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Che razza di cani fa per te?🐶🐶🐶

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Pet therapy con gatti: cos'è e quali sono i benefici

padrona con gatto al buio advice © Pixabay

Stai cercando informazioni sulla pet therapy? Farla con i gatti può portare tanti benefici! In questo articolo troverai tutte le informazione che ti servono per risolvere i tuoi dubbi.

Di Claudia Scarciolla

La pet therapy, detta anche zooterapia, è un tipo di intervento assistito effettuato con gli animali con il fine ultimo di creare attività ludiche, educative e terapeutiche, guidate da un addestratore e animale preparato. La zooterapia viene svolta in particolare con cani e gatti, ma non solo, a seconda del tipo di pianificazione terapeutica è possibile che vengano usati altri animali quali maiali da compagnia, pesci, cavalli, delfini, asini e uccelli.

Pet therapy: cos’è e come funziona?

L’obiettivo della pet therapy è quello di creare un rapporto esclusivo tra umano e animale al fine di creare uno stato di benessere nella persona. Si distinguono diverse categorie. Una prettamente ludica ed educativa e l’altra terapeutica che ha come fine principale quello di essere associata a terapie psicologiche comportamentali. Tra queste anche la terapia assistita con gli animali di tipo psicomotorio che viene implicata per la cura di soggetti affetti da patologie cerebrali quali il morbo di Parkinson, l’Alzheimer, disturbi emotivi e psicologici quali depressione, nevrosi e psicosi.

La zooterapia è da sempre stata uno strumento terapeutico ritenuto efficace, dagli studiosi, per la cura di patologie mentali e disturbi emotivi o per la riabilitazione. Per approcciarsi e poter praticare questo tipo di terapia, infatti, si devono seguire dei corsi di pet therapy che formino coloro che seguono e accudiscono il cane, gli assistenti, i responsabili delle sedute e il soggetto che ne ha bisogno. A livello legislativo di messa di in pratica, la terapia con l'animale da compagnia, in Italia, è regolata dalle regioni.

I benefici della pet therapy con i gatti

Perché vivere con un gatto? E quali i vantaggi derivati? È stato comprovato come il contatto dell’uomo con un animale da compagnia, instauratosi durante le sedute di pet therapy, aiuti a migliorare la propria autostima, la propria socialità con gli altri. Agendo come un calmante sul sistema circolatorio e sul cuore, questo tipo di terapia consente di ridurre i livelli di stress, ansia, paura e migliorare, in linea generale, tutto il proprio stato psicologico. Le fusa del gatto, ad esempio, sono uno degli stimoli più percettibili e benefici che il soggetto in terapia può da subito constatare. Il programma associato alla zooterapia permette di agire su differenti sfere del benessere terapeutico e comportamentale.

  • Aiuta la ripresa motoria e del movimento, nell’acquisizione di una maggiore autostima di sé.
  • Migliora la padronanza linguistica, comunicativa e sociale che si estende anche a voler partecipare con maggiore motivazione alle attività di gruppo.
  • Supporta chi soffre di depressione, ansia e solitudine, permette di ridurre gli stati d’ansia, favorisce nei bambini l’apprendimento dell’empatia e alla loro crescita.
  • Offre una maggiore apertura emotiva e psicologica tra lo psicologo e il paziente.

Per i suoi giovamenti di natura psico-emotiva, ma anche fisica, la terapia dell’animale da compagnia risulta essere vantaggiosa per pazienti ospedalizzati per lungo e medio periodo per disturbi cardiovascolari o sotto chemioterapia, per i reduci di guerra - basti pensare che dopo la seconda guerra mondiale molti dei soldati sconvolti dalle atrocità vissute a quel tempo, si sarebbero ripresi grazie alla compagnia dei cani - e vittime di traumi, per i bambini autistici o che presentano disturbi comunicativi (come dimostrato dallo studioso Boris Levinson che per primo ne teorizzò i primi benefici negli anni ‘60) e per tutti coloro che soffrono di disordini e disturbi psicologici. La presenza di un animale da compagnia, come ad esempio il gatto, permette di abbassare il livello di ansia in presenza di un medico.

Pet therapy con i gatti: quali i rischi?

A parte l’amore incondizionato per questi felini con cui si passa molto tempo insieme, l’unico rischio derivato dalla pratica di questo tipo di terapia è l’allergia al pelo del gatto o del cane. Gli animali utilizzati per scopi terapeutici, infatti, sono controllati e selezionati in base a caratteristiche ben precise. Non deve essere aggressivo, deve amare l’essere coccolato e accarezzato a lungo (in modo particolare con i gatti), deve essere prevedibile e non scattare suscitando reazioni nel soggetto in terapia.

Il tutto deve essere calibrato sin dall’inizio della terapia, affinché si garantisca un’esperienza positiva. In rarissimi casi, se stuzzicato o mal accarezzato, un gatto o un cane può reagire graffiando o mordendo il paziente. Invece, su persone che soffrono di ansia e depressione è possibile che si instauri un comportamento di tipo possessivo, nei confronti del gatto o del cane presente durante le sedute.

Le razze migliori di gatti per pet therapy

Nella terapia dell’animale d’affezione, il gatto ha un ruolo centrale poiché vive la sua vita in maniera autonoma, allegra ed è molto affettuoso. Allevia lo stress, grazie alle fusa, non giudica il suo padrone e lo ama incondizionatamente, a modo suo. Per quanto riguarda i gatti per pet therapy, la scelta dell’animale è importantissima.   Non si possono definire esattamente quale razza di gatto è più propensa a svolgere questo ruolo e quale meno. Si sa, però, che ogni animale ha il proprio carattere.

Il responsabile che si avvale di un gatto per svolgere le sedute di terapia, dunque, può prediligere razze di gatti conosciute per essere più affettuosi, come il Siamese, il Ragdoll, lo Sphynx oppure esemplari di felini adulti dal carattere dolce e mansueto. Questa terapia è una modalità in cui l’uomo avendo contatto con la natura, ritrova se stesso e allontana lo stress, rispettando e prendendosi cura di un altro essere vivente. Non c’è terapia migliore che abbracciare il proprio animale da compagnia.