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Com'è prodotto il mangime per cani?

mangime per cani advice
© Pixabay

Noi vorremmo solo il meglio per il nostro simpatico compagno di vita, per questa ragione - come facciamo con i nostri piatti - ci preoccupiamo di conoscere come e dove viene preparato il mangime per cani.

Di Eleonora Chiais

aggiornato il 03/01/20, 18:44

Per capire com'è prodotto il mangime per cani è indispensabile conoscere le diverse modalità di preparazione del cibo umido e del cibo secco ma anche saper interpretare correttamente l'etichetta degli alimenti in vendita per i nostri amati quattrozampe scegliendo, di conseguenza, il miglior cibo per cani.

Proprio sull'etichetta, infatti, vengono illustrati sia le modalità di preparazione sia la lista degli ingredienti. Ecco quello che è bene sapere per garantire ai cani di casa una corretta alimentazione ricca di principi nutritivi utili e di indispensabili sali minerali.

Cibo secco per cani: come si fanno le crocchette?

Il cibo secco per cani, vale a dire le crocchette o croccanti per cani, ha un processo di lavorazione piuttosto complesso. In generale, per creare il mangime secco per cani, le principali materie prime - che sono carne, grassi e cereali con vitamine e minerali concentrati – sono riunite e macinate con un mulino industriale a martelli di modo da ottenere un composto omogeneo con una consistenza simile a quella di una farina a grana grossa.

A questo punto, tramite un mescolatore, si uniscono i diversi componenti e poi si procede alla fase di "estrusione". L’estrusore è simile a un grosso tubo, dove la miscela viene contemporaneamente cotta a temperatura molto elevata che consente l’uccisione di tutti i microrganismi e sospinta in avanti, a pressione elevata, attraverso delle trafile di diverse dimensioni oltre la quale un coltello rotante taglia l’impasto della forma e grandezza desiderata. La fase di estrusione è molto rapida, dura circa cinque minuti.

Al termine dell’estrusione le crocchette vengono private dell’umidità per renderle croccanti, tale processo si ottiene mediante un essiccatore dove si possono raggiungere i 200°. In questo processo produttivo le alte temperature alternano inevitabilmente il valore nutritivo delle materie prime utilizzate, a scapito soprattutto dell’apporto vitaminico.

Cibo per cani: la preparazione delle scatolette

Tra gli alimenti per cani, poi, ci sono ovviamente le preparazioni umide la cui produzione è molto diversa rispetto alla variante secca . Il cibo per cani in scatola, infatti, si ottiene mescolando e macinando carne cruda, fresca o congelata, disidratata o sotto forma di farina alla quale poi si aggiungono vitamine, minerali e cereali in proporzione variabile.

La seconda fase è quella dell'emulsionatura durante la quale il composto opportunamente macinato e miscelato viene cotto ad altissime temperature per gelatinizzare l'amido, aumentarne la digeribilità e favorirne l’assorbimento intestinale.  Tale processo provoca anche la denaturazione delle proteine.

La terza fase, quindi, prevede che il composto sia trasferito nelle scatolette e che queste vengano chiuse ermeticamente con i coperchi e quindi sigillate sottovuoto prima di essere sterilizzate (portandole alla temperatura di 121° C per uccidere eventuali batteri) prima di essere raffreddate ed etichettate.

Come leggere l'etichetta del mangime per cani?

Una volta conosciute le diverse modalità di preparazione, poi, è importante - come si diceva - saper leggere correttamente l'etichetta dei diversi prodotti in vendita. La prima cosa importante quando si guardano le confezioni di mangime per cani è capire se si tratta di un alimento completo o di un alimento complementare, la differenza - stabilita dalle linee guida della FEDIAF, la Federazione europea delle industrie per gli alimenti per animali familiari - è tra quegli alimenti che possono essere proposti in modo esclusivo e quelli che, invece, non sono completi e dunque devono essere utilizzati solo come accompagnamento accanto ad una dieta quotidiana bilanciata.

Importantissima, poi, è la lista degli ingredienti che vengono indicati in ordine decrescente (da quello più presente a quello meno presente) così come le percentuali di umidità e le tipologie di additivi utilizzati. Questi, infatti, variano – anche in maniera consistente – a seconda del prodotto scelto e sono indicati, nell’etichetta, attraverso delle sigle. In generale, comunque, quelli utilizzati con maggior frequenza rientrano nelle categorie degli additivi tecnologici (come, per esempio, i vari conservanti indispensabile per garantire la conservazione del prodotto), additivi organolettici (che influiscono su colore, odore o sapore del mangime per cani rendendolo, per conseguenza, più o meno gradevole per il palato del nostro quattrozampe), additivi nutrizionali (vale a dire vitamine e oligoelementi) e, infine, gli additivi zootecnici che sono, sostanzialmente, prebiotici e probiotici.

Insomma, conoscere nel dettaglio il contenuto del cibo per cani che si è deciso di somministrare a Fido sarà utile in primo luogo per conoscere davvero il contenuto della sua ciotola ma anche (e soprattutto) per confrontarsi con il veterinario lasciandosi consigliare da lui circa i prodotti più indicati per il benessere del fedele amico di casa.

Testo revisionato dal Medico Veterinario Mariagrazia Poletto.
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