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In cosa consiste la cataratta nel gatto?

Gatto con cataratta

Scopriamo tutto sulla cataratta nel gatto.

© Anna Krivitskaya / Shutterstock

Che cos’è la cataratta nel gatto? E come si cura? Cerchiamo di conoscere meglio questa patologia per riconoscerla e trattarla nel modo più opportuno.

Di Francesco Reina

aggiornato il

Come accade per molti umani non più giovanissimi, anche il nostro piccolo felino può ammalarsi. La cataratta nel gatto, ad esempio, è una patologia oculare tipica degli esemplari in età avanzata ed è costituita da un’opacizzazione progressiva del cristallino, una lente che permette di convogliare la luce alla retina per elaborare le immagini.

Nella maggior parte dei casi si tratta di una malattia che insorge con l’età e peggiora progressivamente fino a stabilizzarsi, ma esistono anche cataratte di origine congenita, ereditaria o secondarie a traumi o malattie.

Peraltro, si riscontra con maggiore frequenza nel cane piuttosto che nel gatto e può essere più o meno estesa e mono o bilaterale (cioè riguardare uno o entrambi gli occhi).

Quali sono i sintomi della cataratta nel gatto?

Pensiamo ai nostri occhiali: se le lenti sono sporche o graffiate, non riusciamo a vedere nitidamente e non siamo in grado di muoverci come vorremmo! La stessa cosa accade ad un cristallino opacizzato ed il micio affetto da cataratta risulta impacciato e goffo nei movimenti a causa anche del calo della vista che si verifica parallelamente. 

È comunque vero che il gatto dispone di alti organi sensoriali sensibilissimi, come l’udito (grazie alle orecchie orientabili) ed il tatto (per mezzo delle vibrisse) ed è pertanto in grado di compensare molto bene la situazione e trovare un proprio equilibrio nonostante la patologia.

Tuttavia, è opportuno intervenire precocemente per rimuovere il problema prima che diventi irreparabile e garantire al nostro piccolo felino un’esistenza serena e caratterizzata, ancora a lungo, da grandi balzi ed acrobazie!

Come viene diagnosticata?

Sebbene la diagnosi di cataratta nel gatto possa essere fatta solo da un veterinario, riconoscerla è piuttosto semplice: oltre ai sintomi di cui abbiamo parlato, l’occhio appare bianco e opaco, come se fosse coperto da una patina uniforme ed omogenea nella zona della pupilla.

Si tratta del segno più comune e facilmente identificabile, pertanto, se ne abbiamo il sospetto, occorre sottoporre il gatto ad una visita veterinaria per confermare la diagnosi.

Il veterinario, tramite la visita con oftalmoscopio ed alcuni test specifici, identifica il grado di estensione e gravità della cataratta e può avvalersi dell’aiuto di uno specialista oculista per approntare la cura più efficace.

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Come curare la cataratta nel gatto?

In realtà non esistono grandi alternative: le terapie conservative a base di colliri non sono quasi mai efficaci, pertanto l’opzione migliore resta quasi sempre l’intervento chirurgico.

Chiaramente bisogna valutare con attenzione le condizioni di salute generale del gatto per valutare l’impatto dell’anestesia, soprattutto in relazione all’età. Nella maggior parte dei casi, si tratta comunque di un intervento piuttosto ben tollerato e consiste, nei casi più semplici, nella “pulizia” del cristallino esistente o nella sua sostituzione con uno artificiale in quelli più complessi.

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Solitamente la prognosi è favorevole e, a seconda della precocità dell’intervento e dell’estensione della cataratta, possiamo aspettarci un recupero funzionale più o meno completo.

Purtroppo, anche se raramente, non possono essere esclusi casi di recidive in cui è necessario intervenire nuovamente e talvolta, seppur in percentuali molto basse, la ricomparsa completa della patologia.

I gatti sono animali straordinari e dotati di occhi straordinariamente attrezzati per la vista notturna e la caccia. Dobbiamo quindi fare in modo di tenerli sempre efficienti prevenendo patologie come la cataratta che possono essere risolte in modo molto efficace.

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