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Cos'è la miocardiopatia ipertrofica del gatto?

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La miocardiopatia ipertrofica è un comune disturbo cardiaco del gatto.

© Shutterstock

La miocardiopatia ipertrofica è uno dei disturbi più comuni che colpisce il gatto. Anche i cani e noi umani possiamo soffrirne, perciò può risultare di grande aiuto comprendere più nel dettaglio questa patologia cardiaca.

Di Flavia Chianese

Pubblicato il 19/06/20, 21:36

La miocardiopatia ipertrofica (HCM) del gatto è un ispessimento (ipertrofia) del muscolo del cuore, il miocardio.

Si registra una maggiore incidenza della patologia tra i 5 e i 7 anni, e colpisce più frequentemente i gatti maschi.

Tale condizione può rimanere “latente” per molti anni, o manifestarsi con una sintomatologia specifica che andremo a vedere.

Com’è fatto il cuore del gatto?

Il cuore è un muscolo formato da due metà “speculari”, ma con funzioni diverse. Ogni metà comprende due camere: un atrio e un ventricolo.

Il ventricolo destro pompa il sangue ricco di anidride carbonica verso i polmoni.

Il ventricolo sinistro, pompa invece il sangue ricco di ossigeno e nutrimenti a tutti i distretti corporei, e riceve una “risposta ormonale” positiva che indica che ogni distretto è stato irrorato completamente.

Quando questo non accade, le pareti del ventricolo sinistro, già normalmente più spesso, aumentano ancor più di volume per compensare la gittata cardiaca e pompare più sangue: questo ispessimento si chiama ipertrofia

Cos’è la Miocardiopatia ipertrofica del gatto?

La cardiomiopatia ipertrofica del gatto è una patologia in cui il ventricolo sinistro si ispessisce internamente, causando una diminuzione della quantità di sangue che il ventricolo stesso può contenere: di conseguenza verrà pompata anche una minore quantità di sangue nell’organismo. 

Trattasi di ipertrofia ventricolare concentrica, cioè il ventricolo si ispessisce verso l’interno. La patologia “opposta” è la cardiomiopatia dilatativa.

Cause della cardiomiopatia ipertrofica

Le cause della MHC possono essere:

Congenite

C'è un'apparente predisposizione genetica per questa condizione, che di solito si presenta in giovane età.

Alcune razze sembrano molto predisposte, come nel caso del Maine Coon.

Il ruolo della genetica non è stato definitivamente confermato in altre razze, anche se qualche associazione è stata documentata negli Shorthairs Americani, nei Ragdoll e nel Persiano

Acquisite

Sono più frequenti nei gatti adulti e nei gatti anziani. La patologia si sviluppa in seguito ad altri disturbi, come ad esempio un restringimento dell’Aorta, l’ipertensione o l’ipotiroidismo.

Come si manifesta? Le varie fasi della Miocardiopatia ipertrofica

L’ispessimento del ventricolo può portare a manifestazioni differenti: 

Fase asintomatica

Se la HCM è lieve il gatto potrà rimanere privo di sintomi anche per tutta la vita.

In questa fase il veterinario potrà percepire il soffio al cuore, perciò sottoponete il vostro gatto a controlli periodici. 

Fase con difficoltà respiratorie

La difficoltà respiratoria (dispnea) del gatto è dovuta solitamente ad un versamento polmonare (edema polmonare) o ad un versamento pleurico (liquido che entra nello spazio della pleura, la membrana che circonda i polmoni).

Fase con tromboembolismo

Dovuta al continuo ristagno di sangue, che provoca la formazione di coaguli che entrano in circolo (trombi) e possono andare ad ostruire i vasi, solitamente quelli localizzati negli arti posteriori.

Ecco perché il gatto in questa fase potrebbe avere difficoltà a camminare, zampe fredde e pelle bluastra in prossimità delle unghie: tutti sintomi indicativi di un insufficiente apporto di sangue. 

Sintomi della cardiomiopatia ipertrofica

I sintomi di questa malattia cardiaca sul gatto sono:

  • Debolezza;
  • Letargia;
  • Incapacità di tollerare l'esercizio fisico o lo sforzo;
  • Perdita di appetito (anoressia);
  • Difficoltà di respirazione (dispnea);
  • Decolorazione bluastra dei cuscinetti dei piedi e delle unghie;
  • Improvvisa paralisi degli arti posteriori (talvolta freddi);
  • Collasso.

Diagnosi

Per diagnosticare la malattia il veterinario vi chiederà informazioni sul suo quadro di salute generale, comprese tutte le informazioni di cui disponete sul background genetico del vostro gatto.

All’esame fisico il veterinario potrà rilevare grazie al fonendoscopio, suoni cardiaci anormali (ad es. respiro smorzato, ritmo galoppante, crepitii).

In questo caso si potrà procedere con un ECG che può aiutare il veterinario a determinare l’origine degli stessi.

Per diagnosticare la cardiomiopatia ipertrofica bisognerà escludere altre malattie cardiache, e risulteranno utili la radiografia, ma soprattutto l’ecografia cardiaca.

Ecografia cardiaca

L’ecografia cardiaca sarà in grado di evidenziare meglio l’ispessimento delle pareti, o eventualmente l’ispessimento della valvola mitrale (che controlla il flusso di sangue dal ventricolo sinistro all’atrio sinistro).  

Andranno effettuati ulteriori controlli per escludere ipertensione, e le analisi degli ormoni tiroidei: ipertensione e ipertiroidismo hanno sintomi clinici molto simili (letargia, respiro corto, ritmo cardiaco irregolare.

Test genetico


Esiste inoltre un test genetico da poter effettuare nel caso in cui la malattia sia congenita e la razza sia tra le più predisposte, ma viene solitamente effettuato dagli allevatori per poter verificare la presenza della malattia. 

Trattamento della miocardiopatia ipertrofica del gatto

La terapia dipende dalla gravità della malattia e dalle condizioni generali del gatto.

Nei casi più gravi potrebbe essere necessario il ricovero, soprattutto se è subentrata un’insufficienza cardiaca congestizia (come accade di frequente).

Potrebbe essere necessaria l’ossigenoterapia. 

Terapia farmacologica

Ci sono diversi possibili farmaci che possono essere usati per trattare la cardiomiopatia ipertrofica, da somministrare solo se prescritti dal veterinario, diversamente potrebbero essere letali per il gatto. Ecco i principi più utilizzati:

  • Aspirina per diminuire il rischio di coaguli di sangue;
  • Diltiazim per rallentare la frequenza cardiaca, trattare i battiti cardiaci irregolari, ed Betabloccanti per rallentare la frequenza cardiaca, correggere i battiti cardiaci irregolari e controllare il blocco del flusso sanguigno. Questi non vengono utilizzati se il gatto ha un'insufficienza cardiaca congestizia;
  • Warfarin per prevenire la coagulazione del sangue;
  • Furosemide (diuretico) per rimuovere il fluido in eccesso dal corpo;
  • Spironolattone (un diuretico usato a volte in combinazione con la furosemide) per gatti affetti da insufficienza cardiaca congestizia;
  • Unguento alla nitroglicerina, per migliorare il flusso dilatando il ventricolo e le arterie.

Cosa fare se il gatto ha la miocardiopatia ipertrofica?

Il gatto affetto da HCM può essere sottoposto a stress che potrebbe affaticare il suo cuore e peggiorare le condizioni, dunque forniamogli un luogo tranquillo e che lo faccia sentire al sicuro.

Inoltre una dieta a basso contenuto di sodio, è consigliata soprattutto in caso di insufficienza cardiaca congestizia, per mantenere stabile la pressione nel sangue.