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Cosa fare in caso di intossicazione alimentare del gatto?

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Le piante sono una delle possibili cause di intossicazione alimentare del gatto.

© Pixabay

Conoscere i sintomi di intossicazione alimentare del gatto ci aiuta a poter agire tempestivamente: scopriamo cosa fare e quanto dura

Di Flavia Chianese

aggiornato il 08/02/21, 15:38

I nostri pet sono quotidianamente esposti a una miriade di sostanze potenzialmente tossiche, o potremmo dire addirittura illimitate. Eppure, i casi di avvelenamento nel gatto e nel cane non sono così frequenti se paragonati ad altre patologie. La realtà è che le intossicazioni negli animali sono spesso sottostimate.

Come potete ben immaginare infatti, la tempestività è tutto in questi casi, ma la necessità di un’azione rapida spesso non si concilia con le tempistiche (relativamente lunghe) delle attuali tecniche diagnostiche. Per questo motivo la sostanza tossica viene spesso messa in secondo piano, orientando tutti gli sforzi medici a ristabilire lo status fisiologico dell’animale. 

Nel caso particolare di intossicazione alimentare del gatto, dunque, risulta di grande importanza la stretta collaborazione tra il veterinario, il tossicologo e il proprietario dell’animale, che dovrà fornire quante più info possibili.

Ecco dunque una guida che vi aiuterà ad orientarvi su quelli che sono le principali fonti di intossicazione, cosa fare in caso di avvelenamento, i sintomi, e la durata di ognuna. 

Come nasce un'intossicazione alimentare del gatto?

Le intossicazioni alimentari del gatto si verificano meno frequentemente rispetto al cane. La loro natura diffidente e sospettosa, raramente li porta ad ingerire sostanze diverse da quelle che gli vengono abitualmente proposte.

Tuttavia i felini sono anche animali molto curiosi: l’attitudine a ingerire e masticare piante ad esempio, è più frequente nei cuccioli che stanno sviluppando la dentizione, ma anche la noia può essere un fattore determinante in grado di influenzare il comportamento “alimentare” del gatto.

Dopo quanto si manifesta?

La maggior parte delle emergenze da intossicazione alimentare del gatto, scaturiscono da un tipo di tossicità acuta, dove la dose ingerita è alta e i tempi in cui si manifestano i sintomi sono piuttosto brevi (nell’arco delle 24 ore).

Questo tipo di intossicazione può condurre a conseguenza inaspettate e talvolta letali.

Quali sono le sostanze che scaturiscono l'intossicazione?

Alcune sono insospettabili, altre più ovvie, ma quali sono le sostanze pericolose a cui il gatto è quotidianamente esposto?

  • Piante da interno e da esterno
  • Cibi innocui per gli uomini, ma pericolosi per il gatto (es. cipolla);
  • Farmaci di uso comune a cui il gatto risulta particolarmente sensibile, come il Paracetamolo. 
  • Detergenti e sanificanti (es. intossicazioni da candeggina)
  • Erbicidi e rodenticidi (veleno per topi)

Intossicazione alimentare del gatto: sintomi

La gravità dei sintomi di intossicazione alimentare del gatto varia non solo in base al tipo di sostanza ingerita, ma anche e soprattutto in relazione alla quantità e al tempo di esposizione dell’organismo ad essa.

Le intossicazioni alimentari generano comunque una sintomatologia aspecifica, a prescindere dalla sostanza che l’ha causata. I sintomi più ricorrenti di intossicazione sono:

  • Vomito
  • Diarrea
  • Ipersalivazione
  • Ipertermia
  • Difficoltà nella respirazione
  • Mucose pallide (cianosi)
  • Tremori
  • Crisi convulsive
  • Perdita di appetito 
  • Perdita di coscienza
  • Emorragie 
  • Debolezza muscolare e letargia

In caso di sospetta intossicazione, bisogna agire immediatamente contattando il veterinario e seguendo le sue istruzioni. I sintomi di intossicazione alimentare del gatto sono molto simili a quelli di altre malattie metaboliche: va dunque prima esclusa questa possibilità. 

Scopri nel nostro approfondimento come proteggere la salute del gatto

Quanto dura l’intossicazione alimentare del gatto?

La durata dell’intossicazione alimentare dipende ampiamente dalla prontezza del primo soccorso: prima il gatto riceverà le giuste cure mediche, minore sarà il tempo necessario ad eliminare la tossina.

Quando si agisce in tempi brevi la prognosi è eccellente: bastano pochi giorni per un totale recupero, anche se è sempre consigliabile che il gatto resti in osservazione in clinica per le prime 24 ore dal trattamento. 

Intossicazione del gatto: cosa fare?

In caso di intossicazione alimentare del gatto, non c’è tempo da perdere: tutto dev’essere atto a stabilizzare le sue funzioni vitali.

Altrettanto importante è procedere quanto prima alla decontaminazione gastrointestinale: l’induzione del vomito fa ottenere i risultati migliori quando il veleno è stato ingerito da non più di 30-60 minuti; anche se il vet potrà verificarne la presenza nello stomaco fino a 2-4 ore dopo l’ingestione con una semplice radiografia.

Indurre il vomito dunque non è sempre la scelta migliore, ma va concordata sempre prima con il veterinario. 

  1. Non provate a far vomitare il gatto prima del consenso del vet. Portatelo in un luogo ben ventilato: l’insufficienza ventilatoria può essere letale. 
  2. Contattate il veterinario e fornitegli quante più info possibili: il tipo e la quantità di tossico ingerita (se ne si è a conoscenza), il tempo trascorso dall’intossicazione, l’età e le possibili patologie del vostro gatto, in particolare se soffre di disfunzioni epatiche o renali.
  3. Mettete acqua fresca a disposizione del gatto.
  4. Sempre con il consenso del vet si può provare a indurre il vomito. Somministrare 2-5 ml di perossido di idrogeno (acqua ossigenata) al 3% per via orale, con una siringa senz’ago. 
  5. Seguite le istruzioni del veterinario, e qualora sia necessario recatevi quanto prima in pronto soccorso veterinario: se ne siete certi, portate con voi un campione della sostanza tossica.

Le intossicazioni alimentari sono un pericolo sempre dietro l'angolo: abbiate cura di tener lontane tutte le potenziali fonti di intossicazione, proprio come fareste con dei bambini!