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Il mio gatto è aggressivo, cosa devo fare?

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Dottore, il mio gatto è aggressivo!

© Pixabay

Se il tuo gatto è aggressivo e il suo comportamento è fuori dall'ordinario non dovresti sottovalutare questi segnali. Ecco qualche consiglio e linea guida su come comportarti.

Di Clara Amodeo

Pubblicato il 09/01/20, 17:59

Quando si ha a che fare con un amico a quattro zampe con una natura un po' "violenta" bisogna, dopo avere riconosciuto che “sì, il mio gatto è diventato aggressivo”, cercare di capire come mai l’animale abbia alzato le sue difese al punto di attaccare e aggredire altri animali o l’uomo.

Le motivazioni sono tante ma, nella maggior parte dei casi, sono da ricercarsi in un cambiamento occorso nella vita del felino. Vediamo insieme di cosa si tratta e come porre rimedio a tale comportamento.

Come si manifesta il comportamento di un gatto aggressivo?

“Il mio gatto è aggressivo”: è quello che un padrone si ritrova a dire nel momento in cui nota un cambiamento nel comportamento del gatto di casa. Tuttavia, non tutta l’aggressività si manifesta nello stesso modo e non è nemmeno detto che un comportamento che l’uomo può considerare “violento” possa in realtà essere specchio di un malessere nella vita del felino.

Per questo, è bene porsi delle domande quando siamo al cospetto di:

E un gatto che morde? Non è detto che abbia un problema. Anzi, spesso i gatti mordono per manifestare un sentimento positivo, di vicinanza al padrone, o durante il gioco.

Ma quindi, come capire quando i gatti giocano?

Semplice: basta valutare la situazione in cui si manifesta la presunta aggressività. Se, durante un momento di relax e di interazione uomo-gatto, quest’ultimo ha comportamenti di autodifesa quali morsi e graffi leggeri o scatti repentini, c’è da stare tranquilli: il gioco nel gatto contempla anche questo!

Come mai il mio gatto è aggressivo?

Il passo successivo è dunque quello di valutare i motivi dell’aggressività nei gatti. Per esempio, un gatto dopo la sterilizzazione è aggressivo, così come durante il calore o il parto.

Esistono due tipi di aggressività nei gatti: l'aggressività reindirizzata e l'aggressività territoriale.

Aggressività reindirizzata

Per aggressività reindirizzata del gatto si intende quel comportamento che viene diretto verso un antagonista che, tuttavia, non ha alcuna colpa se non quella di fungere da “capro espiatorio” della frustrazione vissuta dal gatto.

Aggressività territoriale

Un gatto diventa improvvisamente aggressivo quando sente il proprio territorio minacciato o invaso da un intruso. L'aggressività territoriale, quindi, si manifesta in determinate situazioni di vita del felino, ad esempio quando si trova dal veterinario, quando incontra degli estranei o contro gli altri gatti.

Come educare un gatto aggressivo?

Giunti a questo punto bisogna sapere come addomesticare un gatto aggressivo. Partiamo da un presupposto: tenere un atteggiamento altrettanto aggressivo non porterà a nulla se non a esacerbare gli animi. Non bisogna in alcun modo chiuderlo in un angolo, cercare di prenderlo o tirargli addosso oggetti: questo, infatti, oltre a essere un comportamento sbagliato, peggiorerà la situazione.

Pertanto, è bene farsi vedere decisi ma non violenti, lasciargli una via di fuga se necessario e non impaurire il micio. In alcuni casi è possibile avvicinarlo con del latte o del mangime, in modo da dimostrargli le proprie intenzioni bonarie.

I rimedi del veterinario

In alcuni casi limite, è possibile somministrargli calmanti per gatti aggressivi: si tratta di rimedi chimici che devono essere prescritti dal veterinario e che devono essere somministrati al gatto nelle modalità e nei tempi prestabiliti dalla posologia del farmaco.

Un altro aiuto è rappresentato anche dalla medicina naturale, per esempio con i fiori di bach.