News :
wamiz-v3_1

Che razza di cane fa per te?🐶🐶🐶

Pubblicità

HIV felina: cosa comporta la FIV nel gatto

gatto malato per terra advice

L'HIV può colpire anche i gatti e si chiama FIV. Scopriamo di cosa si tratta.

© Pixabay

La FIV nel gatto rappresenta l'HIV felina. Scopriamo quali sono i sintomi di questa malattia, la sua trasmissione e quanto vive un gatto affetto da FIV.

Di Anna Paola Bellini

L’HIV felina è una malattia virale che può colpire il nostro gatto. Chiamata anche AIDS felina o FIV del gatto, si tratta di una malattia virale molto contagiosa per i mici.

Ma è trasmissibile all’uomo? Quali sono i suoi sintomi? Quanto vive un gatto affetto da AIDS? Scopriamo di seguito tutto quello che c’è da sapere sulla FIV.

Come capire se il gatto ha la FIV?

I sintomi dell’HIV felina sono soprattutto infezioni batteriche, poiché il retrovirus responsabile di questa malattia provoca, prima di tutto, un’immunodepressione (abbassamento delle difese immunitarie). Altri sintomi manifesti della FIV del gatto sono:

L’incubazione dell’HIV felina può avvenire anche in diversi anni e durante questo periodo il gatto positivo alla FIV può anche non manifestare alcun sintomo, ma essere egualmente contagioso per i suoi simili.

Sintomi della FIV nei diversi stadi della malattia

Di norma, si divide l’evoluzione della malattia in quattro stadi ai quali corrispondono diversi sintomi.

  1. Il primo è l’incubazione (che, come detto, può durare anche anni).
  2. Il secondo è una fase di latenza in cui il micio presenta febbre, diarrea, congiuntivite e aumento del volume di linfonodi. A questo stadio il virus dell’immunodeficienza felina si trova nei linfonodi dove comincia ad attaccare il sistema immunitario.
  3. A questa fase segue quella della riacutizzazione dove, se si effettua il test per la ricerca del virus questo risulterà positivo, poiché è ormai manifesto (anche se può capitare un’altra fase di latenza in cui il virus torna ad essere “nascosto").
  4. Infine, c’è la fase terminale in cui le difese immunitarie del gatto crollano molto rapidamente, portando alla moltiplicazione delle infezioni secondarie e al decesso. 

Diagnosi della FIV 

La diagnosi di FIV nel gatto si effettua tramite esame del sangue. Se il test risulterà positivo vuol dire che il gatto è malato, anche se il test è negativo però non è detto che il micio sia sano.

Come abbiamo visto, infatti, esistono due possibili fasi di latenza in cui il virus non può essere reperito. 

Come si trasmette la FIV tra gatti?

Il virus responsabile della FIV, come nel caso della FeLV, è un retrovirus. La trasmissione avviene per contatto diretto tra gatti infetti e un gatto sano attraverso la saliva, la placenta (da madre a figlio) o durante l’accoppiamento.

Il virus può anche essere presente nel latte materno e contaminare quindi i cuccioli durante il periodo dell’allattamento. 

L'aids felina è contagiosa per l'uomo? 

La risposta è no, come nel caso della leucemia felina, anche la FIV non è trasmissibile all’essere umano. Anche se il retrovirus che colpisce il gatto si comporta analogamente all’HIV umano non è possibile trasmettere la malattia all’uomo.

Curare un gatto con la FIV

Il trattamento per la FIV è molto duro e a base di antibiotici, interferone felino o di corticosteroidi che possono alleviare i sintomi e la sofferenza dell’animale, ma non possono arrestare la malattia. Non esiste una cura per questa malattia e purtroppo ad oggi nessun vaccino è disponibile per l’HIV felina. 

Cure omeopatiche per la FIV

Abbiamo visto che non esiste una cura per l’HIV felina, ma che da un punto di vista farmacologico si tende a somministrare al gatto fiv positivo dei medicinali che possano combattere i sintomi della malattia.

Tali cure possono anche essere omeopatiche (previo consulto del medico veterinario) a base di:

  • omega 3,
  • ribes nero;
  • micoterapia;
  • curcuma;
  • glutatione. 

Quanto vive un gatto con la FIV?

Abbiamo visto che l’incubazione della malattia può durare anche anni. Inoltre se il gatto vive in appartamento (cioè in un ambiente protetto), amato, coccolato, accudito e lontano da particolari stress, grazie all’ausilio dei medicinali può vivere in casa conducendo una vita lunga e normale.