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Come far passare l'allergia al pelo del gatto?

gatto peloso dorme dà allergia

Cosa fare in caso di allergia al pelo del gatto?

© Pixabay

L’allergia al pelo del gatto è un disagio vissuto da gran parte della popolazione. Talvolta, così com’è comparsa se ne va; altre volte, invece, peggiora. Esistono dei rimedi per ridurre la propria rinite e noi li abbiamo raccolti in questo approfondimento tutto da leggere!

Di Clara Amodeo

aggiornato il 08/02/21, 15:40

Quando si è in procinto di acquistare o adottare un felino un punto importante da non sottovalutare è quello rappresentato dall’allergia al pelo del gatto che colpisce ogni anno moltissimi tra adulti e bambini.

E se gli effetti collaterali più diffusi sono rinite allergica, congiuntivite allergica, prurito al naso, sintomi cutanei e sintomi respiratori (tra cui occlusione delle vie respiratorie o, addirittura, difficoltà respiratorie), non bisogna tuttavia dimenticare che i rimedi esistono e sono efficaci per la maggior parte dei soggetti che li assumono.

Perché si è allergici al pelo del gatto?

Ma prima di iniziare ad approfondire il tema dei rimedi ai sintomi dell’allergia al gatto è bene sfatare un falso mito: il termine “allergia al gatto”, infatti, non definisce con precisione chi sia la causa di questo fastidioso disturbo.

Vera responsabile di tale fenomeno è infatti la proteina fel d1, contenuta per la maggior parte nella saliva del gatto e in alcune sue ghiandole sebacee.

Perché si parla di allergia al pelo del gatto allora? Facile: nei momenti di toeletta il felino lecca i suoi arti, depositando così l’ormone sul pelo e veicolando l’allergia nell’aria.

Cosa deve fare chi soffre di allergia al pelo del gatto?

La risposta è in una semplice quanto fondamentale parola d’ordine: pulizia.

Per prima cosa, infatti, è bene tenere pulite le zone della casa che il micio occupa con maggiore frequenza: buona pratica è quella di cambiare spesso le lenzuola, i copri divani e i tappeti, ma anche la lettiera che deve essere maneggiata indossando i guanti e la mascherina per evitare il più possibile il contagio.

Anche l'animale domestico, poi, va regolarmente pulito tramite l’uso di appositi prodotti, oltre che spazzolato.

Per evitare spiacevoli inconvenienti (tra cui una reazione infastidita dello stesso felino) è buona cosa affidarsi a specialisti esperti del mestiere, che sapranno come muoversi e quali sostanze usare.

Infine, anche noi dobbiamo tenere pulito il nostro corpo: per esempio, lavarsi le mani dopo avere accarezzato il nostro amico a quattro zampe diminuisce il rischio di veicolare il pelo a occhi, naso e bocca.

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Ma come si manifesta un'allergia?

Un'allergia è un'ipersensibilità del sistema immunitario a sostanze tipicamente innocue per le persone o per l'ambiente.

La diagnosi delle allergie si effettua tramite esami della pelle o del sangue basando, poi, il trattamento sulla prevenzione: diminuire drasticamente il contatto con l'allergene.

Esistono dei trattamenti per le persone allergiche?

La cura farmacologica è di tipo sintomatologico e palliativo, mira ad attenuare i sintomi dando sollievo al paziente senza però agire sulla causa primaria. Solitamente si utilizzano steroidi, antistaminici e, nelle reazioni più gravi, l'adrenalina (epinefrina).

A prescindere dal trattamento e dalle cause dell'allergia al pelo del gatto, non è semplice convivere con un essere vivente a cui si è allergici senza limitare gli spazi e lo stile di vita dell'inquilino peloso.

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Niente allergie con i gatti Siberiani

Ma una buona notizia arriva direttamente dal mondo animale: chiunque voglia tenere in casa un felino senza rischiare di compromettere la salute deve sapere che esiste una forte correlazione tra l’allergia e gli studi sul gatto siberiano ipoallergenico.

Si tratta, infatti, di una razza che, agile, robusta e dal pelo molto lungo, non veicola l’allergia tramite la sua saliva.

Il motivo è presto detto: il siberiano, abituato a vivere nelle zone umide e gelide della Russia, ha il pelo idrorepellente: pertanto, la sua saliva vi si deposita in quantità molto minore rispetto ad altre razze, migliorando sensibilmente la condizione degli allergici.

Ma è bene fare attenzione: anche il siberiano, per quanto anallergico, è pur sempre portatore della proteina fel d1 che veicola l’allergia nell’uomo. Come tale, dunque, va accudito e pulito come i suoi “cugini” di altre razze, lavato una volta al mese e, in generale, “testato” nelle sue proprietà anallergiche con un breve periodo di convivenza.

Se, alla fine di questo lasso di tempo, il disturbo non si manifesta, allora il siberiano è la scelta più adatta.

È possibile l'allergia al pelo del gatto nei bambini?

Anche i bambini possono soffrire di allergia ai gatti: per loro è consigliabile, in prima battuta, fare i prick test, test cutanei effettuabili a casa o presso un allergologo che certificano la presenza di allergia al gatto con sintomi cutanei visibili.

Qualora il test dia esito positivo, si apre un’ampia gamma di possibilità per curare l’allergia: da una parte ci sono i farmaci, tra cui antistaminici, spray nasali, colliri o addirittura i vaccini.

Ma, trattandosi di bambini, è possibile curare l’allergia al pelo del gatto anche con rimedi naturali: tra questi ricordiamo l’olio di Perilla, per il trattamento di diverse patologie allergiche, la rosa canina e l’Eufrasia per lenire la lacrimazione degli occhi.

Posso sviluppare l'allergia ai peli del gatto in età adulta?

A volte la vita può riservarci delle brutte sorprese, e una di queste può presentarsi sottoforma di allergia in tarda età. Non tutte le ipersensibilità immunitarie rispetto ad una sostanza sono esacerbabili sin da piccolini, alcune diventano clinicamente manifeste in età matura.

La colpa è sempre nel DNA: il nostro bagaglio genetico contiene tutti i mattoncini che comporranno la nostra vita biologica, comprese le allergie. Infatti è possibile sviluppare l'allergia ai gatti quando si è ormai avanti con l'età.

Esposizioni continuative e ripetute alla proteina fel d1 possono scatenare da un momento all'altro una reazione allergica che il nostro codice genetico già aveva previsto.

Da una parte ci sono dunque le classiche allergie che ci colpiscono fin da bambini, come ad esempio la dermatite topica dovuta ai primi contatti con alimenti come uova e latte, e dall’altra ci possono essere altre allergie come riniti allergiche, congiuntivite o crisi asmatiche, che possono svilupparsi per la prima volta anche oltre i 50 o 60 anni di vita.

Come comportarsi in questi casi? Bisognerà fare esattamente le stesse cose rispetto a chi, sin da piccolo, soffre di allergie.

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Articolo revisionato da

giuseppe-terlizzi



Giuseppe Terlizzi
Medico veterinario