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Come si manifesta e come si cura la tigna del gatto

Gattino con una macchia sotto l'orecchio advice
© Shutterstock

La tigna del gatto è un'infezione molto pericolosa non solo per il gatto, ma anche per l'uomo (come per altri animali) perché altamente infettiva. Riconosci i suoi primi sintomi e curala tempestivamente con i nostri consigli.

Di Anna Paola Bellini

La tigna del gatto (o dermatofitosi felina) è un tipo di infezione micotica che può colpire il nostro coinquilino peloso, che sia a pelo lungo o a pelo corto. Questo disturbo, se non trattato adeguatamente e in tempo, può avere delle conseguenze gravi sullo stato di salute del Micio, per questo motivo bisogna saper riconoscere i segnali di malessere che possono comparire e curarli tempestivamente. In questo articolo spieghiamo cos’è la dermatofitosi felina, quali sono i suoi sintomi, le cause e come avviene l’eventuale contagio con l’uomo.

Cos'è la tigna del gatto

La tigna del gatto è una delle dermatofitosi (infezioni fungine) più diffuse tra i felini. Si tratta di funghi patogeni che parassitano i tessuti cheratinizzati (pelo, epidermide, unghie, strato corneo) di animali e altre persone. Nel caso del Micio questi funghi si posano sul pelo e sulla pelle degli animali domestici rendendo l’area infestata piena di croste e a rischio d’infezione. 

La tigna può colpire cani e gatti con modalità e sintomatologie diverse. Secondo gli ultimi studi scientifici questi funghi si svilupperebbero maggiormente nelle zone più calde e più umide. Per questo motivo fare attenzione, soprattutto durante il periodo estivo, ma non sottovalutare neanche l'autunno, in cui si è riscontrata una grande incidenza. 

Sintomi della tigna del gatto

I sintomi nel gatto possono variare a seconda dell’età e del pelo del Micio. Di norma però le manifestazioni classiche di questa infezione sono delle aree rotonde in cui si presenta perdita di pelo a chiazze con eritema e crosticine. Il Micio tenderà a leccare, mordicchiare e grattare l’area interessata a causa del prurito. Tali sintomi possono colpire inizialmente l’esterno delle orecchie, il muso e le zampe anteriori, per poi scomparire, ma ripresentarsi (se il disturbo non viene trattato) in altre zone del corpo, segno che il fungo si espande e si sposta.  In casi molto rari è possibile che il micio sviluppi anche delle pustole. 

Le zone del gatto più colpite sono: 

  • Coda;
  • Orecchie (esterne e interne); 
  • Zona intorno agli occhi;
  • Parte inferiore degli arti;
  • Naso. 

Cause della tigna del gatto

La tigna è causata nella maggior parte dei casi dal Microsporum canis, un fungo che riconosce nel Micio il suo ospite ideale (nonostante il nome forviante che può far pensare al cane). In alcuni rari casi però la causa può essere un altro tipo di fungo appartenente alla famiglia dei Microsporum, che però colpisce di norma altri animali (come bovini o maiali) e si trova ad infestare un gatto venuto a contatto con questo tipo di animali.

Come avviene il contagio della tigna?

La trasmissione della tigna avviene per contatto diretto con un animale o con del materiale contaminato (cuccia, coperte, ecc.). Non è detto, però, che un gatto venuto a contatto con il fungo sviluppi la malattia: è possibile infatti che il Micio sia solo un vettore meccanico, un portatore sano. 

Naturalmente, trattandosi di una patologia contagiosa il gatto dev’essere isolato da altri animali. Si consiglia di creare uno spazio semplice da pulire poiché una volta guarito andrà decontaminato per scongiurare il pericolo di ricadute.

Tigna sull’uomo: il contagio

Se il vostro coinquilino peloso è stato contagiato dalla tigna, in alcuni casi, è possibile che anche l’uomo possa contrarla per contatto con il gatto o con l’ambiente stesso. Per questo motivo una volta che il veterinario avrà effettuato la sua diagnosi, è necessario mettere in pratica delle norme igieniche ristrette fino a quando il micio non sarà guarito per evitare di essere contagiati.
Per evitare di contrarre una micosi da gatto è necessario isolare l'animale in un ambiente in cui lui è il solo ad avere accesso, pulire tutti i giorni l’ambiente con dei detergenti specifici (anche in questo caso chiedere consiglio al veterinario) ed evitare di toccare il Micio o entrare a contatto con l’ambiente in cui si trova senza l'ausilio di protezioni come guanti di lattice.

Come identificare la tigna del gatto?

Identificare la tigna non è semplice poiché i suoi sintomi sono comuni ad altre infezioni della cute. Per questo motivo è necessario un consulto veterinario prima di mettere in pratica qualsiasi tipo di rimedio. Il veterinario formulerà la sua diagnosi grazie a diverse indagini: per prima cosa verrà esaminato il manto dell’animale con la lampada di Wood (a luce ultravioletta) in modo da poter individuare dei ceppi specifici di Microsporum, in seguito si passerà all’osservazione al microscopio delle spore dei funghi e infine si farà un’analisi colturale degli stessi per accertarsi del ceppo di appartenenza. 

Come curare la tigna del gatto?

Una volta identificata la dermatofitosi felina, il veterinario potrà prescrivere il trattamento più adatto al Micio. Di norma, lo specialista prescriverà dei farmaci antifungini da assumere per via orale. Le medicine per la tigna nel gatto più diffuse sono a base di itraconazolo e/o grieofulvina. Al trattamento farmacologico andranno associati anche degli shampoo a base di miconazolo o di solfuro di calce da effettuare una o due volte alla settimana. 

Se il veterinario lo ritiene opportuno potrebbe anche consigliare di tosare il gatto.  Una volta prescritto il trattamento verranno effettuate delle colture micotiche di controllo per rendersi conto di come sta funzionando la terapia e di quando è necessario arrestarla. 

Raramente si assiste ad una guarigione spontanea dell'animale. 

Tempi di guarigione

La cura per la tigna del gatto può durare da alcune settimane a alcuni mesi, a seconda della gravità della situazione. Di norma però il gatto affetto da tigna necessita di un trattamento di minimo otto settimane per guarire. Una volta che il gatto avrà cominciato le cure è possibile che le lesioni cutanee spariscano, ma che l'infezione sia ancora in atto, per questo bisogna ripetere i test colturali per verificare la reale guarigione del gatto.

Cura naturale

Oltre ai rimedi farmacologici è possibili ricorrere, naturalmente solo dopo aver avuto l’assenso del veterinario, a delle cure naturali per la tigna del gatto. È possibile infatti integrare i medicinali con presidi a base di argento colloidale (antibiotico naturale) sia per uso esterno che per uso interno, olio di cumino, vitamine e zinco.  Siccome la dermatofitosi felina colpisce maggiormente i gatti che hanno un sistema immunitario debole, il veterinario può anche provvedere alla prescrizione di integratori alimentari per rinforzare il nostro micio.