Tutti gli annunci di adozione🐶

PubblicitĂ 

Qual è la vita media di un gatto? Ecco come farla vivere al meglio

Gatto tigrato disteso per strada advice

Scopriamo come migliorare la vita media del gatto.

© Pixabay

Che si tratti di domestico o randagio, la vita media di un gatto varia a seconda di certi fattori esterni: ecco quali (e come porre loro rimedio) e come migliorare l'aspettativa di vita del vostro amico a quattro zampe.

Di Clara Amodeo

Pubblicato il 19/03/20, 17:20

Una volta che si aprono le porte di casa a un micino, l’aspettativa è quella di passare il resto del proprio tempo assieme. Eppure, la vita media di un gatto è assai diversa da quella di un essere umano: oltre a essere più breve (è all’incirca 6 volte più corta della nostra), cambia infatti anche a seconda di molti fattori da tenere in considerazione.

Parliamo non solo della razza ma anche delle sue condizioni di vita, dell’alimentazione che gli proponiamo, dell’attività motoria che è in grado di fare, dei rischi che corre dentro e fuori casa e, in generale, della serenità che siamo in grado di fornirgli durante il corso della sua intera vita.

In questo articolo vediamo dunque quanto vivono i gatti in media e quali sono i consigli da mettere per permettere al nostro amico pelosetto di vivere il più a lungo possibile.    

Qual è la vita media di un gatto domestico?

Per definire per ogni gatto la durata media della vita è bene inizialmente operare una distinzione sostanziale del suo stile di vita e dell'ambiente in cui vive, ossia se si tratti di un gatto domestico o di uno randagio.

Nel primo caso, infatti, ci riferiamo a un gatto che, grazie a certe comodità e determinati comfort, ha una vita media certo più lunga dei suoi simili che vivono per strada.

La vita media del gatto domestico, dunque, si aggira tra i 15 anni e i 20 anni (che è anche la durata della vita media di un gatto europeo). 

È tuttavia impossibile determinare in linea generale quanto può vivere un gatto dal momento che ognuno di loro è un mondo a sé: taluni, infatti, possono essere colpiti da patologie o malattie più o meno invalidanti che renderanno la loro vita più breve di quanto indicato (è il caso, per esempio, della vita media di un gatto con tumore al fegato, dell'aspettativa di vita di un gatto diabetico o di uno che ha la HIV felina), mentre altri saranno più fortunati e avranno vita più lunga.

In generale, nel caso di un gatto sano, un animale accolto in un famiglia comincia a diventare anziano attorno al decimo anno di vita, quando inizia a perdere atleticità e vivacità, diventando più solitario e pigro, a volte anche più svogliato.

In molti, poi si chiedono quanto dura la vita media di gatte sterilizzate e di gatti castrati: beh, in questo caso possiamo asserire che tali operazioni sembrano allungare la vita dell’animale!

E quanto vive un gatto vegano?

Diverso il caso della vita media di un gatto vegano: si tratta, infatti, di un regime alimentare molto dannoso per i nostri amici a quattro zampe che rischia di mettere a serio repentaglio l’aspettativa di vita di qualunque gatto sia diventato (non certo per propria libera scelta) vegano.

E la vita media di un gatto randagio?

Parliamo, in questo secondo caso, di un gatto che non può godere dei comfort di un gatto di razza che sta in casa e che, come tale, vive in condizione estreme, sia per quanto riguarda l’esposizione alle intemperie e la scorretta alimentazione, sia per quanto riguardano i rischi dettati da una vita senza protezione alcuna.

Per questo, la vita media del gatto randagio non supera gli 8 anni e quando adottiamo un gatto randagio, dobbiamo quindi sapere se prima ha avuto malattie infettive o disavventure in modo da rendere la sua vita il meno breve possibile.

Come migliorare la vita media di un gatto?

Se non è possibile aumentare matematicamente gli anni di vita di un gatto, di sicuro è possibile migliorare la qualità della vita felina attraverso qualche semplice attenzione:

  • fornendo al gatto un’alimentazione corretta e di qualità;
  • idratandolo quanto basta non solo con ciotole di acqua fresca e pulita ma anche con cibo umido;
  • portandolo dal veterinario con regolarità e se si notano sintomi o anomalie
  • dandogli la possibilità di muoversi molto, dentro e fuori casa, per scongiurare il rischio dell’obesità, una patologia tra le più comuni che, tuttavia, se non curata con le giuste pratiche, rischia di causare danni e complicazioni, anche seri, alla vita del gatto.