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Quanto deve mangiare un gattino di un mese?

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Scopri quanto deve mangiare un gattino di 1 mese.

© Pixabay

Sapere quanto deve mangiare un gattino di 1 mese è importante per garantire al micino una giusta salute. Ti spieghiamo tutto nel nostro articolo.

Di Clara Amodeo

aggiornato il 03/09/20, 16:44

Passata la quarta settimana di vita di un micino appena arrivato in famiglia giunge la fatidica domanda: quanto deve mangiare un gattino di 1 mese?

Si tratta di una domanda non da poco: in questa fase, infatti, il micino sta formando non solo il proprio corpo ma anche le sue facoltà intellettive e si sta preparando a tutti gli effetti a diventare, nel giro di pochissimo tempo, un gatto adulto, curioso, giocherellone e prestante da un punto di vista fisico.

Ecco, dunque, perché capire quanto deve mangiare un gattino di un mese diventa assai importante per consegnare al micino una vita serena e una condizione psicofisica ottimale.

In questo articolo cerchiamo di capire tutto sull’alimentazione di un micetto, andando a scoprire non solo che cosa ma anche quanto deve mangiare un gattino di un mese.

Prima di iniziare: Sai quando svezzare un gattino?

L'alimentazione del gatto in 1 mese

Il latte materno o il latte in polvere per cucciolo di gatto

Come abbiamo detto poco sopra, si tratta di un momento della vita del gatto di grande importanza, in cui l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale per la sua salute.

Facendo un breve riepilogo della sua vita appena trascorsa, infatti, fino alle 3 o 4 settimane un gatto neonato si alimenta con il latte materno: un nutrimento fondamentale non solo per la sua consistenza (adatta, cioè, a cuccioli che non sono ancora del tutto formati), ma anche per le sue proprietà alimentari, le stesse che contengono il giusto apporto proteico e non solo utile per i mici più piccoli.

In assenza di latte materno, tuttavia, si può optare per il latte in polvere per gattini, acquistabile in un negozio per animali e da somministrare tiepido ogni 2 o 3 ore, di giorno e di notte.

Anche qui, però, è bene fare attenzione: a differenza di quello che si è portati a pensare, infatti, il latte vaccino non deve in alcun modo essere somministrato ai più piccoli dal momento che può causare tremende diarree nel gattino (e, quindi, una disidratazione più veloce).

Lo svezzamento dei gattini

Passato questo primo momento, e quindi a partire dalla quarta settimana, inizia poi lo svezzamento con i cibi solidi.

A questo scopo si comincia a proporre al gattino cibo umido, meglio se diluito con acqua tiepida e proposto in ciotoline basse: fine ultimo di tale attività è abituare piano piano il micio non più solo a leccare quello che trova nella scodella ma anche a masticare i bocconi morbidi e quindi a deglutirli in modo corretto.

Eppure nemmeno lo svezzamento avviene in un’unica soluzione: per la prima fase dello svezzamento si alternano latte e cibo per gatti solido, aumentando gradualmente quest’ultimo anche secondo lo sviluppo del micetto.

Solo successivamente è possibile proporre al gatto alimenti morbidi adatti allo svezzamento, come le apposite mousse per gattini.

Dopo la quarta settimana: quanto (e cosa) deve mangiare un gattino di un mese?

Se siete arrivati fin qui è perché il gattino dovrebbe essere totalmente svezzato. Se, tuttavia, capita in casa un micio di circa un mese d’età, è buona cosa provare a dargli una scatoletta di cibo morbido prima di somministrargli ancora del latte in polvere. 

Ai mici il latte serve solo prima dello svezzamento, poi, dal momento in cui cominciano ad alimentarsi con cibi solidi, tale alimento diventa un eccesso.

Quante volte deve mangiare un gattino di 1 mese?

Per quanto riguarda il numero dei pasti, è bene ricordare che un gatto ama mangiare a intervalli piccoli e frequenti: pertanto (e per evitare di sprecare grandi quantità di cibo) è consigliabile fargli fare 4 o 5 pasti al giorno, lasciando tuttavia sempre a sua disposizione la ciotola dell’acqua.

Cosa mangia un gattino di un mese?

Inoltre, è questo il momento in cui bisogna scegliere se somministrare al piccolo un’alimentazione di tipo casalingo o industriale. 

La prima può essere a base di petto di pollo lesso e della carota lessa, il tutto frullato insieme e senza utilizzare sale o condimenti. Man mano che cresce si può aggiungere qualche piccolo pezzo di uovo sodo o del pesce lesso deliscato.

Chi opta per l’alimentazione commerciale, invece, ne esce facilitato: qui, infatti, le marche di qualità propongono mangimi adatti a ogni fascia di età e facili da digerire, rendendo manifesti gli ingredienti e le modalità di somministrazione: di solito si comincia a con le scatolette, più facili per lui da prendere in bocca, ma gli si può cominciare a proporre anche le crocchette purché un po’ ammorbidite.

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Articolo revisionato da

francesco-reina 



Francesco Reina
Assistente veterinario