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5 errori che non sai di fare quando sgridi il cane

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Sgridare il cane: i 5 errori più frequenti che non sai di commettere.

© Shutterstock

Nelle prime fasi della vita, ma anche da adulto, capiterà di rimproverare Fido per qualche ragione: scopriamo insieme 5 errori da non fare quando si sgrida il cane e andiamo a capire come comportarsi per ottenere il miglior risultato.

Di Serena Esposito

Pubblicato il 24/02/20, 21:00

In questo articolo esamineremo i 5 errori da non fare quando si sgrida il cane, e impareremo ad ottenere un risultato migliore nella sua educazione mediante il comportamento adeguato.

Ogni padrone ha vissuto quel periodo iniziale della vita di Fido in cui quest’ultimo è cucciolo e bisogna addestrare il cane per vivere al meglio nel mondo nuovo intorno a sé: non fare i bisogni nei posti sbagliati, imparare le regole della casa ed obbedire ai comandi.

Non sempre, però, il padrone conosce il modo migliore per trasmettere al cane questa conoscenza: spesso noi umani tendiamo ad essere troppo severi e ad agire in maniera troppo dura, aspettandoci che il cane ragioni come noi. Vi sveliamo un segreto: non è così!

I 5 errori più comuni quando si sgrida il cane

I luoghi comuni sull’educazione di Fido si sprecano, e tra essi ci sono almeno 5 errori da non fare quando si sgrida il cane, anche se noi continuiamo a ripeterli credendo di far bene.

Questi sono:

  • sgridarlo in ritardo;
  • essere troppo duri;
  • avvicinargli il muso ai bisogni;
  • non permettergli di ringhiare;
  • essere incoerenti nell’educazione.

Guardiamo da vicino ciascuno di questi errori, e scopriamo insieme come evitarli.

Quando gridare il cane? Mai in ritardo!

Può capitare che ci accorgiamo in differita che Fido abbia lasciato un escremento sul parquet del salotto: sgridarlo in quel momento è assolutamente inutile e controproducente, perché il cane non capirà il motivo per cui lo stiamo rimproverando, associando ciò che sta facendo in quel momento a qualcosa di negativo.

In particolare, nei primi tempi dell’educazione sarà opportuno tenere d’occhio il cane in modo da coglierlo in flagrante ogni volta che fa qualcosa di proibito, ed agire d’anticipo. 

Ad esempio, se vediamo che sta per addentare una scarpa, allontaniamola da lui dicendo soltanto un deciso «NO!», di modo che Fido possa associare la negazione all’azione che era in procinto di compiere.

La stessa cosa, se siamo fortunati, ma soprattutto se siamo attenti ai suoi movimenti, possiamo attuarla quando fa i bisogni in casa in un altro luogo sbagliato. 

Quando vediamo il cane che annusa il pavimento in maniera insistente e compie giri su se stesso nel medesimo punto, dobbiamo sapere che sta scegliendo il posto per il suo escremento. In questo caso possiamo dirgli «NO!» e dissuaderlo dal continuare ciò che stava facendo.

Rimproveri eccessivi

Qualsiasi “guaio” abbia combinato il nostro amico a quattro zampe è importante non eccedere nei rimproveri: la ramanzina non deve durare più di un minuto e sono assolutamente da evitare atteggiamenti quali:

  • alzare la voce;
  • colpire il cane in qualsiasi modo;
  • essere violenti.

Difatti, questi 3 atteggiamenti non sortiscono alcun effetto positivo per Fido che perderà fiducia nella figura protettiva del suo padrone, andando a compromettere il rapporto con esso.

Basterà essere chiari e decisi nel dare al cane pochi comandi, come il «NO!» che è sempre efficace.

Se mentre lo sgridiamo vediamo che il cane inizia a compiere uno o più gesti insieme a quelli elencati qui di seguito, sarà opportuno fermarci (in quanto Fido sta manifestando il suo disagio), al fine di non causargli traumi:

  • sposta lo sguardo altrove;
  • si lecca in maniera compulsiva;
  • socchiude gli occhi;
  • scopre i denti;
  • ha lo sguardo sconsolato.

Avvicinare il muso agli escrementi

Una pratica terribilmente violenta che può portare conseguenze anche gravi per il cane: avvicinarlo con il muso ai suoi bisogni in primis non è efficace, perché come spiegato poc’anzi si tratta di un rimprovero in ritardo che Fido non riuscirà ad associare al comportamento per il quale si è reso necessario.

Quello che invece Fido potrebbe recepire da questo tipo di punizione è che deve mangiare le sue feci per evitare che ti arrabbi: le conseguenze gastrointestinali di questa ipotesi non sono da sottovalutare, oltre che ciò tende a costituire una cosa estremamente triste per il cane.

Sarà compito nostro mettere il cane in condizione di non aver necessità di fare bisognini in casa, o almeno nel posto sbagliato, portandolo in passeggiata sufficientemente spesso o fornendogli una traversina per i primi tempi da cucciolo. 

Premiarlo quando la farà nel posto giusto servirà a rafforzare il comportamento corretto.

Non permettergli di ringhiare

Non lasciar ringhiare Fido è un atteggiamento che spesso assumiamo, anche inconsapevolmente: immaginando che il suo ringhiare possa precedere il mordere, tendiamo a stroncare sul nascere questa manifestazione del cane, perdendo l’occasione per capire quello che intende esprimere.

In base alla casistica, il cane può ringhiare ad altri cani o alle persone per esprimere concetti quali:

  • «non avvicinarti, lasciami stare»;
  • «mi infastidisce ciò che fai, smettila».

Interromperli durante il loro ringhiare, rimproverandoli prematuramente, può essere controproducente in quanto può portarli a passare alla fase successiva, vale a dire quella dell’attaccare.

Diamo a Fido modo di esprimersi, censurarlo può innescare in lui reazioni più pericolose!

Essere incoerenti nell’educazione

Questo è un tipo di atteggiamento che i padroni assumono anche inconsapevolmente, ma facendoci caso, dopo aver letto quest’articolo, siamo certi che la cosa andrà a migliorare.

Il cane ha bisogno di regole, stabilità e sicurezza: se gli permettiamo di fare una cosa una volta, ciò deve valere sempre; viceversa, qualcosa di proibito deve restare tale, al fine di non confondere le idee di Fido.

Ad esempio, se permetti al cane di correrti incontro quando torni a casa, magari poggiandoti le zampe addosso, e improvvisamente un giorno preferisci evitare perché indossi un completo elegante, e lo scaccerai, Fido rimarrà perplesso, confuso e disorientato, credendo di aver fatto qualcosa di sbagliato.

Stessa cosa dicasi per il permesso di salire sul divano o sul letto: se questo permesso gli è stato accordato, non avrà senso interrompere la regola perché un giorno sentiamo di non volere ospiti al nostro giaciglio.

Infine, questo discorso vale anche per le richieste di cibo sotto la tavola durante i pasti: se abbiamo deciso di non assecondare questo fastidioso e nocivo comportamento di Fido, sarà bene informare tutti i nostri conviventi di questa scelta, e gli eventuali ospiti.

Non avrebbe senso che, improvvisamente, ciò che era proibito diventa permesso per Fido, quindi si raccomanda coerenza nella sua educazione.

Consigli e soluzioni

Quello che possiamo fare al fine di evitare di commettere gli errori descritti è prevenire: a differenza nostra, il cane non premedita le proprie azioni, vive nel presente almeno finché non impara determinate cose, ma per questo ci vuole tempo, specialmente se si tratta di un cucciolo.

Ridurre al minimo la possibilità di fare guai, per il cane sarà quindi un’ottima soluzione:

  • riporre le scarpe in alto o in un armadietto chiuso, di modo che Fido non vi abbia accesso;
  • tenere il cibo ben sigillato ed in un posto che il cane non può raggiungere;
  • fornire al cane giocattoli da masticare, in modo da offrirgli svago;
  • premiare sempre il cane quando è obbediente o quando ha un comportamento giusto, adottando un rinforzo positivo che è sempre efficace nella sua educazione;
  • far stancare Fido durante la giornata, con passeggiate ed esercizio fisico di modo da diminuire le sue energie la sera;
  • portarlo fuori un numero di volte durante la giornata che sia sufficiente affinché non abbia bisogno di trattenersi troppo o di fare pipì in casa.

Se dovessero esserci difficoltà nell’educare il cane sarà opportuno rivolgersi ad un etologo o ad un educatore cinofilo che sapranno gestire al meglio tutti i problemi comportamentali che Fido potrebbe presentare.