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parto di una gatta primipara

Il parto di una gatta primipara è un momento delicato ma che regala grandi emozioni!

© jaclou / pixabay

Il parto di una gatta primipara: come gestire il delicato momento

Di Giuseppe Terlizzi Medico Veterinario

Pubblicato il

Il parto di una gatta primipara è un momento che può provocare ansia e paura nei proprietari ma non c'è da preoccuparsi. Ecco perché.

Il parto di una gatta primipara è un momento importante sia per la futura madre felina che per tutta la sua famiglia umana. Innanzitutto, è doveroso specificare che per ‘’primipara’’ si intende ‘’primo parto’’ e come ci si può aspettare è un momento realmente delicato.

Di certo non spetta al proprietario sapere materialmente come aiutare un gatto a partorire, ma di certo è utile apprendere ed approfondire le dinamiche immediatamente precedenti al parto della gatta in modo da poter gestire al meglio il travaglio e la tutela della madre e dei cuccioli nei primi attimi di vita. Scopriamo insieme in che modo si preparano e come partoriscono i gatti!

Quando partoriscono i gatti?

Il parto di una gatta primipara è un evento da seguire preferibilmente insieme al proprio veterinario a partire dalla diagnosi di gravidanza. Questo è utile sia per capire e risolvere problematiche in corso di gestazione ma soprattutto per supportare al meglio la futura mamma e programmare con somma precisione la data del parto in modo da valutare se è il caso di procedere con un cesareo o un parto naturale.

Di certo il parto in casa della gatta è un’evenienza fattibile ma allo stesso tempo la presenza di un professionista quando nascono i gatti è sempre una garanzia di gestione sicura. Un esempio? Il veterinario sa come capire se la gatta ha finito di partorire, un proprietario no

Quanti gatti fa una gatta al primo parto?

Il parto di una gatta primipara non è di certo un esempio di ripetibilità di cui abbiamo dati oggettivi: è un po' un terno al lotto e dipende molto dal soggetto e dal contesto.

In linea di massima una gatta al primo parto dà alla luce in media tra i 3 e i 4 gattini, un numero più esiguo rispetto alle cucciolate nate da gravidanze successive, in cui si contano in media 6 gattini, fino ad arrivare a 9-12 piccoli nascituri nei casi di gravidanze più prolifiche.

In natura non è raro che il primo parto sia più contenuto in termini “quantitativi”: il numero di nati è influenzato da diversi fattori, quali l’età del micio, il suo stato di salute e la sua genetica. 

Quanto dura il parto di un gatto?

Se c’è un dato a cui possiamo affidarci quello è la durata della gravidanza ma, purtroppo, la durata del travaglio e del parto cambiano da soggetto a soggetto (come nella donna). Cerchiamo di dare qualche indicazione a riguardo: se la gravidanza di un gatto dura circa 65 giorni, il parto dura in media 5 ore. Ma già diverse ore prima la futura mamma comincia a prepararsi all’evento più importante della sua vita con atteggiamenti caratteristici che devono balzare agli occhi di un proprietario attento in modo da prepararlo all’evenienza. Abbiamo capito quanto dura la gravidanza di un gatto e quanto ci mette un gatto a partorire ora approfondiamo gli attimi immediatamente precedenti al parto.

Come capire se una gatta sta per partorire la prima cucciolata?

Quando sta per avvicinarsi il parto di una gatta primipara è possibile capirlo da determinati e caratteristici comportamenti. Il nervosismo, il leccamento dei genitali e i vocalizzi sono solo alcuni dei segnali che possono suggerire che la nostra gatta sta per partorire. Questi comportamenti possono iniziare a manifestarsi anche 6 ore prima del parto: se si tratta del primo, anche 12 ore prima. Altri segni di pre-parto potranno essere:

  •  inappetenza;
  • perdite di muco vaginali;
  • scavare la cuccia; 
  • respiro affannoso.

Nel momento in cui un proprietario nota questi atteggiamenti potrà rivolgersi al veterinario in prima battuta al telefono e, se necessario, portando la futura mamma a visita.

Come aiutare una gatta a partorire?

Anche se non è ancora ufficialmente una mamma, una micia che sta per partorire seguirà le sue sensazioni e il suo istinto, ma sarà comunque la sua prima volta! Ecco qualche piccolo accorgimento da adottare per supportarla:

  • Non accrescere lo stress, evitando la presenza di troppe persone o di sconosciuti.
  • Monitora l’intervallo tra la nascita di un gattino e l’altro: in genere ci vogliono tra i 20 e i 30 minuti di tempo tra un nato e quello successivo controllare che per ogni micio nato sia stata espulsa la placenta: in caso contrario è opportuno rivolgersi subito al veterinario in quanto questa condizione è causa di infezioni anche molto gravi.
  • Non toccare i cuccioli appena nati a mani nude, o la madre potrebbe non riconoscere i suoi gattini confusa dall’odore (questo vale soprattutto per i gatti con cui non si è in particolare confidenza).
  • Lascia la cuccia in un luogo riparato, tranquillo e senza elementi di disturbo.

Insomma, ci vuole un po’ di tatto e discrezione!

Come prendersi cura di mamma gatta dopo il parto?

Dopo il parto, la gatta avrà bisogno di cure speciali, compresa una dieta nutriente per sostenere l'allattamento e la ripresa fisica. È anche importante assicurarsi che i cuccioli siano in salute e ricevano abbastanza latte materno. Inoltre, bisogna fare attenzione a dove mettere i gattini appena nati in modo che abbiano il giusto riparo, una temperatura adeguata con possibile esposizione luminosa (ma non troppo) e soffici coperte su cui adagiarsi. 

Per quanto tempo mamma gatta cerca i cuccioli? Beh sicuramente per tutto il periodo dell’allattamento che dura fino a tre mesi (per questo è consigliabile non separare i cuccioli dalla madre prima dello svezzamento). Tutti gli altri consigli sulla gestione e le cure parenterali ve li potrà fornire il vostro medico veterinario che, all’occorrenza, potrà indirizzarvi sulla giusta via!

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