatomica dell’occhio felino, che rende “più facile” l’infiltrazione di corpi cellulari e proteici nell’umore acqueo. 

L’uveite del gatto può interessare l’uvea dell’occhio nella sua totalità, o alcune strutture che la compongono. Ma di cosa si tratta esattamente?

Cos’è l’uvea?

L’uvea, chiamata anche tonaca vascolare, è la parte dell’occhio con cui si indica l’insieme di 3 strutture:

  • Iride: la struttura circolare che “colora” l’occhio;
  • Corpo ciliare: svolge le funzioni di “messa a fuoco” e di secrezione e riassorbimento del fluido oculare (umore acqueo);
  • Coroide: membrana riccamente vascolarizzata che irrora l’occhio.

A seconda della localizzazione dell’infiammazione, il gatto può sviluppare differenti forme di uveite.

Tipi di uveite

In base alle strutture coinvolte nell'infiammazione, l'uveite può essere classificata in:

  • Uveite anteriore: interessa l’iride e il corpo ciliare; 
  • Uveite posteriore: interessa il coroide. Può estendersi alla retina, causandone il distacco. 
  • Panuveite: quando vengono coinvolte tutte e tre le strutture.
Malattie dell'occhio del gatto: l'atrofia retinica progressiva 

Le uveiti del gatto possono presentarsi in forma acuta o cronica. A quest'ultima catagoria appartiene una forma più rara di uveite, dall’eziologia sconosciuta, nota come uveite linfoplasmacellulare: ha andamento progressivo, dunque la terapia può aspirare al solo contenimento dei sintomi.

Non dimenticarti di rinforzare le difese immunitarie del tuo gatto! Scopri come nel nostro approfondimento!

Cause di uveite nel gatto

Scoprire precocemente le cause di uveite ha una forte influenza sul successo del trattamento, rendendo possibile la limitazione dei danni a carico dell’occhio. 

Le cause di uveite del gatto possono essere di natura infettiva e non: 

  • Infezioni: virali come FeLV, FIP e FIV; batteriche; fungine o parassitarie (toxoplasmosi del gatto);
  • Trauma dell’occhio;
  • Tumori dell’occhio;
  • Pressione sanguigna elevata;
  • Malattie dismetaboliche (es. diabete);
  • Sostanze irritanti o corrosive

Si parla di uveite idiopatica quando la malattia si presenta senza una ragione specifica.

Sintomi di uveite nel gatto

Come già precedentemente accennato, l’uveite è una patologia dolorosa. Alcuni gatti affetti da uveite tendono a strofinarsi spesso l’occhio (o entrambi gli occhi, in caso di uveite bilaterale). 

I principali sintomi dell’uveite del gatto sono: 

  • Arrossamento intenso dell’occhio, anche sulla sclera (parte bianca dell’occhio) o sulla congiuntiva. 
  • Visione ridotta;
  • Lacrimazione o secrezione di muco o pus;
  • Opacità della pupilla (occhio opaco, velato);
  • Miosi (restringimento della pupilla)

I sintomi variano anche in base ai diversi tipi di uveite: in caso di uveiti croniche (dallo sviluppo più lento), l’occhio può cambiare colore in modo permanente a causa dei danni a carico dell’iride (irite) e può esservi una maggiore predisposizione a sviluppare cataratta

Diagnosi di uveite

La diagnosi di uveite del gatto può non essere immediata, in quanto la sintomatologia è sovrapponibile a quella di altre patologie oculari comuni, come il glaucoma.

Per escludere questa possibilità, il veterinario potrà praticare un esame della pressione introculare (IOP): nelle uveiti la pressione dell’occhio diminuisce, mentre nel glaucoma aumenta.

La diagnosi precoce di uveite favorisce un miglior esito della patologia.

La diagnosi è volta ad evidenziare anche quelle che sono le malattie concomitanti l'uveite del gatto, attraverso un esame completo del paziente e l’ausilio di alcuni strumenti diagnostici (radiografie, esami del sangue e delle urine, ecc.).

L’uveite del gatto si può curare?

Sì, ma questo dipende dalla causa scatenante l’infiammazione e dalla tempestività di una terapia adeguata.

Le complicazioni sono più comuni in caso di uveiti gravi o recidive, che possono condurre il gatto alla cecità irreversibile

Come curare l'uveite nel gatto?

Il trattamento iniziale è volto essenzialmente all’eliminazione dei sintomi e del dolore, attraverso l’utilizzo di farmaci:

  • Corticosteroidi (prednisolone, dexamethasone);
  • Antinfiammatori non steroidei (flurbiprofene)

Il miglioramento dei sintomi può avvenire anche nelle prime 24h; in alcuni casi, dopo pochi giorni.

Non tutti i gatti tuttavia rispondono bene alla terapia, data l'elevata probabilità che l’infiammazione dell’occhio sia associata a malattie sistemiche. Di fronte ad un problema di uveite è bene rivolgersi ad un veterinario specializzato in oftalmologia. 

L’uveite del gatto è contagiosa per l'uomo o per i gatti?

L’uveite di per sé non è contagiosa, ma come abbiamo visto, può essere il sintomo di altre malattie contagiose per i gatti.

Solo nel caso in cui la causa di uveite sia la toxoplasmosi, il gatto può essere contagioso anche per l’uomo.

Questo articolo ha uno scopo puramente descrittivo circa le uveiti del gatto e non può in alcun modo sostituirsi al parere del veterinario: se sospettate che il vostro animale ne soffra, sottoponetelo quanto prima ad una visita specialistica!