Cosa mettere nella ciotola dei cani?🐶

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Come punire un cane: correggere il comportamento di Fido

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Come punire un cane quando fa i capricci?

© Jaromir Chalabala / Shuttertsock

Punire un cane quando disobbedisce o fa i capricci è importante per una sana relazione cane-padrone. Ecco cosa fare per correggere il comportamento di Fido.

Di Ilenia Colombo

Pubblicato il 23/03/21, 20:05

Come punire un cane quando sbaglia, disobbedisce o si comporta male? Questa è una domanda complessa, perché i nuovi metodi di educazione positiva tendono ad escludere questa parola.

La punizione, tuttavia, fa parte degli strumenti dell'educatore ed è possibile punire rimanendo positivi. Qui di seguito alcune indicazioni su cosa fare e cosa non fare.

Quando è necessario punire il cane?

Punire un cane non è un atto banale, quindi devi stare attento a quello che fai. Una cattiva punizione, data in un momento inappropriato, che il cane non capirà, causerà più danni di quanti ne dovrebbe correggere.

La punizione sì, ma usata con parsimonia!

È importante riservare la punizione in rare occasioni e favorire altri metodi (rinforzo positivo, desensibilizzazione) quando possibile.

La punizione del cane deve quindi essere usata in modo eccezionale e deve avere lo scopo di correggere il comportamento del cane quando non fa ciò che ci si aspetta da lui, passivamente (non agisce come previsto da noi) o in modo attivo (agisce con comportamento indesiderato).

Premia Fido quando fa il bravo!

Nella maggior parte dei casi è molto più efficace guidare il cane sul comportamento da tenere e premiarlo una volta che questo comportamento è stato adottato.

In effetti, la motivazione fornita dalla ricompensa consente un apprendimento di migliore qualità per il nostro amico a quattro zampe.

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Analizzare il contesto dello sbaglio del cane

Per affrontare un comportamento indesiderato, è necessario analizzare tale atteggiamento: cosa lo precede e cosa lo fa scattare pochi secondi prima.

Cosa fare prima

Prima di punire un cane, devi osservare al contesto, cercare la causa, in modo razionale. Il contesto problematico deve essere gestito nel miglior modo possibile, e l'animale deve essere controllato riducendo la sua libertà di agire.

L'idea è quella di prevenire approcci inappropriati, fattori scatenanti, tutto ciò che incoraggi il cane a fare qualcosa di stupido. Ad esempio, tenere un cane non socievole al guinzaglio per impedirgli di combattere mentre impara e socializza.

Anche un comportamento appropriato deve essere riconosciuto e premiato: con l'anticipazione si può rinforzare un comportamento desiderabile prima che si produca il comportamento fastidioso. Possiamo infatti distrarre l'animale purché si comporti ancora correttamente.

Si tratta semplicemente di mostrare la strada giusta, piuttosto che vietare quella sbagliata.

Cosa fare dopo

Anche ciò che accade durante e dopo (compresa la reazione del padrone) è molto importante.

Pensaci dal punto di vista del cane: è difficile notare quando il nostro stress fa esplodere la nostra rabbia in modo sproporzionato, per esempio. Ma il nostro fedele amico lo nota benissimo!

Come punire un cane correttamente?

Per punire un cane che fa qualcosa di sbagliato, occorre seguire questi consigli:

  • Idealmente, si dovrebbe evitare di aggiungere un problema, come ad esempio, una correzione coercitiva che provochi dolore, giocando sulla paura; anche forzare una posizione è un vincolo punitivo.
  • D'altra parte, il ritiro di una ricompensa, come quando il cane non rispetta un ordine  oppure quando il suo comportamento è inappropriato, genera una leggera frustrazione ma rimane un metodo non coercitivo.
  • La condizione essenziale è un'applicazione immediata: qualche attimo al massimo dopo l'esecuzione della stupidità. L'intensità della punizione deve essere regolata in modo appropriato fino a quando il comportamento inopportuno cessa, e poi interrompersi immediatamente quando il comportamento inappropriato cessa.

Punire un cane nello stesso istante in cui ha compiuto un capriccio è essenziale. Il cane ha infatti una memoria associativa, il che significa che associa la punizione a ciò che sta avvenendo, nel momento presente.

Se l'evento sbagliato è passato, anche di pochi istanti, il cane avrà difficoltà a comprendere la punizione e c'è il rischio di peggiorare la situazione (paura, stress, rassegnazione, ecc.).

L'aria da colpevole di Fido può trarre in inganno

Questo è purtroppo l'errore più frequente: il padrone riconosce la famosa "aria colpevole" del cane come prova che l'animale sa, moralmente, di aver sbagliato.

In realtà, sappiamo che il cane si identifica e reagisce alla persona arrabbiata, ma non perché si accorga di aver commesso un errore. Ed è bravo a identificare i nostri segnali di rabbia prima ancora che ce ne accorgiamo.

Ad esempio, anticipare la stupidità ci dà un atteggiamento assertivo quando torniamo a casa (dicendo ad esempio: «Dimmi un po', cosa hai combinato oggi?»), e il quattrozampe assume immediatamente una posizione di "sottomissione", che abbia fatto qualcosa di stupido o no.

Il famoso "sguardo da colpevole"! © Anna Krivitskaya / Shutterstock

Chi non conosce il noto "sguardo da colpevole" di Fido? Orecchie basse, sguardo apprensivo e testa abbassata. In realtà, non ha niente a che vedere con una nozione di colpa, questo comportamento mira a ridurre l'aggressività dell'altro, tutto qui.

Come sapere se il cane ha capito la punizione?

Assicurati che il tuo cane abbia capito correttamente il messaggio. Se osservi un cambiamento nel comportamento del tuo cane, che assume un attitudine calma e serena, allora la punizione è finita, non c'è bisogno di aggiungere altro.

Dobbiamo quindi giocare sulle nostre emozioni per passare da una "modalità arrabbiata" a una "modalità benevola", nel momento esatto in cui il cane assume l'atteggiamento che ci si aspetta da lui.

Perché non puntare sul tono di voce per farsi obbedire e rispettare dal cane? Con un animale così sensibile alle nostre emozioni, il semplice fatto di dire un «NO» in tono rigoroso è più che sufficiente per fermare la maggior parte dei cani nelle loro azioni.

Resta quindi da sfruttare l'aria sorpresa che di solito assume per dargli un ordine che verrà rafforzato in seguito. In questo modo, si invita il cane a smettere di attuare questo comportamento indesiderato e gli si mostra cosa ci si aspetto da lui.

Ci sono anche casi di cani che non ascoltano il padrone, incapaci di concentrarsi, sui quali può essere necessario un intervento fisico, da riservare solo a certi temperamenti molto particolari.
Il rimprovero fisico non va mai usato per sopprimere comportamenti indesiderati, poiché si rischia di creare cattive associazioni, soprattutto se lo si esprime in un momento di rabbia.

Come mi dovrei comportare in qualità di padrone?

  • Mantieni calma e fermezza. Il nervosismo amplificherà la punizione in modo sbagliato. Se le tue emozioni parlano più forte della tua ragione, rischi di punire il cane troppo duramente e troppo a lungo, il che, come abbiamo visto prima, lo renderà stressato, ansioso, persino rassegnato.
  • Evita strumenti come giornali o altri oggetti per un rimprovero fisico. Se il tuo cane risponde alla tua voce, non devi fare di più.
  • Non mostrare mai rancore; è una regola universale! Punizione immediata, ricompensa incondizionata, le due regole della strategia "dare e avere": è particolarmente efficace con la memoria associativa del cane.
  • Sii gentile: la pazienza costituisce la base per educare un cane e può richiedere tempo.

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Articolo scritto in collaborazione con:

Stéphane Tardif
Medico veterinario