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Come insegnare il nome al gatto?

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Insegnare il nome al gatto è più facile di quanto sembra!

© Shutterstock

Insegnare il nome al gatto e far sì che risponda al richiamo richiede impegno e pazienza. Ecco come educare il gatto a riconoscere il suo nome.

Di Ilenia Colombo

aggiornato il 08/02/21, 15:38

Dopo un po' di esitazione, ecco, finalmente abbiamo deciso, prendiamo un gattino! Sì, ma come possiamo essere sicuri che il suo nome sia originale e che lo riconosca facilmente? Come insegnare il nome al gatto?

Capita a volte che si tendano a dare più nomi, o meglio, nomignoli, al proprio amico felino che si è aggiunto alla famiglia. Non è quindi un nome a cui questo gatto dovrà rispondere ma almeno due, tre!

I gatti di razza, ad esempio, hanno spesso nomi ricercati e lunghi con cui non vengono mai chiamati, soprattutto se la scelta non arriva dai proprietari. Allo stesso modo, un gatto adottato da un rifugio di cui non conosciamo il passato avrà un altro nome, o addirittura, diversi nomi!

Ma torniamo al nostro tanto atteso piccolo amico a quattro zampe! Come dare un nome a un gatto e far sì che lo impari e lo riconosca quando viene chiamato?

In cerca di idee? Passa dalla nostra rubrica dedicata ai nomi per gatti

Come scegliere il nome del tuo gatto?

Per insegnare il nome al gatto bisogna scegliere un appellativo adatto avente determinate caratteristiche in modo da essere più facile da imparare per Micio e che non lo faccia confondere.

Il nome del gatto deve rispecchiare alcune regole fondamentali. ©Shutterstock

Le regole di base da rispettare

L'ideale è scegliere un nome che sia:

  • composto da due sillabe;
  • facile da pronunciare;
  • diverso da parole comuni;
  • se possibile, sempre lo stesso per tutta la vita dell'animale.
A proposito di nomi, sai cosa significa la parola Micio? Te lo spieghiamo qui

Altre informazioni utili per la scelta del nome

Ci sono inoltre alcune importanti raccomandazioni per scegliere il nome del gatto. Tra queste, troviamo quella di non usare diminutivi del nome e adoperare sempre lo stesso tono di voce, in modo tale che il gatto lo impari e lo associ a sé.

Per scegliere il nome adatto del gatto puoi considerare le sue caratteristiche fisiche o caratteriali, oppure puoi ispirarti dai nomi di personaggi famosi, nomi di nomi di cartoni animati oppure, perché no, nomi spagnoli o nomi con significato di origine giapponese!

Utilizzare il nome ad ogni interazione

Una volta scelto l’appellativo giusto, il gatto dovrà ritrovarsi nel suo nome. Affinché ciò sia possibile, dovrai chiamarlo ad ogni interazione, ad esempio:

«Eccoti Buby!».
«Vuoi giocare, Buby?».
«Buby, hai fame?».

Non appena il gatto reagisce dopo essere stato chiamato, è conisgliabile usare il rinforzo positivo, una tecnica di educazione altamente consigliata.

In tal modo il felino effettua un’associazione positiva tra il suo nome e gli stimoli piacevoli (come le coccole e il cibo). Ad esempio, possiamo premiarlo dandogli una carezza o un croccantino come ricompensa.

Al contrario, evita di chiamarlo per fargli notare un qualcosa di sbagliato che ha fatto: sgridarlo dopo un certo periodo di tempo non serve a granché, anzi, il gatto potrà associare il suo nome all’arrivo di una punizione. e potrà sentirsi non amato.
 

Insegnare il nome al gatto: una questione anche di intonazione

L’intonazione della tua voce gioca un ruolo importante nella reattività del gatto. In effetti, i gatti assimilano alcune parole, in base al loro suono, ad un'azione sincronizzata.

Con «Buby, vuoi le crocchette?»: versando le crocchette nella ciotola, il gatto associa la consonanza “crocchette” al pasto.

Quindi la consonanza è importante, così come l'intonazione che indica il tuo stato d'animo. Ma anche i feromoni che espellerai mentre parli, che sono molto più leggibili dal gatto, saranno per lui essenziali anche per l'interpretazione delle tue parole.

Questo è il motivo per cui Felix risponde al suo nome, mentre Birba rimane nella sua cuccia.
Niente panico, andrà tutto bene, il tuo piccolo amico baffuto riconoscerà il suo nome molto più velocemente di quanto tu possa immaginare!

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Articolo scritto in collaborazione con:

Marie-Helene Bonnet
Comportamentista del gatto