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Perché il cane segna il territorio in casa e come evitarlo?

cane alza la zampa per orinare vicino un muro advice

Alcune volte il cane segna il territorio in casa.

© Shutterstock

Può accadere che il cane segni il territorio in casa: scopriamo insieme le ragioni che lo spingono a farlo, cosa significa nella comunicazione canina e come fare per impedirglielo.

Di Serena Esposito

Quella che andiamo a trattare oggi è una problematica comune a molti padroni: il loro cane segna il territorio in casa. Una pratica questa che risulta piuttosto sgradita a noi umani, e si traduce nella necessità di pulire continuamente anche quelle poche gocce di pipì che Fido lascia in giro.

Ma conosciamo le ragioni che spingono il nostro animale domestico a imbrattare muri, battiscopa e piedi dei tavoli? Sappiamo quanto sia importante per lui questo tipo di comunicazione? Scopriamolo insieme.

Il cane marca il territorio: perché?

La comunicazione del cane, maschio o femmina che sia, si basa su moltissime diverse fenomenologie e manifestazioni, che vanno dal suono del guaito alla marcatura del territorio.

In particolare, il cane marca il territorio per lasciare informazioni di precisione sorprendente su se stesso, al suo prossimo: attraverso i feromoni contenuti nelle gocce che lascia quando marca il territorio, gli altri cani che si avvicineranno a quel luogo sapranno svariate cose su chi li ha preceduti.

Le informazioni che Fido lascia quando marca il territorio sono tra le più svariate:

  • il proprio stato di salute, il proprio sesso e la propria età;
  • la gerarchia sociale;
  • l'eventuale disponibilità per l’accoppiamento (in caso che sia una femmina);
  • l’appartenenza di determinati oggetti/persone/luoghi;
  • la propria autorità;
  • la propria presenza.

Inoltre, c’è da sapere che il cane può marcare il territorio in ben tre modi diversi, e non soltanto con l’urina, come siamo soliti credere, bensì anche con le feci, seppur in misura minore e con l’odore del corpo. 

Quest’ultimo metodo è rappresentato da quei momenti in cui il cane si rotola su una superficie o su un oggetto.

E quando il cane segna il territorio in casa perché lo fa?

Avendo conosciuto i motivi che spingono un cane a marcare il territorio a questo punto la domanda sorge spontanea: perché farlo anche dentro casa?

Ebbene, le ragioni per cui un cane inizia a marcare il territorio in casa, quando non l’aveva mai fatto prima, possono essere molteplici, ma tendenzialmente sono dovute tutte alla presenza di un disagio o di problemi comportamentali:

  • stress;
  • ansia da separazione;
  • insicurezza;
  • cambiamento dello status quo: un esempio di questo tipo di disagio è rappresentato dall’arrivo di un neonato, o di un altro animale in famiglia, un trasloco, oppure la presenza continuativa di persone nuove;
  • disfunzioni del tratto urinario.
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Queste possono essere le cause scatenanti dell’insorgenza di questo sgradevole atteggiamento da parte di Fido, ma è bene tenere a mente che la sterilizzazione in giovane età garantisce quasi sempre che il cane non marchi il territorio con la pipì in casa.

In ogni caso se il problema dovesse presentarsi sarà saggio recarsi dal veterinario per scongiurare la presenza di infezioni e/o disfunzioni del tratto urinario.

La differenza tra la pipì e il marcare il territorio

Prima di andare a spiegare come evitare che il cane marchi il territorio in casa sarà opportuno fare una dovuta precisazione: c’è una sostanziale differenza tra la semplice pipì e la marcatura, in quanto sono due azioni completamente differenti, mosse da scopi differenti.

Sebbene anche tramite l’urina vengano rilasciati feromoni utili alla marcatura, possiamo distinguere le due azioni in primis in base alla quantità di liquido che le compone: quando il cane vuole marcare il territorio gli bastano poche gocce di urina mista a feromoni per ottenere il proprio scopo.

Diverso discorso si deve fare nel caso in cui il cane debba semplicemente liberarsi, mediante un bisogno fisiologico: in tal caso la quantità di liquido rilasciata sarà sensibilmente maggiore, e in tal modo possiamo ben distinguere le due cose.

Questo comporta il fatto che sebbene il cane sia educato a non fare bisogni in casa ed aspettare di andare fuori, possa ugualmente decidere di marcare il territorio in casa, senza “infrangere nessuna regola”, compiendo di fatto un’azione diversa.

È possibile distinguere la marcatura anche in altro modo: la pipì difatti si presenta generalmente come una macchia di liquido su una superficie orizzontale, mentre la marcatura avviene preferenzialmente su superfici verticali, quali:

  • muri;
  • piedi del tavolo;
  • ringhiere;
  • fiancate di mobili;
  • oggetti nuovi.

Come evitare che il cane marchi il territorio in casa?

A parte la già menzionata sterilizzazione/castrazione da cuccioli o una eventuale operazione dello stesso genere praticata in età adulta dall’efficacia minore, ci sono alcuni accorgimenti che è possibile utilizzare per evitare che il cane marchi il territorio in casa:

  • Sorvegliare il cane in modo da riuscire a coglierlo in flagrante e sgridarlo al momento utile.
  • Limitare gli accessi ai luoghi che ha marcato in precedenza al fine di impedire che si ripeta.
  • Prestare attenzione ai momenti immediatamente precedenti alla marcatura, riconoscibili dai movimenti di Fido, che gira più volte intorno ad una zona annusando insistentemente.
  • Pulire con cura le zone della casa marcate in precedenza al fine di evitare che la cosa si ripeta grazie all’infallibile olfatto di Fido.
  • Portare fuori il cane un numero di volte al giorno sufficienti sia per i bisogni fisiologici che per i bisogni comunicativi: il cane deve imparare che può marcare il territorio, ma che a casa è vietato.
  • Lodarlo quando si comporta bene, utilizzando il metodo del rinforzo positivo, quando fa la pipì nel posto giusto e quando marca il territorio fuori casa.
  • Se è stato appurato che il motivo per cui marca il territorio è l’ansia da separazione sarà opportuno lasciare al cane un oggetto col proprio odore oppure un gioco che possa distrarlo, come il Kong, quando dovrà restare solo.
  • Rivolgersi ad un veterinario comportamentalista o un educatore cinofilo se il problema non dovesse risolversi nel giro di tre/quattro settimane in cui si sono applicate le suddette strategie.