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Cos'è il tetano nel gatto e come può infettarsi?

gatto su ferro arrugginito

Come insorge il tetano nel gatto?

© Vladislav Nikonov / Unsplash

Il tetano nel gatto è una patologia rara, ma dalla forma acuta e dal rapido decorso. Scopriamo nel dettaglio cosa provoca il Clostridium tetani.

Di Giuseppe Terlizzi

Pubblicato il

Il tetano nel gatto rappresenta una patologia abbastanza rara, ma non per questo bisogna fare poca attenzione ed ignorare quelli che possono essere i campanelli di allarme di un malessere conclamato. 

L’evoluzione del tetano nel gatto segue degli step sempre uguali che rappresentano una sorta di algoritmo patologico che può essere contrastato solo grazie alla conoscenza degli stessi: scopriamoli insieme! 

Cos'è il tetano nei gatti?

Il tetano nel gatto è una malattia infettiva acuta non contagiosa causata da un batterio tristemente famoso, il Clostridium tetani. Questo agente eziologico ha rappresentato un problema epidemiologico nell’essere umano nei primi decenni del ‘900 tanto da rendere necessario uno dei primi piani vaccinali ad ampio spettro della storia moderna.

Anche i nostri amici animali possono contrarre questo batterio le cui tossine determinano una sintomatologia anche molto grave. 

Gatto e tetano non sono un binomio comune, ma di certo è utile capire quando ci troviamo davanti ad un caso clinico del genere.

Tetano dei gatti: dove si può contagiare Micio?

Esistono differenti mezzi e scenari che possono causare infezioni da Clostridium tetani. Questo batterio infatti si può trovare:

  • nel terreno,
  • nella polvere,
  • nelle feci di erbivori,
  • nelle feci dell’essere umano.

In pratica diventa impossibile individuare un potenziale luogo di contagio ad occhio nudo ma riconoscendo le prime avvisaglie sintomatologiche o addirittura evitando alcuni comportamenti, potremmo prevenire efficacemente il tetano nel gatto.

La malattia si viene ad instaurare quando il batterio colonizza una ferita aperta in cui può proliferare e mandare in circolo la sua tossina ovvero la tetanospasmina, provocando sintomatologia clinica.

Batterio clostridium tetani: un occhio al microscopio!

Si tratta di un bacillo Gram-positivo anaerobio (cresce solo in assenza di ossigeno) ed è presente in natura sia in forma vegetativa, sia sotto forma di spore.

Nella forma vegetativa produce una tossina neurotossica conosciuta come tetanospasmina tra le più potenti presenti in natura. Le spore possono sopravvivere nell’ambiente esterno anche per anni e contaminano spesso la polvere e la terra.

Possono penetrare nell’organismo umano attraverso ferite dove, in condizioni opportune (che si verificano specialmente nei tessuti necrotici), si possono trasformare nelle forme vegetative che producono la tossina.

Ma quali sono i sintomi caratterizzanti il tetano nel gatto?

Evoluzione del tetano nel gatto e i sintomi

La sintomatologia è di carattere neurologico e si può manifestare da alcuni giorni, a mesi dopo l’infezione.

I primi segni sono legati ad una rigidità muscolare partendo da un irrigidimento spastico delle zampe, con conseguente andatura detta “a cavaletto” per via della impossibilità di piegare le zampe.

Non è presente una reale sofferenza da parte del gatto ma un repentino abbassamento della qualità di vita.

In seguito si vengono ad instaurare segni soprattutto riferibili ai muscoli della testa con il caratteristico trisma mandibolare che determina la facies sardonica, ovvero un cambio della fisionomia del paziente conferendogli una sorta di ghigno.

Le contrazioni spastiche si propagano ai muscoli di tutto il corpo e il gatto colpito non riesce più a stare in piedi avendo le zampe contratte e distese con rigidità diffusa. Non perde mai i sensi è sempre vigile ma non riesce a nutrirsi e a bere.

Nell’arco di alcuni giorni sopraggiunge la morte legata alla paralisi del diaframma e dei muscoli respiratori.

Gatto con tetano: come curarlo?

Il tetano nel gatto viene gestito in modo sintomatologico.

  • Innanzitutto si adoperano tranquillanti e miorilassanti per risolvere la rigidità muscolare e le fascicolazioni diffuse.
  • Importantissimo il ricovero in luogo tranquillo in quanto i soggetti malati risultano iper-sensibili ai suoni e alla luce.
  • Adoperare materassini morbidi per il decubito è sempre consigliato per prevenire le piaghe in quanto c’è la possibilità che il ricovero si protragga per più di 2 settimane.
  • Nelle fasi iniziali l’alimentazione è forzata con sondino nasogastrico ma può migliorare col passare dei giorni fino alla ricomparsa dell’appetito. 
  • La vera terapia farmacologica è antibiotica mirata con penicilline sistemiche da somministrare per settimane prima che il paziente riesca a riprendersi e purtroppo non sempre il decorso è benevolo.

Il vaccino per gatti è obbligatorio?

Quando si parla di tetano la mente ci porta immediatamente a pensare alla vaccinazione.

Nel mondo della medicina preventiva umana è obbligatorio sottoporsi a questo vaccino effettuando un richiamo ogni qual volta ci sono possibilità di essere entrati in contatto con il batterio.

In medicina veterinaria questo non accade in quanto il vaccino non risulta essere obbligatorio e, spesso, non necessario in quanto molti animali domestici vivono in appartamento e non in potenziali luoghi di contaminazione come le campagne.

Questo significa che le terapie previste sono nella quasi totalità dei casi di tipo sintomatologico.

Il morso di cani e gatti può trasmettere il tetano?

Potenzialmente sì, ma l’ipotesi è molto rara. Innanzitutto il contagio avviene tramite ferite e inoltre il gatto deve aver contratto il tetano, il che non è assolutamente comune nei gatti casalinghi, ma sicuramente più probabile in caso di morsi di gatti randagi o di campagna, o nel caso di animali selvatici

Se avete notato un repentino cambiamento nel comportamento e nel modo di fare del vostro gatto, o sospettate possa soffrire di una malattia neurologica, non esitate a chiedere consiglio al vostro veterinario di fiducia!

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