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Quali sono i sintomi e come si cura il raffreddore del gatto?

Gatto malato sotto le coperte advice
© Pixabay

Il raffreddore del gatto si manifesta con diversi sintomi e prevede diverse cure a seconda della gravità della situazione.

Di Clara Amodeo

Specie nel cambio climatico o nei giorni più freddi, succede a tutti che le difese immunitarie si abbassino e che a farne le spese sia proprio il sistema immunitario di ciascuno di noi. Lo stesso vale per i nostri amici felini che, attaccati soprattutto alle vie respiratorie, vengono affetti da virus che provocano il raffreddore del gatto.

Nonostante non si tratti di una patologia tra le più invasive, è tuttavia bene prestare attenzione non solo ai sintomi ma anche alle cure, in modo da bloccare il più velocemente possibile qualcosa che, se trascurato, potrebbe causare gravi danni alla salute del nostro micio.

I sintomi del raffreddore del gatto

Come abbiamo già avuto modo di vedere, non c’è grande differenza tra i sintomi dell’influenza umana e quelli del raffreddore del gatto: in entrambi i casi, infatti, essi sono gli stessi e comprendono frequenti starnuti, naso che cola, occhi che lacrimano, inappetenza, e naso irritato.

Il muco nasale e oculare, poi, può presentarsi come trasparente, talvolta purulento, mentre l’inappetenza prolungata (così come lo stato di prostrazione) può manifestarsi perché il gatto non percepisce alcun tipo di odore. Di certo, tuttavia,i sintomi variano a seconda del ceppo di virus che è stato contratto dal nostro felino.

Le cause del raffreddore del gatto

Il raffreddore nei gatti è di solito causato dalla contrazione da parte del gatto di determinati tipi di virus. Il virus dell’herpes felina e il calicivirus felino, per esempio, sono i più comuni: l’herpes distrugge la mucosa del naso che, come metodo difensivo, ha quello di produrre muco: tale virus, dunque, si riconosce se il gatto presenta molto muco, starnutisce perché impossibilitato a respirare, ha delle croste al naso e sotto gli occhi, è affetto da congiuntivite e se tende a lacrimare.

Cos'è la coriza?

Nel caso della coriza, che fa parte dell’ampio gruppo dei raffreddori felini, si tratta di una delle malattie respiratorie più gravi che colpiscono il gatto. In quest’ultimo caso, infatti, si tratta di un’infiammazione delle vie aeree che attacca naso, occhi, bocca, laringe e trachea e non è altro che una degenerazione dei virus della rinotracheite felina e del calicivirus. Ha facile diffusione: i gatti si infettano stando a contatto con altri gatti malati o con portatori sani di uno dei virus responsabili della malattia e, pertanto, è bene portarlo dal veterinario e curare questo tipo di raffreddore del gatto con un antibiotico.

Raffreddore del gatto: i farmaci

E, a proposito di farmaci, quali sono quelli che dobbiamo somministrare ai nostri amici a quattro zampe affetti da raffreddore? La risposta dipende dal tipo di virus che viene contratto e per combattere il quale si prevede l’assunzione di una cura antibiotica, di antistaminici o di antinfiammatori per contenere il sintomo. Non esiste, dunque, una medicina che sia la panacea di tutti i mali, ma, di certo, ci sono alcune accortezze da tenere a mente, come per esempio ricordarsi che è soltanto il veterinario a prescrivere una cura farmacologica al gatto con il raffreddore, o che al gatto non va mai somministrata, per alcun motivo al mondo, l’aspirina, trattandosi di un’arma letale per lui.

I rimedi naturali contro il raffreddore nel gatto

E ancora, si possono utilizzare alcuni rimedi naturali che hanno poche controindicazioni e possono aiutare il gatto in una più rapida ripresa. Per esempio, è possibile alleviare il raffreddore del gatto con l’omeopatia: la camomilla per per togliere i residui catarrosi dalla rima palpebrale, il miele che ha una forte azione antibiotica, l'echinacea che è capace di stimolare le difese immunitarie e ha un’azione batteriostatica e virustatica.

Dell’Echinacea viene utilizzato l’estratto secco (12,5 mg di estratto secco al giorno ogni 5 kg di peso per tutto un mese). In molti poi si chiedono quale sia per il raffreddore del gatto la durata: quest’ultima, ovviamente, varia in base a quando si fa vedere il micio dal veterinario, iniziando così la terapia più adatta per il gatto. In generale, prima lo si fa, prima funziona la cura e prima il nostro amico guarirà. Infine, se il gatto è piccolo, è anche possibile valutare il vaccino contro la rinotracheite per proteggerlo in futuro da un problema molto fastidioso.

Gatto e padrone prendono il raffreddore

Ma il raffreddore del gatto è trasmissibile all’uomo e viceversa? La risposta è no: gli agenti infettivi, infatti, non sono gli stessi. Di certo, però, si possono tenere dei comportamenti sani al fine di non passarsi alcun tipo di malattia: tra questi, il più semplice e basilare è quello di lavarsi le mani nell’arco della giornata, soprattutto dopo avere accarezzato i nostri amici felini o avere giocato con loro. Lo stesso vale per la pulizia della casa, che deve essere sempre molto accurata per evitare a noi e a loro spiacevoli complicazioni di salute.