News :
wamiz-v3_1

Che razza di cani fa per te?🐶🐶🐶

Pubblicità

Come addestrare un gatto fin da piccolo

educazione dei gattini advice
© Pixabay

Prima ancora di capire come addestrare un gatto, è opportuno imparare a rispettarlo e ad avere così la sua attenzione.

Di Clara Amodeo

I gatti amano l’indipendenza: poco inclini al volere altrui e assolutamente decisi nel portare a termine la marachella che hanno in mente, difficilmente si fanno mettere i piedi in testa da chi li vuole prevaricare. Ma proprio qui si pone una questione dirimente per capire come addestrare un gatto: dal momento che questa è un’attività realizzabile con tutti i tipi di felini, è anche bene ricordare che qualunque tipo di addestramento deve essere fatto nel pieno rispetto dell’animale, senza, cioè, usare le maniere forti né dovere ricorrere ad alzare il tono di voce. Al contrario, e specie con un gatto, se si sceglierà la strada del pugno duro si otterranno risultati contrari a quelli desiderati, se non anche un bel nulla di fatto. Vediamo dunque assieme di capire come educare un gatto attraverso il rinforzo positivo.

Quando iniziare l’addestramento del gatto

Per iniziare è importante sottolineare una cosa: durante tutta la vita di un gatto, è bene inquadrare come addestrare un gatto quando questo è ancora un cucciolo: più l’animale cresce e più è difficile lavorare con lui per un’educazione che sia soddisfacente per entrambe le parti. La giovane età dei cuccioli, invece, permette loro di imparare divertendosi e, quindi, di apprendere in un tempo molto più ridotto (e con maggiore soddisfazione per il padrone) rispetto al gatto adulto. 

Come educare un gatto piccolo?

Iniziamo dunque a entrare nel vivo della questione. Per rispondere a questa domanda bisogna approcciarsi al gatto in maniera più attenta e rispettosa, portando il felino, in un primo momento, a focalizzare la propria attenzione sul proprio padrone che, d’ora in avanti, diventerà la sua guida nel corso di tutto l’addestramento. Per farlo, è importante rendere partecipe il gattino di tutti i momenti che vive in casa a contatto, non solo degli altri gatti, ma anche del resto della famiglia umana. Facendolo sentire parte di un sistema e non forzandolo, si creerà infatti un linguaggio comune, come succede in famiglia, fatto di parole, di toni di voce, di modi di dire. Bisogna poi coinvolgere il micio, sin da piccolo, in giochi relazionali, ovvero fatti insieme al padrone e nelle attività domestiche, avendo tuttavia ben chiaro un punto: il gioco non basta per capire come si addestra un gatto.

Per questo, bisogna servirsi di un metodo di addestramento pratico: il più in uso si chiama metodo del clicker, che consiste nell’utilizzo di un oggetto che produce il rumore “click” ogni volta che il felino compie un’azione desiderata dal padrone, avendo così accesso a un premio. Il gatto, dunque, deve associare il rumore all’elargizione di un premio e capire, attraverso una serie di esercizi, come ottenerlo.

Le domande più frequenti su come addestrare un gatto

Passando alla pratica, ecco una serie di casi in cui è bene agire in modo diverso per addestrare il gatto e abituarlo così a tenere comportamenti consoni al luogo in cui si trova e alle persone con cui vive.

  • Come addestrare un gatto a non mordere: se il morso avviene in condizioni di gioco, è bene smettere subito di giocare con lui e ignorarlo, per fargli capire che nel processo di gioco c’è stato un errore da parte sua. Se, invece, il morso avviene in condizioni “normali”, allora in quel caso è bene non fomentare l’atteggiamento aggressivo del felino ma, al contrario,  rispettare i suoi limiti territoriali e al contempo fornirgli uno spazio in cui cacciare e “sfogare” la sua aggressività.
  • Come addestrare un gatto a fare i bisogni nella lettiera: collocare la lettiera in un posto isolato della casa è il primo passo per permettere al gatto di usare lo strumento in totale tranquillità. Per farlo abituare al suo uso, è bene mettere il gatto nella lettiera subito dopo i suoi pasti cercando di insegnargli qual è lo scopo di quella sabbietta che gli solletica le zampe. Ogni volta che il gatto ha usato correttamente la lettiera, è bene premiarlo con un bocconcino e, infine, è opportuno tenere pulita la sabbia e il contenitore per concedere al gatto un momento, non solo di privacy, ma anche di igiene personale. 
  • Come addestrare un gatto a non graffiare: come nel caso del morso, è bene non fomentare il gatto quando questo graffia e, anzi, è opportuno concedergli un luogo della casa in cui collocare un tiragraffi allo scopo di farlo sfogare ogni volta che ritiene necessario tirare un’unghiata e graffia i mobili (e non solo).
  • Come educare un gatto a non salire sul tavolo: si tratta di un’attività difficile da gestire perché non sempre è possibile essere presenti in casa per correggere tale comportamento. Ma mentre alcuni applicano la cosiddetta “correzione a distanza”, noi preferiamo fornire all’animale una valida alternativa al tavolo. Per esempio? Parliamo delle cucce sospese o di mensole da mettere alla parete per soddisfare il bisogno del felino di arrampicarsi in senso verticale.