News :
Wamiz Logo

Che razza di cane fa per te?🐶🐶🐶

Pubblicità

Le origini del gatto: dall'antico Egitto ai giorni nostri

statua di gatto advice © Pixabay

Nell'Antico Egitto, il gatto era il simbolo della dea Bastet. Da divinità è passato ad essere re... delle nostre case! Scopri le origini del gatto e ripercorri la sua storia attraverso i secoli.

Di Clara Amodeo

Forse non tutti sanno che le origini del gatto affondano le loro radici in un passato lontanissimo, che conta (almeno) 50 milioni di anni. Dal quel momento la storia del gatto si è fatta sempre più avvincente e, per vari motivi, si è sempre più avvicinata a quella dell’uomo: solitario, ruffiano, calcolatore, ma pur sempre fedele e tanto dolce, il gatto è un animale che vanta una storia di grande levatura, al punto da essere studiato da scienziati e psicologi di tutti i tempi, come dimostra un recente studio pubblicato su Nature Ecology and Evolution e realizzato dall'Università di Leuven e il Royal Belgian Institute of Natural Sciences. La sua figura è entrata a pieno diritto nel parlar comune, con una serie di detti che sottolineano le caratteristiche di sempre di uno tra gli animali più amati dall’uomo.

Alle origini del gatto

Le origini del gatto iniziano con il Miacis, la specie antenata del gatto, del cane e dell’orso. Da una ramificazione di questa famiglia, oggi estinta, si è sviluppato il genere Felis, gatto in latino e nome scientifico del gatto, al quale appartiene il gatto. Solo dopo l’evoluzione e le origini del gatto si è arrivati, 9mila anni fa, al felis silvestris, il gatto selvatico europeo, e al felis lybica, gatto selvatico africano, che è stato il primo ad avvicinarsi anche ai centri abitati e quindi il progenitore dell’attuale gatto domestico.

Non è un caso che furono proprio gli antichi egizi i primi a vedere nel gatto un vero e proprio animale da compagnia. Cacciatore di roditori, il gatto divenne così a tutti gli effetti un animale sacro: l’immagine di gatto appare in diversi disegni di gatti, oltre al fatto che sempre a lui venne dedicato un culto religioso (rappresentato dalla dea Bastet) e tributati tutti gli onori funebri nel caso di morte. Nelle piramidi non è infatti raro trovare, ancora oggi, mummie di gatto che testimoniano quanto questo animale fosse amato e adorato dall’uomo.

Lo studio del gatto

In tempi più moderni la figura del felino è stata studiata anche dalla scienza, che è arrivata a teorizzare una descrizione del gatto completa e ad analizzare tutti i tipi di gatto, note anche come razze feline. Partiamo dalla descrizione del gatto, meglio, dalla descrizione oggettiva del gatto che analizza tutte le caratteristiche del gatto e l’anatomia del gatto: lo scheletro gatto è formato da 250 ossa, la coda ha un ruolo importante nel mantenimento dell'equilibrio mentre i muscoli dorsali sono molto flessibili e quelli delle zampe posteriori molto potenti.

La lingua dei gatti, poi, è coperta da piccole papille che la rendono molto ruvida. Il gatto è un mammifero e il pene del gatto, elemento indispensabile ai gatti per l’accoppiamento è, già nei cuccioli di micio, coperto di spine a partire dall’età di sei mesi. Il periodo di nascita dei gatti inizia quando la femmina va in calore, mentre per un gatto la durata della vita va da 2 a 16 anni. L’habitat del gatto è al chiuso, meglio se in una casa ma anche in luoghi abbandonati come fattorie e capannoni.

Le origini del gatto nel parlar comune

I felini sono ormai entrati a fare parte del nostro linguaggio, sia tra i modi di dire sia tra le ricette più succulente.

  • Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco:  nessuno, data l’agilità del gatto, è in grado di dire di averlo acchiappato (e quindi di affermare qualcosa) prima di averlo effettivamente fatto.
  • Avere sette vite come i gatti: origini. Nel Medioevo i gatti erano considerati animali malvagi e, per questo, venivano sottoposti a torture. Ma riuscendo spesso a sopravvivere grazie all’agilità nella corsa e alla rapidità nei movimenti, gli vennero attribuite sette vite.
  • Gatto nero: origine della superstizione. Come detto sopra, i gatti erano considerati animali malvagi. Se la passavano peggio i gatti neri che, per il loro colore, venivano considerati gli animali delle streghe e delle tenebre.
  • Origine del detto non c’è trippa per gatti: in momenti di penuria o di difficoltà non si possono cercare soluzioni troppo comode e non ci si può aspettare regali da parte di terze persone. Come la trippa per i gatti.
  • Lingue di gatto: si tratta di biscotti della tradizione europea la cui forma allungata ricorda l’arto del felino.
  • Gatto delle nevi: si tratta di una macchina che, con l’agilità di un gatto, risale gli impianti sciistici per compattare la neve.
  • Piovono cani e gatti: modo di dire inglese per indicare che piove a catinelle.