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Le origini del gatto: dall'antico Egitto ai giorni nostri

statua di gatto advice

Alla scoperta delle origini del gatto.

© Pixabay

Nell'Antico Egitto, il gatto era il simbolo della dea Bastet. Da divinità è passato ad essere re... delle nostre case! Scopri le origini del gatto e ripercorri la sua storia attraverso i secoli.

Di Clara Amodeo

Pubblicato il 04/02/20, 18:05

Forse non tutti sanno che le origini del gatto affondano le loro radici in un passato lontanissimo, che conta (almeno) 50 milioni di anni.

Dal quel momento la storia del gatto si è fatta sempre più avvincente e, per vari motivi, si è sempre più avvicinata a quella dell’uomo: solitario, ruffiano, calcolatore, ma pur sempre fedele e tanto dolce, il gatto è un animale che vanta una storia di grande levatura, al punto da essere studiato da scienziati e psicologi di tutti i tempi.

La sua figura è entrata a pieno diritto nel parlar comune, con una serie di detti che sottolineano le caratteristiche di sempre di uno tra gli animali più amati dall’uomo.

Quali sono le origini del gatto?

La storia del gatto inizia con il Miacis, la specie antenata del gatto, del cane e dell’orso. Da una ramificazione di questa famiglia, oggi estinta, si è sviluppato il genere Felis, gatto in latino e nome scientifico del gatto.

Solo dopo l’evoluzione e le origini del gatto si è arrivati, 9mila anni fa, al felis silvestris, il gatto selvatico europeo, e al felis lybica, gatto selvatico africano, che è stato tra i primi gatti ad avvicinarsi anche ai centri abitati e quindi il progenitore dell’attuale gatto domestico.

Il gatto per gli antichi egizi

Non è un caso che furono proprio gli antichi egizi i primi a vedere nel gatto un vero e proprio animale da compagnia.

Cacciatore di roditori, il gatto divenne così a tutti gli effetti un animale sacro nell'antico Egitto: l’immagine di gatto appare in diversi disegni di gatti, oltre al fatto che sempre a lui venne dedicato un culto religioso (rappresentato dalla dea Bastet) e tributati tutti gli onori funebri nel caso di morte.

Nelle piramidi non è infatti raro trovare, ancora oggi, mummie di gatto che testimoniano quanto questo animale fosse amato e adorato dall’uomo.

Lo studio del gatto

In tempi più moderni la figura del felino è stata studiata anche dalla scienza, che è arrivata a teorizzare una descrizione del gatto completa e ad analizzare tutti i tipi di gatto, note anche come razze feline.

L'anatomia del nostro amico a quattro zampe

Partiamo dalla descrizione del micio o, meglio, dalla descrizione oggettiva che analizza tutte le caratteristiche del gatto e la sua anatomia: lo scheletro gatto è formato da 250 ossa, la coda ha un ruolo importante nel mantenimento dell'equilibrio, mentre i muscoli dorsali sono molto flessibili e quelli delle zampe posteriori molto potenti.

La lingua dei gatti, poi, è coperta da piccole papille che la rendono molto ruvida. Il pene, elemento indispensabile per l’accoppiamento è, già nei cuccioli di micio, coperto di spine a partire dall’età di sei mesi.

Per un gatto la durata della vita va da 2 a 16 anni.

Le origini del gatto nel parlar comune

I felini sono ormai entrati a fare parte del nostro linguaggio; numerosi sono i modi di dire dedicati ai nostro animali domestici preferiti! Eccone alcuni:

  • Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco: nessuno, data l’agilità del gatto, è in grado di dire di averlo acchiappato (e quindi di affermare qualcosa) prima di averlo effettivamente fatto.
     
  • Avere sette vite come i gatti: nel Medioevo i gatti erano considerati animali malvagi e, per questo, venivano sottoposti a torture. Ma riuscendo spesso a sopravvivere grazie all’agilità nella corsa e alla rapidità nei movimenti, gli vennero attribuite sette vite.
     
  • Gatto nero: come detto sopra, i gatti erano considerati animali malvagi. Se la passavano peggio i gatti neri che, per il loro colore, venivano considerati gli animali delle streghe e delle tenebre.
     
  • Non c’è trippa per gatti: in momenti di penuria o di difficoltà non si possono cercare soluzioni troppo comode e non ci si può aspettare regali da parte di terze persone. Come la trippa per i gatti.

E anche al di fuori del Bel Paese i modi di dire sui gatti non mancano. Un modo di dire inglese per indicare che piove a catinelle ad esempio è "piovono cani e gatti".

Non solo modi di dire

Ma il nostro amico gatto non lo troviamo solo nei modi di dire, ma anche in delle ricette culinarie, come le "lingue di gatto" che, altro non sono se non dei biscotti della tradizione europea la cui forma allungata ricorda l’arto del felino.

E tra i macchinari utili all'uomo, infine, troviamo il "gatto delle nevi" che, con l’agilità di un gatto, risale gli impianti sciistici per compattare la neve.

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