Il comportamento del cane, che per eccellenza è un essere sociale gerarchizzato in branco, viene manifestato durante la sua interazione con gli altri (cani o con l'essere umano), quando è libero di correre o mentre fa la sua consueta passeggiata e nel rapporto che instaura con il suo amico umano.
Il padrone, infatti, per essere ascoltato e rispettato deve essere considerato agli occhi del cane come un capobranco. Per questo motivo l’addestramento e il gioco devono essere svolti in modo tale da definire questa differenziazione dei ruoli cane-padrone al fine limitare comportamenti scorretti.
Se così non dovesse essere, ecco 5 modo per correggere il comportamento del cane.
Capire il comportamento del cane
Quali sono i disturbi comportamentali del cane? La psicologia del cane si fonda su l'istintività di alcuni suoi comportamenti, quali procurarsi cibo, difendere la propria famiglia e se stesso, essere accettato dal branco e interagire con i suoi simili e su comportamenti che possono essere acquisiti.
Questi ultimi, infatti, possono essere controllati dal padrone tramite l’educazione del cane. Un cane allontanato precocemente dalla cucciolata o maltrattato ha molte probabilità di sviluppare un comportamento errato.
Una forte aggressività, un’ansia o paura soggiacente (ansia da separazione), uno stato depressivo o un carattere dominante o un cane anziano sono alcune delle cause che faranno si che bisognerà correggere il comportamento del cane.
Come educare il cane?
I metodi di addestramento per cani possono essere distinti in due tipologie: uno tradizionale e uno di Educazione Gentile.
L'addestramento tradizionale
Per il primo metodo, quello tradizionale, al cane vengono proposti tre criteri di esecuzione:
- la ripetizione dell’azione;
- la sua gratificazione;
- la punizione (un tempo corporale), in caso di comportamento scorretto.
L'educazione gentile
Il metodo di Educazione Gentile, invece, richiama gli assunti teorici del condizionamento classico di Pavlov e a quello operante di Skinner. Due approcci, questi, che escludono la punizione, di qualunque tipo essa sia, prediligendo un tipo di apprendimento esperienziale positivo.
Attraverso i principi della ripetizione e della ricompensa, ossia con rinforzo positivo (o negativo a seconda dei casi), si insegna al cane un comando e l’obbedienza al suo padrone, premiandolo quando il suo comportamento risulta essere corretto.
In ogni caso, per educare correttamente l'animale è necessario conoscere il suo linguaggio del corpo.
4 casi in cui bisogna correggere il comportamento del cane
Un comportamento del cane sbagliato è spesso derivato da una educazione poco attenta. Se il cane sale su un divano, salta addosso alle altre persone o tira al guinzaglio quando viene portato a spasso vuol dire che gli è stato concesso perché vi è stata una mancata coerenza nell’insegnamento di ciò che può o non può fare.
Per poter educare bene un cane, infatti, è bene evitare di essere troppo lascivi lasciando al cane la possibilità di potersi approfittare della propria bontà, facendogli fare ciò che vuole.
Questo può essere fatto aiutandosi con il rinforzo positivo, ossia con la premiazione di ogni comportamento corretto.
Educare un cane che tira al guinzaglio
Per esempio, quando il cane è portato al guinzaglio e tende a tirare è probabile che abbia sviluppato questa sua tendenza perché è lo stesso proprietario a tirarlo.
Per correggere il comportamento del cane, quindi, sarà il padrone stesso a dover migliorare il suo portamento, magari optando per l’utilizzo di un guinzaglio allungabile che gli lasci il modo e lo spazio per potersi muovere senza tensioni.
Educare il cane a non saltare addosso
Per un cane che tende a saltare addosso al padrone e ad altri membri della famiglia, ma anche ad estranei o conoscenti, perché questo è il suo modo per fare le feste, è bene insegnargli a contenere il suo entusiasmo.
Ad esempio, quando si comporta in questo modo si potrà iniziare a non accarezzarlo e a non dagli troppe attenzioni fino a quando non si sarà calmato.
Se ancora cucciolo, sarà facile abituarlo ad evitare di prendere questa brutta abitudine, semplicemente dicendogli “No” ogni qualvolta che ci prova.
Correggere il comportamento del cane che abbaia
A volte il comportamento del cane è causato da una sua insicurezza o dalla paura di restar solo.
Per poter correggere il fatto che Fido tende ad abbaiare ad altri cani, ad esempio, è bene usare il rinforzo positivo in modo tale che, l’emozione di paura che prende il sopravvento sul cane che si trova in compagnia di altri suoi simili, venga corretta risultando un’esperienza piacevole e positiva.
Educare un cane a stare da solo
Mentre, quando il cane tende a soffrire molto la separazione e la solitudine, oltre al rinforzo positivo è possibile fare abituare il cane a star solo attraverso degli esercizi.
Lasciarlo giocare ad un gioco preferito, in propria assenza e poi togliergli il gioco una volta che si ritorna, dovrebbe aiutare, progressivamente, il cane ad associare l'assenza del padrone al gioco.
5 modi per correggere il comportamento del cane
In conclusione è possibile annoverare 5 modi per aiutare il cane a correggere il proprio comportamento:
- Assoluta coerenza nella sua educazione.
- Utilizzo del premio come rinforzo positivo per un comportamento corretto.
- Esercizio ludico educativo per aiutarlo a stare bene con gli altri e con sé se lasciato solo.
- Stimolazione positiva e incitazione a svolgere le attività in modo tale da non lasciarlo annoiare, o peggio, farlo cadere in depressione.
- Limitare le punizioni ed evitare di chiamare il cane per poi sgridarlo, potrebbe suscitare un comportamento contrario oltre al fatto che il cane si ricorderà dell’accaduto anche in seguito.
Per un corretto comportamento del cane che riesca ad obbedire al suo padrone senza far storie, l’educazione e l’addestramento sono fondamentali.
Quando si reputa di non essere ben preparati o sicuri di stare educando bene il proprio cane, oppure, quando si pensa di dover correggere il comportamento del cane, il supporto da parte di un addestratore cinofilo specializzato è la scelta giusta da fare.
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Articolo revisionato da:
Francesco Reina
Assistente veterinario